Videointervista a Cosmo tornato con un nuovo album, La fonte, per celebrare i dieci anni dal suo album L’Ultima Festa che lo ha lanciato nel grande mercato musicale italiano.
La scelta, però, non è stata quella di fare una ristampa con qualche brano nuovo ma di realizzare un intero progetto da zero che, poi, è diventato La Fonte.
COSMO spiega Il processo creativo di La Fonte
Ai nostri microfoni, Cosmo ha raccontato il processo creativo e il piacere di riascoltarlo per la prima volta una volta terminata tutta la lavorazione:
“Quando l’ho riascoltato alla fine dei lavori ho pensato fosse tutto molto positivo, ero molto contento di avere seguito una linea che mi ha portato fuori dalla mia comfort zone.
E’ semplice, senza grandi complicazioni di testo e musica e mi è arrivato fresco e diretto. La voce copre tanto rispetto alla musica ma i testi sono più semplici e meno impattanti, però c’è tanta sperimentazione musicale fatta con Alessio Natalizi.
Ha un sound particolare, c’è tanta cura e ho trovato un ordine. Ho trovato apertura alle possibilità, alle ispirazioni e quindi creare un percorso non prevedibile ma il caos è diventato un sistema nella mia testa.”
Come Marco ha trovato l’equilibrio
E’ un album musicalmente sfaccettato ma che, per l’appunto, ha un suo ordine specifico. Come Cosmo, dunque, c’è stata una crescita in termini umani. Come Marco?
“Come Cosmo ho trovato equilibrio e l’ho trovato anche come Marco grazie ai miei tre figli. Stare a contatto con i bambini è qualcosa che mi mancherà quando saranno cresciuti e non saranno più in casa, ti tengono ancorati a qualcosa di più sano.
Facciamo una vita, da adulti, con impegni e scadenze che diventano cose tossiche mentre loro ti richiamano al presente, i bambini vivono alla fonte.
Il più grande, quasi 13 anni, sta affrontando la prima fase dell’adolescenza e stiamo capendo come gestirla con tutti i cambiamenti del caso.”
Fare famiglia facendo il musicista
Si può creare e far crescere una famiglia facendo questo mestiere, molto complicato sotto tanti aspetti?
“Quello che ha aiutato me e mia moglie è la rete familiare molto vicina, è fondamentale, ma non tutti possono permetterselo quindi consiglio di non farsi prendere dall’ansia e dal non essere spaventati del modello di genitorialità.
Se una persona ha ancora voglia di fare festa o vivere i propri spazi deve essere messo in conto, deve essere previsto che gli svaghi individuali vengano conservati e non sacrificati.
Anche i figli hanno bisogno di passare del tempo di qualità con i genitori, non di quantità. Si può fare famiglia facendo i musicisti, non è complicato e, anzi, è un mestiere come tanti altri dove ogni tanto c’è e ogni tanto non c’è.
Ormai con orari e turni assurdi mi sa che ovunque la situazione non è messa bene del resto.”
La scelta di un album non politico
Sei sempre stato legato e vicino a temi politici e sociali, questo album però non ha quasi nessun punto di collegamento con quel mondo tranne il brano La Fine. Come mai questa scelta?
“Mi sono stupito del fatto che il disco non fosse così politico, visto il contesto generale, ma poi ho capito che avevo bisogno di un balsamo dell’anima.
Non ho messo in conto di fare un album più politico, facendo un disco così morbido e privo di spigoli mi è venuto naturale andare incontro a qualcosa di positivo come una fonte, cercare di raccontare il bello e il buono.
Poi, sì, ci sono episodi che non sono finiti nell’album come Brucia Tutto uscito solo su Youtube e Bandcamp che è un pezzo contro lo Stato genocida di Israele. La canzone iniziava con ‘una pallottola in testa a Bibi e una in testa agli amici di Bibi’ e poi snocciolavo tutto il resto legato allo sdoganare tutto con le parole. Il brano affronta proprio questo abbassamento del livello del dialogo politico.”
Cosmo – La Fonte – Videointervista
Il disco sta per arrivare, manca poco (esce il 17 aprile), quindi cosa ti piacerebbe che le persone notassero di tutto il progetto?
“Non so cosa aspettarmi dal pubblico, riascoltandolo per me andava bene, non è respingente. Mi farebbe piacere che anche il pubblico notasse il lavoro che c’è dietro sui dettagli del sound, ci sono degli easter egg molto belli, ci sono suoni che sembrano normali ma non lo sono e poi mi piacerebbe che se la viaggiassero bene come abbiamo fatto noi”
Clicca qui la nostra videointervista.











