Erocaddeo Scrivimi quando arrivi (punto) uscito il 9 gennaio è una versione deluxe della sua precedente pubblicazione.
Ecco la nostra intervista realizzata prima del suo release party.
Il disco sembra stare in equilibrio costante tra due poli: l’attesa e la resa. Un lavoro compatto, emotivo, che si muove come una lunga lettera fatta di immagini, mancanze e tentativi di restare.
Il progetto esce a poca distanza dall’esperienza a X Factor, ma nasce prima. È una deluxe del suo primo EP (come ci racconta lui), un insieme di brani che aveva già scritto e che oggi trovano una nuova forma, insieme a un singolo inedito, una rivisitazione e una cover in sardo a cui è particolarmente legato.
Questo disco per me è la conferma di quello che voglio fare nella mia vita. Dentro ci sono gli alti e bassi che ci sono nell’amore, nelle amicizie, nella vita. È stato un momento di introspezione
X Factor arriva dopo, senza stravolgere il processo creativo.
È brutto dire niente, ma è così. Questo disco l’ho fatto prima, era già lì
Una scrittura che parte da come stai
Il cuore del progetto è la scrittura. Nei testi di Ero Caddeo tornano continuamente immagini, similitudini, frasi che sembrano fotografie emotive. Il suo modo di scrivere parte da una necessità personale, quasi urgente.
Spesso parto da come sto. Il problema è che non so sempre come sto davvero, quindi scrivere mi serve per leggerlo e capirlo. Poi arriva qualcosa
Per me l’amore è importante in generale: per un’amicizia, una relazione, la famiglia. In questo periodo della mia vita ne avevo particolarmente bisogno. E anche in questo periodo storico lo è, come sempre.
Le scelte della tracklist
Anche la struttura del disco racconta qualcosa. A partire da punto, che include cinquanta secondi in più rispetto alla versione incisa.
Sono la parte che ho portato alle audizioni. Non faceva parte del pezzo originale, infatti nel brano inciso manca. Ma era un momento importante per me e per chi l’ha ascoltato, quindi mi sembrava giusto metterlo.
Cosa resta quando una storia finisce
Lasciare qualcuno non è facile. Resta una mancanza che ti fa mettere in dubbio tutto. Poi ti accorgi che quella persona ti ha lasciato qualcosa, ma riconoscerlo non è semplice
Le ultime immagini restano leggere ma rivelatrici: se il disco fosse un piatto, sarebbe … L’ultimo libro letto è … l’ultimo film visto … (Guarda la videointervista e lo scoprirai)
Come il disco, anche l’incontro con Erocaddeo lascia una sensazione chiara: quando le parole non bastano più, resta quello che senti. E da lì, forse, si ricomincia.











