Irama, dieci anni di carriera. Dieci anni dal primo album: da Cosa resterà e dall’omonimo disco di debutto ad Antologia della vita e della morte. La storia discografica e le video interviste dell’artista da oltre 4.325.000 copie certificate in era FIMI.
Il 12 febbraio 2016 usciva Irama, il primo album di Filippo Maria Fanti. Dieci anni dopo, quella data non è solo un anniversario discografico ma il momento per fare il punto su una delle carriere più solide e trasformative del pop italiano contemporaneo.
Tutto è partito da Sanremo Giovani con Cosa resterà, un brano che lo aveva presentato al grande pubblico senza un’immediata esplosione commerciale. Eliminato dopo la prima esibizione, l’album debuttava alla #41 in classifica. Nessun boom istantaneo. Solo un seme.
Eppure, dentro quel primo disco c’erano già le coordinate: scrittura personale, tensione emotiva, melodia e rabbia. Warner Records, la label di Warner Music che pubblica i suoi lavori, lo ha definito “il capitolo zero della trasformazione”.
Noi di All Music Italia lo abbiamo seguito fin da quel primo Sanremo del 2016, quando il nostro direttore lo intervistò nella sua camera d’albergo. Da allora, ogni fase della sua carriera è stata raccontata attraverso interviste, video e approfondimenti, dai primi instore con poche decine di persone fino al prossimo giungo quando si esibirà, l’11 per l’esattezza, per la prima volta allo Stadio San Siro di Milano.
2016 – Il debutto e l’identità: l’intervista del primo Sanremo
Dopo il primo Sanremo, il percorso non è semplice. L’industria non è ancora convinta. Qualcuno lo vede più come autore che come interprete. Ma è proprio in quella fase che Irama sceglie di rimettersi in gioco.
2018 – La rinascita con Amici e l’esplosione di “Plume”
La svolta arriva con la vittoria ad Amici 17. Nasce Plume, l’EP che cambia tutto: debutto al numero uno, triplo disco di platino, oltre 150.000 copie vendute.
Dentro ci sono Nera (quattro dischi di platino), Un giorno in più e Voglio solo te.
Intervista – Irama dopo la vittoria ad Amici
È il primo vero punto di svolta. Irama non è più una promessa. È un nome centrale nel mercato discografico.
2019 – Il ritorno a Sanremo e “Giovani”
Nel 2019 torna tra i Big con La ragazza con il cuore di latta. Settimo posto, ma consolidamento definitivo.
Il progetto Giovani, uscito l’autunno precedente, torna in versione Giovani per sempre e conquista nuovamente il primo posto in classifica ottenendo il disco di platino.
Intervista – Irama racconta “Giovani” e Sanremo 2019
2020 – “Crepe” e il dominio radiofonico
Nel 2020 pubblica l’EP Crepe, doppio platino, che contiene Mediterranea (cinque dischi di platino), Crepe (doppio platino) e Arrogante (triplo platino).
Intervista – Irama e la fase “Mediterranea”
Non è più solo scrittura emotiva. È dominio radiofonico.
2021 – Il Sanremo del Covid e “La genesi del tuo colore”
Nel 2021 partecipa a Sanremo con La genesi del tuo colore. A causa di un caso Covid nel suo staff, l’esibizione va in onda tramite le prove registrate. Il brano sarà certificato triplo platino.
Intervista – Irama dopo Sanremo 2021
2022 – La maturità con “Ovunque sarai”
Dopo il quarto posto a Sanremo con Ovunque sarai (quattro dischi di platino), esce Il giorno in cui ho smesso di pensare.
L’album debutta al numero uno e supera le 200.000 copie, conquistando quattro dischi di platino.
Dentro troviamo 5 gocce con Rkomi (cinque platini), PamPamPamPamPamPamPamPam, Una lacrima con Sfera Ebbasta e Ali.
Intervista – Irama presenta “Il giorno in cui ho smesso di pensare”
2023–2025 – Collaborazioni e “Antologia della vita e della morte”
Nel 2023 pubblica No Stress con Rkomi, certificato disco d’oro e trainato dal singolo Hollywood.
Intervista – Irama torna a sanremo con “tu no”
Nel 2024 torna a Sanremo con Tu no (doppio platino), seguito da Galassie.
Nel 2025 pubblica Antologia della vita e della morte, che debutta al numero uno e conquista il disco d’oro.
Dieci anni dopo, cosa resta
Dal debutto alla #41 fino a cinque album al vertice della classifica FIMI, passando per hit multiplatino e sei partecipazioni al Festival di Sanremo.
Ma il dato più interessante non è solo numerico. È identitario.
Irama ha attraversato fasi diverse senza perdere riconoscibilità. Dalla scrittura intimista degli inizi all’evoluzione pop-urban, fino alla maturità narrativa degli ultimi lavori.
Dieci anni dopo quel primo album del 2016, la trasformazione è completa.
E forse proprio quel disco che non fu un’esplosione immediata racconta meglio di tutti la sua storia.
Vuoi rivedere tutte le nostre interviste a Irama?
Sul nostro canale YouTube trovi tutte le video interviste realizzate in questi dieci anni, comprese quelle non inserite in questo articolo:











