28 Febbraio 2026
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28 Febbraio 2026

Sanremo 2026. Premio Testo&ConTesto. I testi migliori (e i peggiori) del Festival di Sanremo 2026

Il nostro Prof di latino, Davide Misiano, ritorna con la sua rubrica e premia per noi i testi del Festival di Sanremo 2026.

Analisi dei testi di Sanremo 2026 - Premio Testo&ConTESTO
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Sanremo 2026 l’analisi dei testi delle canzoni. Ritorna il PREMIO TESTO&ConTESTO assegnato ogni anno dal Prof di latino, Davide Misiano, ai tre brani migliori e ai tre peggiori del Festival di Sanremo 2026 in fatto di scrittura dei testi. A lui la parola.

Cari lettori di All Music Italia, ho deciso di riaffacciarmi su questa testata proprio in occasione del Festival di Sanremo. Negli anni mi sono occupato dell’analisi dei testi della canzone pop, convinto che essa sia, nelle sue variegate espressioni, rivelatrice delle dinamiche con cui si evolve il linguaggio poetico e non.

È vero, di poetico c’è ben poco nella proposta artistica di questa settantaseiesima edizione. Ma anche l’osservazione di una deriva può aiutarci a comprendere cosa sia cambiato in noi e nel nostro modo di rappresentare il mondo.

Anche quando il Festival disturba, sollecitando in noi reazioni più o meno veementi, ci costringe a valutare di cosa siamo capaci o incapaci. Una sorta di ‘festino bilaterale’: ci lamentiamo, come Elettra, di quei rumori che non ci fanno dormire; il giorno dopo li accusiamo di averci resi ‘stonati’, quando invece, come Elettra, siamo geneticamente stonati.

Quindi, se dovessi muovermi tra acide esegesi e soggettive elucubrazioni, siate bonari e lasciatemi divertire. In fondo, “Se bastasse una sola canzone per vivere un attimo / eternamente sarei condannato a una folle bugia”, scrivono i nostri poeti decadenti (o decaduti) LDA e AKA 7EVEN, frase che non significa niente ma che voglio rubare in mia difesa. Se l’avete perdonata a loro, siete costretti ad accettarla anche da me.

Tra serio e faceto, assegnerò il premio della nostra rubrica ai tre testi più interessanti (Premio Testo) e ai tre testi più disarmanti e contestabili di questa edizione (Premio Con-Testo).

Premetto, tuttavia, che quest’anno si registra una medietà sonnolenta: non quel ‘giusto mezzo’ così amato dagli antichi, ma quella mediocrità negligente, che non rischia, replica schemi già noti per assicurarsi un ascolto, induce l’anima al torpore. La stessa medietà che abbiamo riscontrato nella conduzione: niente di brutto, niente di bello. Niente di niente.

Clicca in basso su CONTINUA per scoprire il meglio e il peggio di questo Festival, partendo dalle frasi.

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