Ci sono momenti, sul palco del Festival di Sanremo, in cui la musica smette di essere solo una gara e diventa un ponte tra le anime. È successo durante la seconda serata di Sanremo 2026, quando Achille Lauro, in un Ariston avvolto dal buio e dal silenzio, ha intonato Perdutamente. Un’esibizione intensa, commovente, che ha lasciato il pubblico in piedi per una standing ovation sentita. Ma dietro quella performance non c’era solo l’artista: c’era una storia di dolore, rispetto e il potere della musica di farsi memoria.
L’omaggio alle vittime di Crans-Montana
Prima che la musica iniziasse, Carlo Conti ha preso il microfono con la voce rotta dall’emozione. Le sue parole hanno riempito il teatro: l’esibizione che stava per iniziare era dedicata ai ragazzi morti nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, e a chi ancora lotta per sopravvivere. Tra le vittime c’era Achille Barosi, appena 16 anni. La scelta di cantare Perdutamente nasce proprio dalla sua storia.
Perché Achille Lauro ha scelto “Perdutamente”
Quella canzone non era prevista. Inizialmente Lauro avrebbe dovuto esibirsi con un altro brano, ma qualcosa ha cambiato i piani. Durante i funerali di Achille Barosi, celebrati nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano il 7 gennaio, la madre del ragazzo ha cantato Perdutamente mentre la bara veniva portata via. Era uno dei brani che amavano di più e che cantavano insieme. Vedere quella scena ha spinto Conti e Lauro a modificare il programma. In conferenza stampa, il conduttore ha spiegato che di fronte a quel gesto non c’era altra scelta: bisognava portare quella canzone sul palco dell’Ariston. Lauro, al termine dell’esibizione, ha aggiunto che per lui era un dovere morale: se la musica può dare anche solo un momento di conforto, allora ha senso di esistere.
Chi è Valentina Gargano, il soprano che ha accompagnato Achille Lauro
Ad accompagnare Achille Lauro in questa esibizione così delicata, oltre a un coro di 20 elementi, c’era la voce potente del soprano Valentina Gargano. Una scelta non casuale: la cantante, nata a Marino (Roma) e diplomata con lode al Conservatorio Santa Cecilia, è una delle voci liriche più interessanti della sua generazione. Il pubblico televisivo ha già potuto apprezzarla come voce della serie TV di Rai 1 Belcanto, ma la sua collaborazione con Lauro non è nuova. La sua presenza ha aggiunto un ulteriore strato di solennità e rispetto a un momento già carico di significato.
Il significato di “Perdutamente”: un inno alla fragilità della vita
La canzone stessa, inclusa nell’album del 2025 Comuni Mortali, sembra scritta per raccontare l’ineluttabilità di certi destini. Con versi come “E se bastasse una notte, sì, per farci sparire / Cancellarci in un lampo come un meteorite”, il brano affronta il tema della fragilità dell’esistenza e della paura che tutto possa finire in un attimo. Una riflessione che, alla luce della tragedia di Crans-Montana, assume un peso ancora più profondo, trasformando un’esibizione in un momento di lutto collettivo e di potente riflessione.











