Sanremo 2025: La Mosca Tze Tze tra pop corn, Fedez e look discutibili
Tra pop corn, Carlo Conti e Fedez che potrebbe dare buca, La Mosca Tze Tze si prepara per la cosa più importante: i look di Sanremo
di La Mosca Tze Tze (Disturbo della quiete pubblica) · (ultimo aggiornamento il )

Il Festival di Sanremo 2025 è iniziato e io sono già qui, piazzata davanti alla TV con pop corn, bibita e piedi sul tavolino (perché sì, sono una maleducata). Aspetto Carlo Conti, che da bravo conduttore ligio al dovere aprirà le danze con il suo sorriso rassicurante e l’abbronzatura impeccabile. Sanremo numero boh, ho perso il conto, tanto siamo a un punto in cui lo celebrano con i numeri romani e sembra un sequel infinito tipo Fast & Furious.
Ora, tutti si concentreranno sulle canzoni, sugli ospiti, sul colpo di scena di Fedez, che potrebbe presentarsi come no (suspense!), ma io quest’anno ho deciso di guardare oltre. Oltre il palcoscenico. Oltre la musica. Oltre il buon gusto. Sì, cari lettori, il mio focus è l’apparire sul palco nel loro complesso. Perché diciamolo: i vestiti sono un optional e qualcuno potrebbe anche aver deciso di saltare il passaggio “vestirsi” prima di uscire di casa.
E se vi state chiedendo quali siano le mie credenziali in fatto di moda, beh, immaginatevi una casalinga disperata che non si fa la tinta da mesi e fa shopping solo quando i vestiti cadono a pezzi. Il buongusto non mi appartiene e, per dirla tutta, uso pure i gambaletti color carne. Non nude, proprio color carne. Ma per questo sono la persona giusta per giudicare il peggio del meglio che sfilerà sul palco dell’Ariston.
sanremo 2025 – ordine d’uscita dei look dei cantanti in gara
Gaia: tra Bianca Censori e Iron Man
La prima impressione che ho avuto appena l’hanno inquadrata è che avesse rubato il vestito a Bianca Censori, quel nude look di cui tanto si è parlato in questi giorni, quel vestitino fatto di pellicola trasparente che se non lo metteva almeno non avrebbe sudato. Invece Gaia è vestita, ma con un abito dello stesso colore della sua pelle. Una sirena nude look.
Ma quello che mi colpisce è la sua mano destra, quella che non tiene il microfono. Una mano con delle dita di ferro, in questo caso stile Iron Man.
Francesco Gabbani: quando l’abito scintilla più della canzone
Francesco a tante mamme piacerebbe come fidanzato per le proprie figlie e vestito così potrebbe anche portarle all’altare. Nel suo abito scintillante che scintilla più della canzone, con tanto di fiore all’occhiello.
Rkomi di bianco svestito
Ma voi avete mai visto Rkomi con la maglietta? A memoria non mi sembra di ricordarmelo… però questa volta si è messo la giacca. Che poi in un certo senso lo capisco: tu ti spacchi in palestra, mangi proteine a colazione, butti via il tuorlo dell’uovo per berti l’albume viscido a merenda, in appendi e fai su e giù con le gambe, ti fai strappare dall’estetista pure i peli che cresceranno nella prossima vita, poi mi sembra il minimo mostrare ad ogni occasione i risultati del proprio duro lavoro!
Noemi la Jessica Rabbit di Sanremo
Il vestito le sta molto bene, niente da dire però appena l’ho vista ho pensato a Jessica Rabbit per poi rimandare subito il pensiero a Brenda e Kellie (lo so, non avete idea di chi siano ma per noi boomer degli anni ’90 Beverly Hills 90210 è la madre di tutte le serie). Dicevo… vi ricordate la puntata in cui le due amiche-nemiche andavano alla festa della scuola con lo steso vestito nero con il fiocco gigante bianco sullo scollo? Ecco, proprio quel vestito me lo ha fatto venire in mente la nostra Noemi Rabbit.
Irama col cappotto di Lady Oscar
Lui la maglietta ce l’ha ma a metà, perché qui, come per Rkomi, bisogna di nuovo mostrare i risultati del connubio tra palestra e alimentazione finalizzata alla creazione del muscolo addominale. Cappottone lungo con mega frange dorate che non vedevo dai tempi di Lady Oscar.
