La musica come dialetto universale e il dialetto come passepartout per abbattere i confini. Su questo paradosso affascinante poggia L’Orchestra del Paese Immobile, l’album d’esordio dell’omonimo collettivo velletrano, fuori su tutte le piattaforme digitali per La Grande Onda con distribuzione Believe.
Il progetto nasce da una provocazione insita nel nome stesso: l’idea che una realtà di provincia sia, per definizione, immobile. Al contrario, questa formazione dimostra come Velletri, con la sua storia millenaria, possa trasformarsi in un faro culturale capace di far dialogare generazioni diverse. L’orchestra è infatti un vero microcosmo composto da 25 musicisti, coristi e professionisti della comunicazione, che uniscono competenze amatoriali e professionali per dare nuova linfa alla tradizione.
L’orchestra del paese immobile… oltre il folk
L’estratto che accompagna il lancio del disco è Certe specie de rimore, un brano che rompe immediatamente ogni preconcetto sull’uso del dialetto in musica. Non siamo di fronte al classico folk di maniera, ma a una composizione caratterizzata da arrangiamenti forbiti e una struttura ritmica di classe.
Il canto, che mantiene intatta la schiettezza della tradizione “de paese”, si appoggia su soluzioni sonore sofisticate, creando un contrasto che nobilita la lingua velletrana, elevandola a strumento di narrazione contemporanea.
L’album de L’Orchestra del Paese Immobile si compone di 14 poesie in dialetto trasformate in canzoni inedite. I testi spaziano dall’amore alla coscienza civile, dimostrando come il dialetto non sia un limite geografico, ma una scelta emotiva potente e comprensibile ovunque. L’obiettivo dell’OPI (Orchestra del Paese Immobile) è ambizioso: restituire incanto al territorio e passare il testimone alle nuove generazioni attraverso la ricerca della bellezza.
Attraverso questo sincretismo tra passato e futuro, l’orchestra propone un linguaggio che, pur essendo profondamente radicato in un luogo specifico, ambisce a diventare un “dialetto globale” capace di parlare al mondo intero.











