A poco più di un anno di distanza dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2025 con Febbre, Clara è pronta ad aprire un nuovo capitolo del suo percorso musicale. Il nuovo singolo si intitola Primadonna e sarà disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali a partire da venerdì 3 aprile.
Il brano, che fa seguito alle recenti uscite Scelte Stupide (con Fedez), Uragani e Codice Rosso (feat. Ketama126), era stato presentato a sorpresa in anteprima live sul palco del Battiti Live Spring, tenutosi a Ferrara a fine marzo e prossimamente in onda in prima serata su Canale 5. Ora la canzone ha finalmente un titolo e una data di uscita ufficiale.

CLARA – PRIMADONNA, IL TESTO
Qui di seguito un estratto del testo di Primadonna, in attesa della release completa del brano:
Ma che stupida
Che ti parlo
Quando un po’ ti detesto
Ma ogni donna lo sa
Che non c’è uomo
Ma ci casca lo stesso
Sai che penso
Ragazzo che parli di sesso
Che guardi allo specchio te stesso
Non fingo di essere
Al centro di questo universo
Che io da questa sera
Divido le strade
Se incrocio il tuo nome
Potrei anche morire
Ma non più d’amore
Fai come vuoi
Puoi darmi pure della…
Sei proprio tu la prima
Donna stronza
E poi mi chiedo perché
Questo grande casino
Per un piccolo
Piccolo piccolo
Piccolo uomo
CLARA, PRIMADONNA: IL SIGNIFICATO DEL BRANO
Primadonna non è solo un nuovo singolo, ma il manifesto di una fase inedita per Clara, caratterizzata da un’estetica rinnovata e da un’attitudine ironica e dissacrante. Il brano gioca a capovolgere i punti di vista e a mettere in discussione i tradizionali ruoli di genere, inserendosi perfettamente nell’attuale contesto di ridefinizione di sé e di girl empowerment.
Nel testo, Clara si afferma come una donna forte e lucida, capace di smontare gli stereotipi maschili con tagliente ironia (“Sei proprio tu la prima / Donna stronza”). Il brano mescola sapientemente potere e vulnerabilità, trasformando quella che potrebbe sembrare una delusione amorosa in una presa di coscienza: la chiusura netta verso un “piccolo uomo” diventa così il punto di partenza per ritrovare la propria centralità.