Domanda per Filippo: ti è scappata la mano con il gel effetto bagnato? No, perché da casa l’impressione è che tu abbia preso il flacone e abbia spremuto troppo. Sai quando schiacci forte perché pensi che il prodotto sia finito e invece te ne esce un botto all’improvviso? Poi non lo vuoi buttare e te lo metti tutto i testa.
Coma_Cose La Sposa Cadavere
All’Ariston con un look da La Sposa Cadavere che non ho visto, quindi non so se c’azzecca con il tema della canzone, quindi che dire? Che magari del vestito già domani non ci ricorderemo più, ma sono sicura che tutti canteremo cuoricini cuoricini come qualche anno fa dicevamo con il culo ciao ciao.
Simone Cristicchi mi fa diventare un inutile moscerino
Versione viola sberluccicante dell’abito con pantaloni troppo grandi e lunghi per lui, forse per rievocare una moda d’altri tempi. Un fiore gigante all’occhiello, ma persino io, davanti a un testo così, non so criticare l’abito che diventa piccolo piccolo e io mi trasformo in un inutile moscerino.
Marcella Bella tutto ok
Tuta nera con con scollo a scialle monospalla luccicante. Nulla da dire su una signora della musica italiana.
Achille Lauro, il dandy del nuovo millennio
Ecco, c’è chi arriva sul palco di Sanremo per cantare e chi per fare la storia del costume. Achille Lauro? Fa entrambi, o almeno ci prova. Ma se pensate di aver capito il suo stile, siete già indietro di almeno tre reincarnazioni.
Dandy, certo, ma non quello che avete visto nei libri di scuola o nelle vecchie foto ingiallite. No, Lauro è il dandy post-tutto, come quelli che entrano alla Scala solo per far parlare di sé, e se ne fregano altamente dell’opera in scena. Perché diciamolo, chi va alla Scala per la trama? Esatto, nessuno. Ecco, Achille Lauro è lo stesso, ma versione Sanremo edition: un passo avanti, un piede fuori dal tempo e uno dentro lo spettacolo. Boh, magari mi sono addormentata al momento giusto e mi sono svegliata che c’era pubblicità.
Giorgia, di nero vestita e di calze infiocchettata
E anche Giorgia si unisce al club del total black, con un abito sottoveste che fa tanto revival anni ‘90. Dicono che tornerà di moda, ma la vera domanda è: abbiamo mai chiesto che tornasse? E poi, dettaglio non trascurabile, spuntano i mutandoni ascellari, quelli che ormai sembrano un capo base per Annalisa e Angelina Mango, che li indossano con la stessa disinvoltura con cui noi comuni mortali mettiamo i jeans.
Ma il vero enigma è un altro: ha i sandali con le calze? Perché se così fosse, tanto valeva esagerare e sfoggiare un bel paio di infradito col calzino bianco di spugna, alla turista tedesco a Rimini. Sarebbe stato un tocco di classe inaspettato, e forse persino un segnale di protesta contro il fashion system. Oppure no, magari è solo che pure lei, come noi, aveva freddo ai piedi.
Willie Peyote: il sobrio con fiocco
Willie Peyote si presenta con un look sobrio e pulito, roba che quasi stona sul palco di Sanremo, dove di solito tra pizzi, trasparenze e lustrini sembra di stare a una festa in maschera. Camicia bianca, che lui, a differenza di Rkomi, si ricorda di indossare e, a differenza di Irama, si degna pure di allacciare. Certo, magari non ha la stessa attitudine all’addominale dei due colleghi, ma almeno non rischia il raffreddore.
Per aggiungere un tocco di personalità, ecco il fiocchetto cravattino tono su tono, giusto per farci sapere che è bianco quanto la camicia. Sotto, pantaloni classici neri e sopra una giacca che, a prima vista, sembra quasi un giubbotto. Chic ma con riserva. A chiudere il tutto, un paio di scarpe bicolor abbinate al resto del look. E già questo, di questi tempi, è un punto a favore.
Rose Villain: il rosso è il nuovo nero (e la lingerie è sopravvalutata)
Sanremo o Fashion Week? Rose Villain scende in campo per la sfida del look più audace del Festival, e stavolta Elodie ha pane per i suoi denti. Il suo abito rosso fuoco è super aderente, super fasciante e super tutto, con tanto di collo alto che mette in evidenza ogni centimetro del suo corpo. Della biancheria intima nessuna traccia, ma d’altronde, chi se ne importa? Siamo qui per la musica, giusto?
Olly: nuovo idolo teen o operaio edile?
