Pagelle nuovi singoli 18 luglio: Mida e Villabanks per l’algoritmo, Artie 5ive superfluo, Fred De Palma ci punisce
Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno



New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 18 luglio 2025, a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web.
In questa settimana protagonisti Ele A, Colapesce, Gigi D’Alessio, Artie 5ive, Chiamamifaro e Selmi, Rizzo, Mida, Villabanks e molti altri con i singoli estivi.
All’interno delle categorie ogni brano verrà valutato con le stelle da 1 a 10 per far capire il livello di consiglio e bocciatura, più o meno grande/grave.
Naturalmente, si tratta di opinioni personali, quindi vi invitiamo ad ascoltare i singoli e a farci sapere cosa ne pensate. Scopriamo insieme cosa c’è di interessante (o meno) nella musica di oggi. Iniziamo subito con i brani consigliati!
New Music Friday: le pagelle nuovi singoli del 18 luglio
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ELE A FEAT COLAPESCE – OMBRE DI CITTA’
La collaborazione che non ti aspetti, quella tra l’astro nascente del vero rap italiano Ele A (palesemente nel suo prime) e il gotha dell’indie italiano Colapesce.
Le due voci non si incontrano mai nel brano, non ci sono armonizzazioni e meglio così dato che stiamo parlando di due artisti che fanno due mestieri diversi.
Sembra una di quelle collaborazioni reali, costruite sulla stima reciproca e non sugli accordi sottobanco. Lo si capisce dalla libertà di entrambi nelle rispettive parti, nel rispetto dei ruoli, nel racconto organico di una città che causa disagi e che non fa stare bene.
Si tenta di trovare il bicchiere mezzo pieno ma è complicato, cosa che però non viene appesantita bensì resa quasi leggera da sopportare.
Un racconto a tratti strano ma efficace, come efficace risulta questo duo.
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GIGI D’ALESSIO – UN SELFIE CON LA VITA
Arriviamo da un Gigi D’Alessio che ci ha proposto un brano estivo che, a dire il vero, non ha avuto un grande successo. A distanza di qualche tempo, il Maestro torna con questo brano pop che, a tratti, ricorda le melodie di Claudio Baglioni a cavallo tra gli anni 90 e i 2000.
Un pop, dunque, che affonda le radici in una cultura italiana che abbiamo imparato ad amare più di vent’anni fa ma che, stranamente, non profuma di stantìo. Sta bene anche nel 2025 e il motivo è semplice: abbiamo bisogno di respirare musica vera, anche facilona come in questo caso, però vera.
Siamo immersi in un mare di nulla cosmico e se arriva Gigi con una canzone così è quasi una boccata d’ossigeno purissimo.
Magari, in altri contesti e periodi storici la sensazione sarebbe stata completamente diversa ma in questo periodo c’è bisogno di ritrovare il gusto per le cose efficaci, reali, che parlano a tante persone.
In questo caso si parla a tutte quelle persone che si sono scoperte fragili a causa degli eventi brutti della vita ma che, nonostante tutto, trovano la forza di rialzarsi, di lottare e andare avanti.
Un bel messaggio che Gigi D’Alessio ha voluto lanciare a un intero popolo.
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THE ZEN CIRCUS – MIAO
Appino e i suoi Zen Circus sono istituzioni del mondo musicale indie alternative e questo brano si inserisce perfettamente nella loro narrazione musicale.
Ascoltandolo non stanca, anzi ti carica e anche tanto. Si racconta la vita dei gatti attraverso un ritrovato dialogo tra Appino e il personaggio chiamato MDM (mani di m***a), cominciato nel 2016 in Ilenia.
A tutti gli effetti questo è un concept che prosegue da quasi dieci anni e che ha ritrovato slancio poco prima del decennale.
Si viaggia per metafore e iperbole, come sempre succede nei brani di questi tre grandi artisti, per raccontare i disagi, le gioie e i cambiamenti della vita.
Per capirlo bisogna avere il quadro completo del carteggio tra i due protagonisti della canzone, altrimenti risulta tutto un po’ fuori fuoco e pesante. Una specie di Marvel Cinematic Universe ma in musica.
Bella idea per i fan, tantissimi come sempre. Non il massimo in ottica di rinnovamento ma, forse, a loro neanche importa e va bene così.
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SELMI FEAT CHIAMAMIFARO – L’ULTIMA CANZONE
Un’altra collaborazione arrivata per caso e senza chissà quale grande preavviso per riuscire a esserci in questa estate. E’ palese che il brano sia stato fatto per mettere la bandierina sulla stagione.
Selmi un fenomeno che sta bene su tutto, anche sulle robe estive come questa. Chiamamifaro scrive una canzone senza Riccardo Zanotti, il miracolo è avvenuto, e si sente.
