3 Luglio 2026
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3 Luglio 2026

Ultimo scrive al suo popolo alla vigilia di Tor Vergata: la lettera e il gesto per le persone con disabilità

La lettera del cantautore ai fan e la prova generale aperta alle persone con disabilità, alla vigilia del concerto dei record.

Ultimo canta al microfono durante le prove del concerto di Tor Vergata 2026
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Alla vigilia del concerto dei record, Ultimo parla ai suoi. A poco più di ventiquattro ore da Ultimo 2026 – La favola per sempre, l’evento in programma sabato 4 luglio all’Università di Roma Tor Vergata, il cantautore ha pubblicato sui social una lettera aperta al suo pubblico. Un testo intimo, che parte dai fan e finisce per parlare di sé, di Niccolò, del bambino che a Montesagro prometteva alla sua timidezza di difenderla.

Mentre a Tor Vergata prende forma la “città di Ultimo”, pronta ad accogliere 250mila persone in un’area di oltre 150mila metri quadrati, l’artista sceglie le parole per raccontare cosa significhi arrivare fin qui. La lettera arriva dopo un altro gesto che ha segnato la vigilia, la prova generale aperta alle persone con disabilità.

La prova generale aperta alle persone con disabilità

Giovedì 2 luglio, due giorni prima dell’evento, le porte di Tor Vergata si sono aperte per la prima volta a 1500 persone con disabilità che avevano fatto richiesta di assistere alla prova generale dello show. La gestione delle domande è stata affidata all’associazione Mani Amiche Onlus. Sotto il palco, un cartello con la scritta “grazie per averci reso primi” ha accolto il cantautore.

Sui social, il profilo di Ultimo Records ha commentato così la serata:

“Ieri sera le porte della prova generale sono state aperte per la prima volta a tutte le persone con disabilità che ne hanno fatto richiesta. L’emozione nei vostri occhi è qualcosa che non potremo mai dimenticare, per questo faremo di tutto per far sì che quella di ieri non sia stata solo una prima volta, ma la prima di molte altre. È una promessa”.

L’attenzione verso gli spettatori con disabilità prosegue anche per la giornata del 4 luglio, con oltre cinquanta operatori dedicati all’accompagnamento e all’assistenza, mentre un accesso facilitato è previsto anche per le donne in stato di gravidanza.

La lettera di Ultimo al suo popolo

Poche ore prima del concerto, Ultimo ha affidato ai social un lungo messaggio, accompagnato dalle immagini di un percorso condiviso. Questo il testo integrale della lettera:

Non so da dove arrivino le canzoni, da che magico mondo riescano a farsi conoscere, o a volte anche solo farsi intravedere. Ho surfato su quest’onda anomala che chiamano successo, mi è arrivata incontro mentre credevo semplicemente di star facendo un bagno a riva tranquillo. In realtà, ho sempre saputo che prima o poi avrei vissuto quello che vivo oggi, e non è presunzione, è sentire. Lo sentivo quando andavo a lezione di pianoforte a Montesagro, quando accarezzavo la mia timidezza e le promettevo che l’avrei difesa. Credo che per fare grandi cose si debba per forza partire da bambini. Intendo quella visione, mentre tutti rincorrono altro, in qualche modo è già nitida.

E non sai perché, ma sai già che andrà così, esattamente come lo immagini. E allora con la testa sul banco, fissando la parete bianca scarabocchiata, la campanella suona e mentre tutti sono felici di tornare finalmente a casa, tu aspetti che se ne vadano, perché vuoi capire meglio a che gioco si sta giocando, aspetti lì seduto e osservi tutti tornare, tutti corrono e urlano qualcosa di cui non hai mai sentito parlare, sei protetto solo dalla tua pelle e dal sogno folle di far vivere gli altri nelle tue canzoni, così riservate, così nude, fino a che ti rendi conto che in quella canzone non hai messo nient’altro che la tua timidezza e la tua ribellione.

Oggi sono dieci anni che vivo in quella visione. Ogni giorno mi chiedo come sia stato possibile. È come se tutti voi aveste risposto oggi a una chiamata che io vi ho fatto vent’anni fa. Ero piccolo, ma chi mi ha visto crescere lo sa. Dicevo a tutti che le mie canzoni sarebbero servite a salvare il mondo. Ovviamente ero piccolo e ingigantivo tutto. Eppure, Nino, io ti credo ancora. Io ti credo. E magari non abbiamo cambiato e non cambieremo il mondo, ma possiamo dire che abbiamo un mare di gente che ha capito che se il mondo è quello che abbiamo dentro, allora lo hai salvato davvero.

Questa lettera che ho iniziato a scrivere per tutti voi che mi seguite, in realtà mi sto rendendo conto che sta andando a parlare di Niccolò. Però non voglio eliminare o aggiustare il tiro. Sapete perché? Perché non è un caso. Perché se parlando di voi ho spontaneamente parlato di me, allora questo vuol dire che molto probabilmente siamo la stessa cosa. E quindi grazie a tutti. Grazie. Grazie perché io non volevo una vita simile a quella che sto vivendo. Io volevo esattamente questa vita qui. Con amore e profonda connessione.

Verso il concerto dei record

La lettera e la prova generale arrivano nel pieno di una settimana da primato per il cantautore. Il giorno che aspettavo, il nuovo album di inediti uscito il 19 giugno, è per la seconda settimana in vetta alla classifica FIMI, primo tra gli album e nel fisico. Il concerto del 4 luglio sarà il live con il maggior numero di biglietti venduti nella storia della musica italiana, 250mila presenze esaurite in tre ore a un anno di distanza.

Per la scaletta, gli ospiti e tutte le informazioni sul concerto potete recuperare il nostro articolo dedicato a Ultimo a Tor Vergata, mentre orari, come arrivare e cosa portare sono nella nostra guida pratica al concerto. Per i numeri della carriera e del record trovate tutto nel nostro approfondimento sui traguardi di Ultimo.

Foto dalla pagina Instagram di Ultimo.