Jeans wite leg e maglietta smanicata nera per mettere in bella mostra i muscoli e l’ascella. Olly sbarca all’Ariston con un look che grida più “cantiere edile” che “Festival della Canzone Italiana”. Ma chi sono io per giudicare?
Una volta si andava a Sanremo in abito elegante, oggi pare che la nuova tendenza sia presentarsi direttamente pronti per un turno in fabbrica. Vabbè, in fondo potrebbe essere un’ottima alternativa di carriera per alcuni.
Elodie: direttamente dalla cucina dell’Ariston
Eccola, Elodie versione rotolo di carta stagnola, che scende le scale con l’eleganza di chi sui tacchi ci sa camminare, non come me.
Look insolitamente sobrio per i suoi standard: abito fasciato, silhouette in evidenza ma senza troppi eccessi, capelli lunghi, liscissimi, riga in mezzo. Insomma, quasi minimal. Sarà la svolta elegante o la quiete prima della tempesta?
Shablo, Guè, Joshua e Tormento: Tendenza “tamarro chic”
Quattro uomini e una tonalità: giallo e nero come se non ci fosse un domani. E poi c’è il maestro d’orchestra, che si sarà vestito di bianco per lavarsene le mani, come Pilato davanti alla loro esplosione di stile.
Guè fedele a se stesso con gli occhiali da sole d’ordinanza – perché il sole di Sanremo è implacabile anche di notte quando piove – e pantaloni gialli maculati, perfetti per un safari nel rap game. Shablo punta sulla classe con un gessato, che nel mezzo del tripudio di colori sembra quasi una scelta da lord inglese. Joshua di giallo ha solo il bavero della giacca, giusto per dire “sono nel team, ma con discrezione”. E poi c’è Tormento, che butta la discrezione fuori dalla finestra con un giubbotto giallo canarino, lo stesso tono acceso delle tuniche gospel, perché la predica della serata è chiara: nel rap, la tammarraggine non è un’opzione, è un dovere.
Massimo Ranieri, il guardaroba completo
Adesso tutto torna: Rkomi senza maglietta, Irama con la camicia sbottonata, Olly in canotta… colpa di Massimo Ranieri!
Lui, da signore d’altri tempi, si è accollato tutti i vestiti che mancavano ai suoi compagni di viaggio. Pantaloni neri, giacca bianca, camicia, cravatta e pure il panciotto. Una scelta di classe senza tempo, il perfetto contrappeso al casual selvaggio degli altri tre.
In un mondo in cui ormai si va all’Ariston con look da aperitivo in spiaggia o da lavori in corso, Massimo Ranieri resta saldo nel suo classicismo sartoriale, ricordandoci che un tempo Sanremo era anche sinonimo di eleganza. E visto l’andazzo, forse nel 2026 lo vedremo direttamente con tre completi sovrapposti, giusto per compensare gli outfit ridotti ai minimi termini delle nuove generazioni.
Tony Effe, i riccioli spariti e il doppiopetto
Tony Effe scende le scale dell’Ariston, accompagnato dalle note della sua “Sesso e samba“, il successo dell’estate 2024”. E mentre la Clerici con la sua solita enfasi pronuncia il fatidico “una generazione di belli“, noi ci soffermiamo su un dettaglio che non passa inosservato: i ricciolini tanto attesi… sono spariti, soffocati da una quantità industriale di gel. Sì, avete letto bene. I suoi capelli sono appiccicati alla teta come se una mucca gli avesse fatto un bel lick in testa. Non proprio l’immagine di naturalezza che ci aspettavamo.
Ma c’è di più: total white per il look. Abito bianco, guanti bordeaux (sì, avete capito bene, guanti!), camicia bianca, cravatta bianca. Tutto bianco, perfetto per un matrimonio con la musica. La ciliegina sulla torta? Il doppiopetto, il che lo rende decisamente fuori dal coro, specialmente se paragonato ai suoi coetanei a petto nudo.
Serena Brancale: una cucina e un po’ di trasparenze
Serena Brancale sul palco di Sanremo sfodera un look che unisce il rosso di Rose Villain e il nude look di Bianca Censori… o almeno ci prova. Certo è che, come Elodie, sembra aver completato il proprio look attingendo a man basse dai pensili della cucina!
Vestito aderente con inserti trasparenti. A guardarlo bene, sembra che Serena abbia rubato delle pellicole trasparenti dalla cucina per metterle attorno alla pancia. Il tutto per ottenere un effetto trasparente che, francamente, mi ha fatto sudare solo a guardarla, e non per il caldo, visto che la temperatura qui a Sanremo è tutt’altro che tropicale.