Non c’è traccia di ‘pinguinicità’ nella scrittura, nell’interpretazione, in nulla ed è bello. Finalmente.
Per quanto riguarda la produzione, è una canzone pop in minore che, come abbiamo detto, è costruita bene per l’estate. Arriva tardissimo e difficilmente dirà la sua, anzi rischia di passare del tutto inosservata ma sarebbe un peccato, merita più della metà degli altri brani estivi copia e incolla che ci hanno propinato i loro colleghi quest’anno.
Forza ragazzi, spingete che il brano è forte.
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ALBE – CON TE NON CI TORNO PIU’
Il buon Albe ha deciso di fregarsene del fatto che siamo in pieno luglio, lui ha la sua strada e la sta perseguendo con tenacia e la giusta ambizione.
Siamo di fronte a una power ballad che segue la scia dei suoi recenti brani, sullo stesso stile.
Nel brano si riflette sulla crescita personale dopo la fine di una relazione e sulla capacità di fare introspezione, di non cedere a una falsa mancanza che, poi, è solo lo spettro di qualcosa che non esiste più.
Più si cresce e più si pondera e questa canzone lo fa capire molto bene.
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MARTHA ROSSI – NOTTI TRISTI
In questo caso si può dire che siamo di fronte al ‘grande ritorno’ di Martha Rossi, dopo un periodo di difficoltà legato alle sue vecchie canzoni che lei stessa ha raccontato sui social.
Il brano è una ballad pop molto semplice per certi versi, nulla di elaborato e va bene così perchè così si evita di distrarsi in uno slalom di suoni e parole, a volte, superflue. Less is more e Martha ha applicato bene il concetto.
C’è un problema di volumi nella prima parte, anche molto forte. La base suona più forte della voce e si perdono alcuni concetti ma, dalla seconda strofa si entra meglio nel pezzo.
Una volta fatto questo passo, si comprende il senso del brano che esplora una relazione dove stare insieme era solo un pro-forma e la solitudine, in due, pesava più di qualsiasi altra cosa.
Essere estranei pur stando insieme, guardarsi ma con gli occhi spenti, far vincere i silenzi al dialogo sono alcuni dei risvolti di questa condizione e Martha li approfondisce dal suo punto di vista maturo e, forse, autobiografico.
Il brano è interessante, un bel ritorno per lei. Peccato per quella pecca tecnica.
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PAGELLE NUOVI SINGOLI 18 luglio 2025 – i Bocciati da AMI
ARTIE 5IVE – 7ELEVEN
Il nuovo EP fa storia a parte, basiamoci solo su questo brano.
Avete presente quando un genitore vi dice “tesoro è estate, il cioccolato evitalo perchè non è il massimo, è inutile e ti fa male”. Ecco, il genitore ha sempre ragione.
Voi direte “ma che c’entra?” e io rispondo dicendovi che questo brano è il cioccolato in estate e io sono vostro padre.
Questo brano non serve, è superfluo, inutile e fuori contesto in questo momento specifico e i motivi sono molteplici: primo, la base è quanto di più pigro esista. Non c’è studio, non c’è niente di nuovo, non c’è nulla di affascinante. Secondo, il testo è più che pigro. E’ svegliarsi al mattino con gli occhi semichiusi, chiamare ‘i bro’ e vedere se loro abbiano idee perchè non c’hai proprio voglia.
E’ l’ennesimo punto basso di un genere che ha già raccontato tutto e di più. Si sta raschiando il fondo del barile ed è piuttosto evidente già da molto tempo.
Mi chiedo cosa ci sia di fresco rispetto all’album di qualche mese fa, che tipo di valore aggiunto dia questa canzone al percorso. Spoiler: nessuno, serve solo all’algoritmo di Spotify probabilmente.
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FRED DE PALMA – GLI OCCHI SU DI NOI
Sia lodato il Signore che questo brano resterà vincolato al programma di Netflix Too Hot To Handle, non penso che l’umanità sia stata così tanto cattiva da meritarsi questa perla di Fred De Palma.
Certo, di cose brutte ne abbiamo fatte nel corso dei secoli ma come punizione bastava già Barrio Lambada o quell’altra roba con Baby Gang andata virale per un periodo (fortunatamente piccolo). Questo sembra troppo eccessivo anche per il proprio peggior nemico.
Una canzone reggaeton di cui, all’inizio, non si capisce neanche il testo e che, poi, diventa la classica canzone reggaeton italiana fatta male.
