Dal 1° gennaio 2027 i diritti d’autore di Claudio Baglioni saranno raccolti e gestiti da Soundreef e non più dalla SIAE. L’annuncio è arrivato da Milano il 27 agosto, in una nota diffusa insieme dall’artista e dalla società fondata da Davide d’Atri.
A seguire l’operazione per Baglioni è stato l’avvocato Giorgio Assumma, che la SIAE l’ha presieduta fino alle dimissioni del dicembre 2010, mentre per Soundreef ha lavorato l’avvocato Guido Scorza.
Nella nota Baglioni ringrazia la SIAE per gli anni passati insieme: “Ogni nuova tappa nasce dall’intenzione di dare ancora più valore al complesso delle mie opere e alla storia della mia carriera, guardando sempre avanti. Ringraziando SIAE per il buon cammino condiviso in tanti anni, oggi proseguo la mia strada, iniziando con fiducia questo percorso collaborativo con Soundreef, nel segno di un ulteriore sviluppo del mio repertorio e la realizzazione dei progetti futuri”.
Dall’altra parte d’Atri parla di una responsabilità: “Soundreef è onorata della fiducia accordataci da Claudio Baglioni, la cui opera appartiene alla storia della musica italiana e del nostro Paese”.
Soundreef non è una società di collecting nazionale: è una Independent Management Entity, membro CISAC dal 2020, e raccoglie le royalty per gli utilizzi online, offline, dal vivo e in broadcast. In Italia rappresenta 30.000 fra autori, compositori ed editori.
Da Gigi D’Alessio a Baglioni: dieci anni di uscite dalla SIAE
Nel maggio 2016 Gigi D’Alessio ha affidato a Soundreef circa 750 composizioni, con l’accordo operativo dal 1° gennaio 2017 e una discussione pubblica con la SIAE sulla trasparenza della rendicontazione. Nel gennaio 2018 hanno lasciato la SIAE anche Enrico Ruggeri e J-Ax.