Un spacco vertiginoso che ti fa venire voglia di dire: “Più che un look, un rischio“, mentre il tacco importante tenta di aggiungere un po’ di eleganza a un outfit che, francamente, fa tanto “progetto di recupero” più che chic. Serena, l’intenzione sexy c’è, ma il risultato… beh, lasciamo stare, forse un po’ di design culinario non è quello che ti mancava per fare il botto.
Brunori Sas: il re del camuffamento
Brunori Sas, noto (ma forse non tanto) per il suo stile sobrio e misurato, oggi cerca di fare il “camouflage” sul palco di Sanremo, nascondendosi dietro la sua chitarra. Quello che riusciamo a intravedere, però, non lascia troppo spazio alla fantasia: una giacca beige, di quelle che ti fanno sembrare subito un po’ vintage, un papillon nero gigante (perché se è vero che meno è meglio, Brunori lo prende alla lettera), camicia bianca e, infine, i pantaloni neri, che nel dubbio si abbinano a tutto, come se il vestito fosse stato scelto alla cieca per non sbagliare.
In realtà, il nostro Brunori cerca di non attirare troppa attenzione sul look, per lasciare tutto lo spazio alla sua canzone. Ce l’avrà fatta? Non è compito mio dirlo.
Kekko Silvestre: l’incidente che non ferma il look
Nonostante l’incidente a Sanremo (caduta dalla scala, costola incrinata… un inizio non proprio scoppiettante), Kekko Silvestre dei Modà non si fa fermare neanche dal dolore e si presenta al pubblico con il suo stile immancabile. Occhiali da sole sul palco, nonostante sia notte fonda.
Clara: il look che lascia poco all’immaginazione
Clara si unisce con energia alla sfida del look più audace di questa edizione di Sanremo, pronta a fare concorrenza a Elodie e Rose Villain. La sua scelta è un abito-gioiello che non lascia nulla alla fantasia. Scollatura profonda e schiena nuda fino all’attaccatura delle chiappe, un’esibizione di pelle e audacia che non lascia indifferenti.
Il tutto completato da lunghi capelli selvaggi stile beach wave, che riescono a dare un aspetto trasandato alla sua chioma. Una scelta perfetta per una che vuole far parlare di sé: Clara entra nel palco come una regina di stile, risvegliando tutti i sensi, per chi ama il genere.
Lucio Corsi: una trasformazione che lascia… senza parole
Lucio Corsi si presenta sul palco del Festival di Sanremo come la rivisitazione di un moderno Sbirulino degli anni ’80, ma con un tocco di esagerazione. I suoi lunghi capelli lisci e la faccia bianca bianca, con quel rossetto rosso che più che una scelta stilistica sembra un richiamo a un circo del passato, non passano inosservati. Un vero tuffo nel passato, visto che per il mare fa ancora troppo freddo.
La sua giacca gialla, che sembrerebbe ispirata a un’ala di un uccello che sta per spiccare il volo, in realtà lo rende più simile alla crisalide mentre sta nascendo la farfalla.
A sentire il Direttore, non possiamo fare altro che rispondere con un solido #ioboh.
Fedez: il ritorno del re dei social… ma con la giacca
Fedez è finalmente sul palco di Sanremo, e questo è già un successo rispetto ai dubbi che circolavano sul suo stato mentale negli ultimi giorni. Dopo averci abituato a foto e video dove sembra più un collezionista di tatuaggi a torso nudo che un rapper, ecco che sul palco sfoggia un look molto più sobrio: giacca, camicia e pantaloni neri. Niente muscoli in mostra, solo una serietà che sa di “è arrivato il momento di parlare della canzone, non di me”. A completare il tutto, occhi neri con lenti a contatto nere come la pece, come faceva Marilyn Manson che però le sceglieva bianche.
Bresh: la canotta di Olly, ma con la giacca di pelle
Bresh, sul palco di Sanremo, sembra voler sfidare Olly in una gara di canotte smanicate. Sì, perché la maglia nera che indossa sembra proprio la canotta che il giovane cantante ha sfoggiato qualche ora fa, ma con un tocco di classe… o forse di “copertura”: una giacca di pelle. Un modo per non farla riconoscere? Probabile. Il resto del look è total black: pantaloni neri e scarpe nere. Insomma, il ragazzo ha deciso di camuffarsi nel più classico dei black-out, scegliendo un outfit che più anonimo non si può, ma che al contempo gli conferisce un vago fascino da bad boy che ci prova a fare il cattivo. La combinazione canotta + giacca di pelle è un po’ come dire “voglio sembrare casual, ma in realtà mi sono impegnato”.
