17 Maggio 2026
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17 Maggio 2026

Max Gazzè è tornato con L’ornamento delle cose secondarie, un disco fuori formato tra memoria e prog

Il nuovo album è uscito per Columbia Records / Sony Music: venti brani, accordatura a 432 Hz, instore e tour autunnale.

Max Gazzè presenta L’ornamento delle cose secondarie
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Max Gazzè è tornato con L’ornamento delle cose secondarie, nuovo album pubblicato il 15 maggio per Columbia Records / Sony Music in formato CD e doppio LP. A trent’anni dal debutto con Contro un’onda del mare, il cantautore firma un progetto di venti brani accordati a 432 Hz, costruito tra memoria, sperimentazione e una scrittura che guarda anche alle forme del prog.

Il disco non nasce come operazione nostalgia, ma come ritorno a un punto di partenza riletto da un altro tempo. Alcuni titoli riemergono direttamente dal passato, come L’eremita – parte II e Sul filo – parte II, ma non funzionano come semplici citazioni: diventano nuove tappe di un discorso più ampio.

L’ornamento delle cose secondarie sceglie una strada poco allineata alle forme più immediate del presente: venti canzoni, strumenti costruiti ad hoc, accordatura non standard e un andamento più circolare che lineare.

Max Gazzè, il nuovo album L’ornamento delle cose secondarie

Il nuovo progetto di Max Gazzè guarda alla sperimentazione senza perdere il legame con la canzone. L’album è accordato a 432 Hz, una scelta diversa rispetto allo standard contemporaneo dei 440 Hz, e lavora su una dimensione sonora più organica e stratificata.

Dentro il disco convivono memoria personale, osservazione del presente, domande etiche e fragilità sociali. La scrittura si muove tra immagini interiori e riferimenti al mondo esterno, con un passo meno diretto rispetto alla forma singolo e più vicino a una narrazione in più quadri.

Il riferimento ai primi lavori non è solo cronologico. Nel 1996 usciva Contro un’onda del mare, album che conteneva L’eremita. Oggi quel brano torna idealmente con una seconda parte, dentro un disco che riprende alcuni fili lasciati aperti e li porta in un altro punto della carriera dell’artista.

Copertina dell’album L’ornamento delle cose secondarie di Max Gazzè

Le canzoni del disco tra memoria, etica e fragilità

L’apertura con Il contadino magro introduce subito uno dei temi del disco: il tempo lento, la semina, la perdita delle illusioni come passaggio necessario per arrivare all’essenziale. L’eremita – parte II prosegue questa traiettoria, non come fuga dal mondo ma come sospensione prima dell’azione.

Tra i brani citati nel racconto del progetto ci sono anche Intermezzo bianco, Facce da vecchi e Amo, che spostano il discorso dal tempo alla percezione, fino a una dichiarazione d’amore più ampia, senza gerarchie tra alto e basso.

La memoria personale entra in Da piccolo e Sorriso largo, mentre Cherubini scalzi porta lo sguardo verso la città e le sue fragilità quotidiane. La legge dell’etica è invece uno dei momenti più esplicitamente civili del lavoro.

Nella seconda parte del disco emergono brani come Io, Giuda, che affronta colpa e rimorso, Rumore, legato al caos del presente, e Terra madre, che porta al centro il rapporto con il mondo e la responsabilità collettiva.

A chiudere arriva L’oscurità, non come negazione della luce, ma come passaggio da attraversare. È una chiusura coerente con un disco che non sembra voler dare risposte immediate, ma mettere in fila domande, immagini e contrasti.

Gli instore di Max Gazzè

In occasione dell’uscita di L’ornamento delle cose secondarie, Max Gazzè ha avviato una serie di incontri instore nelle principali città italiane. Dopo gli appuntamenti di Roma e Milano, il calendario prosegue con Torino e Bologna.

  • 15 maggio – Roma – Feltrinelli, via Appia Nuova 427 – ore 18.30
  • 16 maggio – Milano – Feltrinelli, Piazza Piemonte 2 – ore 17.30
  • 19 maggio – Torino – Feltrinelli, Piazza CLN – ore 18.00
  • 21 maggio – Bologna – Feltrinelli, Piazza di Porta Ravegnana 1 – ore 18.00

Il tour autunnale di Max Gazzè

Dopo l’uscita del disco, Max Gazzè tornerà dal vivo con un tour autunnale di oltre 40 date tra ottobre e dicembre. Il progetto live sarà costruito attorno all’idea della residenza artistica: in ogni città l’artista si fermerà per tre sere consecutive, con l’eccezione della lunga chiusura romana.

Una scelta che sposta il concerto dalla singola data a un racconto in più capitoli, con la possibilità di far evolvere il live sera dopo sera.

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