Certificazioni SINGOLI: quante copie servono per disco d’oro e disco di platino
Qui trovi le soglie dei singoli e, tra parentesi, i principali cambiamenti del sistema (download, streaming e conversioni).
Fino al 31 dicembre 2011 (fisico + download)
- Disco d’oro: 15.000 copie
- Disco di platino: 30.000 copie
- Multi platino: 60.000 copie
Dal 2014 (entra lo streaming nei singoli: 100 streaming = 1 download)
Da qui lo streaming inizia a contribuire alle certificazioni dei singoli, convertito in unità equivalenti.
Dal 2017 (cambia la conversione: 130 streaming premium = 1 download)
Il peso dello streaming viene ricalibrato e il calcolo diventa più aderente al mercato.
2020-2021 (soglie aggiornate, streaming ormai centrale)
- Disco d’oro: 35.000 unità
- Disco di platino: 70.000 unità
- Diamante: 700.000 unità
Dal 2024 (entrano anche gli streaming gratuiti con pubblicità, con pesi diversi rispetto al premium)
Gli ascolti gratuiti vengono conteggiati, ma pesano meno di quelli premium.
Dal 2025 (soglie attuali)
- Disco d’oro: 100.000 unità
- Disco di platino: 200.000 unità
- 2× platino: 400.000 unità
- 3× platino: 600.000 unità
- Diamante: 2.000.000 unità
Nota: oggi per “unità” si intendono copie fisiche, download e streaming convertiti secondo la metodologia vigente.
Certificazioni ALBUM: quante copie servono (soglie e passaggi chiave)
Qui trovi le soglie degli album e, tra parentesi, i principali cambiamenti del sistema (download, streaming e regole di conversione).
Fino al 31 dicembre 2011 (mercato fisico, poi entra il download)
- Disco d’oro: 30.000 copie
- Disco di platino: 60.000 copie
- Multi platino: 120.000 copie
- Diamante: 300.000 copie
Dal 2012 (fisico + download: soglie aggiornate, cambia anche il diamante)
- Disco d’oro: 30.000 copie
- Disco di platino: 60.000 copie
- Diamante: 600.000 copie
Dal 2017 (entra lo streaming negli album: Nordic Sea Model + cap 70%)
Da qui lo streaming premium contribuisce alle certificazioni degli album. Il conteggio usa il modello “Nordic Sea” e applica il cap al 70% sul brano più ascoltato, per evitare che un solo singolo trascini l’intero disco.
Dal 2024 (entrano anche gli streaming gratuiti con pubblicità, con pesi diversi rispetto al premium)
Dal 2024 vengono considerati anche gli ascolti gratuiti (ad-supported). Gli streaming da abbonati pesano di più rispetto a quelli con pubblicità.
Dal 2025 (soglie attuali)
- Disco d’oro: 25.000 unità
- Disco di platino: 50.000 unità
- 2× platino: 100.000 unità
- 3× platino: 150.000 unità
- Diamante: 500.000 unità
Nota: anche qui per “unità” si intendono copie fisiche, download e streaming convertiti secondo la metodologia vigente (con regole specifiche per gli album, come cap 70% e conversioni in unità album).
Quante copie servono oggi per disco d’oro e disco di platino?
| Categoria | Disco d’Oro | Disco di Platino | Diamante |
|---|---|---|---|
| Singoli (dal 2025) | 100.000 unità | 200.000 unità | 2.000.000 unità |
| Album (dal 2025) | 25.000 unità | 50.000 unità | 500.000 unità |
Nota: le unità includono copie fisiche, download e streaming convertiti secondo la metodologia FIMI vigente.
Quante copie servono per il disco d’oro nel 2025?
Nel 2025 servono 100.000 unità per un singolo e 25.000 unità per un album.
Quante copie servono per il disco di platino?
Nel 2025 servono 200.000 unità per un singolo e 50.000 unità per un album.
Cosa si intende per “unità” nelle certificazioni FIMI?
Per unità si intendono copie fisiche, download digitali e streaming convertiti secondo la metodologia FIMI vigente. Per i singoli la conversione si basa sul rapporto tra streaming e download; per gli album si applicano regole specifiche come il cap al 70% e la conversione in unità album.
Domande frequenti sulle certificazioni FIMI
Quante copie servono per il disco d’oro nel 2025?
Per un singolo servono 100.000 unità, per un album 25.000 unità.
Gli streaming contano per il disco di platino?
Sì. Download e streaming vengono convertiti in unità equivalenti secondo le regole FIMI (Nordic Sea Model per gli album ed Economic Weighting dal 2024).
Perché un brano vecchio viene certificato oggi?
Perché gli streaming attuali continuano a generare unità valide per le certificazioni, anche molti anni dopo l’uscita.
Le certificazioni FIMI non sono un “bilancio storico” di tutto ciò che un brano ha venduto da quando è uscito. Sono un riconoscimento basato sui dati tracciati dal sistema ufficiale (oggi NIQ, in passato GfK) e sulle regole in vigore nel periodo in cui quei dati vengono raccolti.
In altre parole: se un singolo è uscito nel 2005, FIMI non va a recuperare e sommare oggi tutte le copie vendute allora nei canali non monitorati come si fa oggi. Quello che può succedere, invece, è che quel brano continui a macinare ascolti in streaming per anni: e quegli ascolti, perché tracciati e convertiti secondo le regole attuali, si accumulano fino a far raggiungere le soglie di oro o platino.
Esempio semplice: un brano “storico” può non aver mai avuto una certificazione all’epoca (o averla avuta con un sistema diverso), ma nel tempo diventa un evergreen: ogni mese fa stream, ogni anno somma nuove unità, e a un certo punto supera la soglia richiesta.
È per questo che a volte un disco d’oro arriva “tardi”.
Oggi un brano non smette di generare valore dopo l’uscita: continua a macinare ascolti, entra nelle playlist, diventa virale sui social e somma nuove unità anno dopo anno.
Ecco perché confrontare un disco d’oro del 2005 con uno del 2025 senza considerare il contesto può essere fuorviante: cambiano i consumi, cambiano le regole e cambiano le soglie.











