26 Febbraio 2026
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26 Febbraio 2026

Bestiario Pop: Michele Bravi a Sanremo 2026, “Prima o poi è il brano più difficile, ma sono rilassato”

L'artista, intervistato da Michele Monina e Luccioola, parla del brano più difficile e del duetto con Fiorella Mannoia.

Michele Bravi intervistato da Michele Monina e Luccioola per Bestiario Pop a Sanremo 2026
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Michele Bravi è il secondo ospite di Bestiario Pop, il format di Michele Monina e Luccioola in esclusiva per All Music Italia da Casa Bontempi. L’artista, in gara a Sanremo 2026 con Prima o poi, si è raccontato senza filtri, parlando del brano più difficile che abbia mai portato sul palco dell’Ariston, della dimensione teatrale della sua musica e del desiderio, mai realizzato, di fare “un pezzo di cazzeggio”.

Un’intervista che ha toccato temi profondi e momenti di ironia, con una domanda a sorpresa di Selvagia Lucarelli e il racconto del duetto con Fiorella Mannoia.

Bestiario Pop: Michele Bravi e il brano più difficile di sempre

Per Michele Bravi questo è il terzo Festival di Sanremo, ma Prima o poi rappresenta una sfida inedita: “È il pezzo più difficile che ho portato vocalmente e musicalmente qua a Sanremo”, ha confessato. Eppure, si sente più rilassato che mai: “Non ho la percezione di andare a cantare stasera, ho la percezione di andare a raccontare una storia. È quasi più recitazione che canzone”.

Il brano si ispira al mondo britannico, tra Beatles e musical, con una teatralità marcata che richiede un arco narrativo preciso: “Nel teatro è necessario l’arco romantico: inizio, evoluzione, suspense e risoluzione. Questo ti richiede un’agilità nella scrittura della voce che quando la esegui deve essere tutto giusto”.

Scrivere partendo dalla melodia: una novità per Michele Bravi

Per la prima volta nella sua carriera, Michele Bravi ha scritto un disco partendo dalla melodia e non dal testo: “Io sono uno di quelli che ha sempre risposto ‘il testo’, stavolta no. Questo lavoro sull’armonia ha reso la musica un po’ più centrale rispetto al testo”. E quando è arrivato il momento di scrivere le parole, ha scelto una strada opposta alla sua solita ricerca cerebrale: “Ho cercato di scrivere esattamente con la colloquialità con cui parlo. All’inizio mi sembrava troppo ingenuo, ma volevo togliere il filtro tecnico”.

Il risultato è un testo che parla di goffaggine e cose dette male, con una semplicità disarmante: “In questa canzone dico ‘dovresti vergognarti che sono anni che non la smetti di mancare’. Questa è una cosa che io potrei dire nella vita di tutti i giorni”.

Selvagia Lucarelli e il desiderio (impossibile ) di fare cazzeggio

Durante l’intervista, Selvagia Lucarelli ha inviato una domanda video per Michele Bravi: “Mi piace tantissimo la tua intensità, ma ti andrà mai di confrontarti con qualcosa di molto più leggero? Un pezzo di cazzeggio puro, una roba alla Occidentali’s Karma?”. La risposta di Michele è stata sincera e autoironica: “Totalmente sì, ma c’è un problema: non sono credibile io su quel mondo lì. Mentre canto è difficile pure che muovo una mano, sono un palo unico”.

E ha aggiunto, con una risata: “Sotto la doccia nella mia testa c’è Lady Gaga, ma se mi vedo da fuori c’è Nino Frassica. Lo vorrei fare, ma mi manca proprio l’allure”.

Il duetto con Fiorella Mannoia: “È un’amica”

Per la serata delle cover, Michele Bravi ha scelto Fiorella Mannoia, un’artista che ha segnato la sua adolescenza: “Uno dei miei primi concerti fu proprio un concerto di Fiorella. Mi dicevo ‘mamma mia come vorrei saper fare questa cosa’. E adesso mi ritrovo qua a Sanremo con lei”. Ma oltre al rispetto artistico, c’è un legame umano forte: “Nei duetti è importante avere una connessione emotiva. Se la persona che hai vicino non ti piace umanamente, il pubblico inconsciamente lo sente. Io con Fiorella so che ho un’amica lì vicino e quella cosa passa”.

L’intervista completa a Michele Bravi per Bestiario Pop è disponibile nel video qui sopra, registrata a Casa Bontempi durante la settimana di Sanremo 2026.