In data 25 maggio 2026 è pervenuta alla direzione di All Music Italia, all’indirizzo direttore@allmusicitalia.it, una richiesta formale di rettifica e diritto di replica ex art. 8 Legge 47/1948, sottoscritta da Antonio Altini in merito all’inchiesta pubblicata in pari data sulla nostra testata.
La redazione accoglie la richiesta e pubblica integralmente il testo della replica, con la stessa evidenza data all’articolo originale.
Segue una nota della redazione che precisa alcuni elementi documentali.
La replica di Antonio Altini
Egregio Direttore Massimiliano Longo,
Con la presente, in relazione all’articolo in oggetto pubblicato sulla Sua testata, intendo esercitare il mio diritto di replica al fine di fornire i necessari chiarimenti, ristabilire la corretta dinamica dei fatti e tutelare la mia reputazione professionale.
Il progetto a cui fate riferimento è nato in assoluta buona fede, con il solo intento di supportare la musica emergente offrendo un circuito live strutturato. È un settore nel quale opero con dedizione da anni, avendo organizzato oltre 3500 concerti, gestito spazi live e collaborato costantemente con importanti agenzie e management.
La mole di adesioni e richieste per questo specifico progetto è aumentata a ritmi per me imprevisti. In un periodo in cui ho dovuto far fronte a gravi e concomitanti problemi personali e familiari, ho commesso un errore di valutazione sulle mie capacità operative, e questo sovraccarico ha portato a un grave stallo gestionale.
Di fronte a questa situazione non mi sono mai sottratto alle mie responsabilità e me ne scuso profondamente, in primis con gli artisti coinvolti che hanno subito il disservizio. Tuttavia, smentisco categoricamente qualsiasi accusa di “truffa” o malafede. Un errore di gestione, per quanto grave, non è un dolo. A dimostrazione di ciò, diversi progetti hanno usufruito regolarmente del servizio e altri hanno ricevuto il rimborso ancor prima di iniziare.
Ho già avviato da tempo le procedure per sanare la situazione con chi non ha potuto beneficiare del programma. Diversi artisti sono stati rimborsati integralmente, altri parzialmente, e con i restanti sto concordando precise tempistiche di saldo. Allego a questa mail una prima tranche di copie di bonifici e transazioni già effettuate. Ci tengo a precisare che seguirà una doverosa integrazione con la restante, e più corposa, documentazione. Avendo gestito le operazioni in un lungo arco temporale, sto attualmente raccogliendo e uniformando il materiale archiviato su diversi dispositivi in fase di ripristino, oltre al dettaglio degli estratti conto PayPal non recenti, al fine di potervi fornire il quadro completo ed esaustivo delle restituzioni già avvenute.
Il mio intento assoluto è sanare ogni pendenza al 100%. Colgo quindi l’occasione per invitare chiunque tra i soggetti coinvolti non abbia ancora avuto un confronto diretto con me a contattarmi all’indirizzo altinicose@gmail.com
Il clima di accusa diffusa in rete rischia unicamente di ostacolare la mia normale attività lavorativa, che rappresenta la fonte stessa delle risorse necessarie per effettuare i rimborsi. Voglio solo far parlare i fatti, chiudere tempestivamente questa spiacevole parentesi, e continuare a lavorare con la professionalità che ha sempre contraddistinto il mio percorso.
Certo di una Sua celere pubblicazione integrale di questa replica, con la medesima evidenza concessa alle accuse, porgo cordiali saluti.
Antonio Altini
Nota della redazione
Per dovere di cronaca, la redazione di All Music Italia ritiene utile precisare quanto segue.
Sui dati personali allegati alla replica. La documentazione inviata contiene i dati personali (nome, cognome, IBAN completo, banca beneficiaria, importi) di 27 persone diverse identificate come beneficiari di rimborsi. Per tutela della privacy degli interessati, All Music Italia non pubblicherà alcun nominativo né dato bancario individuale, e procederà alla custodia riservata della documentazione negli archivi della redazione.
Sui numeri della documentazione esaminata. La documentazione allegata si compone di 41 file (14 screenshot PayPal e 27 ricevute di bonifico), relativi a rimborsi effettuati ad almeno 27 beneficiari diversi, per un ammontare complessivo di circa 3.728 euro, nel periodo 10 aprile 2025 – 4 maggio 2026. I pagamenti risultano effettuati attraverso cinque diversi canali (2 conti correnti bancari, 1 conto BancoPosta, 1 Postepay e PayPal), oltre a 6 bonifici per 810 euro complessivi disposti da una terza persona “per conto di Antonio Altini”, come da causali esplicite.
Sul caso di Stefano Farinetti, in arte Neno. I pagamenti effettuati da Antonio Altini al cantautore (il cui caso è documentato nell’inchiesta) non risultano tra le ricevute allegate dal signor Altini. La redazione ha comunque acquisito direttamente dall’interessato la relativa documentazione bancaria: si tratta di 6 bonifici per un totale di 320 euro, disposti tra il 23 settembre 2024 e il 15 maggio 2026, a fronte degli 800 euro versati dall’artista nel marzo 2024.
La redazione resta a disposizione del signor Altini, e di tutti i soggetti coinvolti, per eventuali ulteriori precisazioni o documenti. Le segnalazioni di artisti interessati alla vicenda continuano a essere accettate all’indirizzo direttore@allmusicitalia.it, e saranno trattate in via riservata.