Sarah Toscano: un vestito che nessuno può salvare
Sarah Toscano sfodera il suo look da “festa di paese estiva“: un vestito a righe diagonali (azzurro, bianco, nero) che ha tutto il fascino di un disegno grafico degli anni ’90 andato storto. L’abito, accollato, con colletto e fiocchetto, sembra il risultato di un mix fra una divisa scolastica e un’idea di eleganza che, francamente, non funziona. Non contenta, abbina i sandali con tacco da serata al mare, perfetti per una passeggiata tra le bancarelle, e completa il look con una lunga treccia e frangia che sembra voler richiamare un’idea di “eleganza naturale”. E poi, c’è quel tocco finale che non ti aspetti: degli scampoli di stoffa legati ai polsi, che pendono giù come se stessimo vivendo un revival delle tendenze sbagliate degli anni 2000. In sostanza, un vestito che può essere solo per chi ha una personalità abbastanza forte da non farsi schiacciare dalla bruttezza. Ma è questo il caso?
Joan Thiele: tra abito corto e volo verso l’ignoto
Joan Thiele si presenta con due trecce che sembrano un invito a restare ancorata alla realtà, ma il resto del look urla decisamente un altro messaggio. Il suo abito bianco con applicazioni dorate è un ibrido che non sai mai se essere corto o un pantalone-mutanda (non proprio il massimo per il Festival,ma è di moda…). Ma forse il colpo di scena è la chitarra che, come quella di Brunori Sas, sparisce dietro il suo look. Ah no, al contrario: è la chitarra che fa sparire il look! Ma in fondo, chi si preoccupa di una chitarra quando hai un fiocco nero al collo che coordina perfettamente con le scarpe e un mantello che può trasformala in un attimo in Super Girl per volare via più veloce della luce… e di lasciare dietro di sé una scia di dorato e incerto.
Rocco Hunt: l’eleganza del total black… anche lui
Rocco Hunt continua la tradizione di questo festival: il total black. Ma lui dà un tocco di luce che non può passare inosservato. La sua giacca è un tripudio di applicazioni sberluccicanti, come se fosse pronto per una serata al Red Carpet, ma il carpet qui a Sanremo era ieri. Sotto il blazer, però, c’è un elemento che ci riporta alla realtà: la sua maglia nera girocollo, un classico che Giorgio Armani ha insegnato a usare.
Decisamente sobrio che quasi ci iniziano a mancare gli smagliettati di inizio trasmissione.
Francesca Michielin: il look tra il luccichio e il piede rotto
Francesca Michielin ci prova, ma, sarà l’orario, ma io non ho capito. I pantaloni a vita bassissima (ok, è il ritorno dei primi anni 2000) e il top formato da strisce luccicanti che si incrociano tra loro in una sorta di puzzle cromatico. Se l’intento era “faccio brillare il palco”, l’effetto è più “ho preso i primi pezzi di stoffa che ho trovato” (sarà andata al negozio degli scapoli con Sarah Toscano?). I capelli lisci e lunghi con la frangia che sembra essere ancora nel limbo della crescita completano un look che, purtroppo, sembra un po’ sospeso tra il “quasi ci siamo” e “che cosa ho appena visto?”.
La ragazza, durante le prove, è caduta dalla scalinata dell’Ariston e questa volta ci arriva accompagnata da Gerry Scotti.
The Kolors: l’armata del total black
I The Kolors questa sera sembrano aver messo insieme tutto quello che c’era da vedere, ma il risultato è decisamente un patchwork di scelte degli altri. Un membro senza maglietta (perché, ovviamente, Sanremo è la passerella ideale per il petto nudo, soprattutto quando il termometro segna 5 gradi). Un altro opta per il total black con una camicia sbottonata, quasi come se stesse per entrare in una discoteca anni ‘90, e poi c’è quello con l’abito completo, che sembra non essere riuscito a coordinarsi con gli altri due, ma almeno sta cercando di dare una parvenza di eleganza. A completare il quadro, guanti neri (forse per nascondere le mani imbarazzate per queste scelte) che sembrano essere l’unico tentativo di dare un senso al caos. In poche parole: the Kolors, tra sberluccichii e nudità, riescono a miscelare il meglio e il peggio della serata.