Grazie Netflix, ti prego non proporre mai a FDP di farla diventare singolo. Va benissimo così. Sentire “vali più di un ralli, potremmo fare un rally” in radio e nei lidi anche no. Meglio “i have a pen, i have an apple, AH, applepen” a sto punto.
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MIDA FEAT VILLABANKS – BAD BOYS DON’T CRY
Il brano parte e sembra di stare dentro una di quelle coreografie dei film di Step Up, la saga cinematografica dei primi anni 2000.
Poi si continua e sembra di sentire, invece, I Don’t Dance di High School Musical 2. Ecco, questa canzone ci starebbe bene in un musical del genere per una fascia d’età compresa tra i 10 e i 16 anni.
Mida fa il suo e lo fa bene stavolta, possiamo archiviare Popolare per fortuna, mentre Villabanks continua la sua saga di collaborazioni totalmente sconclusionate e che non apportano nessun tipo di valore aggiunto al progetto.
Sarebbe curioso capire che progetto abbia sto ragazzo alla lunga perchè, al momento, tutto appare superfluo per se stesso e per gli altri che decidono di chiamarlo.
Se in questo brano non ci fosse stato, Mida ne avrebbe certamente giovato. Dargli quei 30 secondi non serve a nulla né a lui né alla canzone.
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RIZZO – SUDAMERICA
Questa ragazza ha talento e lo dimostra sempre, non a caso uno come Mecna ha deciso di chiamarla per farle fare dei cori in un suo brano.
Poi, come per tutti i talenti della musica italiana, arriva l’estate e sembra che si spengano i neuroni all’improvviso. Contatore OFF, cortocircuito totale che porta la mente di chiunque a dire “facciamo la hit estiva, che idea geniale”. E di hit non c’è, puntualmente, nulla.
Benvenuti in Italia, il paese dove anche un grande prospetto come Rizzo è costretta a scendere a patti e fare un brano pop con influenze latine altrimenti si resta fuori dalla gara.
Ne vale la pena? Sentendo il brano e conoscendo il suo pregresso la risposta automatica è no. Non è brutta come altre robe inudibili per l’orecchio umano ma si poteva decisamente fare di più con un po’ più di lungimiranza.
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CIOFFI FEAT MAR LUCAS – SOLA (TI AMO)
Cioffi decide di seguire la via ‘facile’ della musica, quella del sampling di un brano storico con sopra un testo completamente nuovo. La via di Amici di Maria De Filippi, quella del “ho scritto le mie barre su questo capolavoro” viene seguita da un cantautore che non è mai stato lì dentro.
Spoiler caro amico Cioffi: 9 volte su 10 questa cosa, il pubblico da casa, la odia mortalmente.
C’è un problema grande: non tutte le canzoni possono essere riprese e cambiate. Alcune sono così dentro l’immaginario collettivo nella loro forma originale che viene proprio male ascoltarle in chiavi diverse.
O si fa una cosa in stile Alfa, quindi con il coinvolgimento dell’autore principale (Manu Chao nel caso specifico) che ci mette del suo arricchendo un’idea simpatica, oppure si rischia di camminare sui carboni ardenti.
Il brano che Cioffi ha deciso di riprendere è quello di Umberto Tozzi, Ti Amo, e non è stata una mossa furba. Quel pezzo è così iconico che sembra di fare lesa maestà, bisogna avere una certa dose d’esperienza e cazzimma per fare una cosa così tanto importante.
Testo completamente nuovo dove si parla di una storia d’amore difficile, dove si arriva a dire per la prima volta “ti amo” ma dove si litiga e non si riesce a fare pace.
Prendere una canzone dove si parla della mamma e dell’amore che si può provare verso di lei per trasformarla in una relazione semi-adolescenziale dove si litiga per cose superflue non è una mossa audace.
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VYBES – COME TI GIRA
Che confusione sta canzone. Si mettono dentro Palestina, canzoni estive, streaming e mille altre cose totalmente a caso e senza senso.
La cosa incredibile è che Vybes stesso lo dice nel testo che bastava mettere frasi a caso, cioè cosciente del fatto che sta canzone sia un mappazzone allucinante.
Se non ho capito male, Vybes parla del suo insuccesso dopo la partecipazione ad Amici, del suo non avere una hit estiva e numeri in streaming, cosa che lo riporterà a fare il panettiere.
Sì, ok, carino il concetto ed è arrivato ma cosa c’entra la Palestina? Cosa c’entra fare vittimismo in sto modo gratuito? Che mossa è?
All’inizio della carriera, da emergenti e con un percorso fatto di canzoni perlopiù scadenti sul mercato non è un buon segno dire che non si stia andando bene. Se si tratta di un modo per esorcizzare il fatto di non essere sulla cresta dell’onda ok, però resta un grande boh.
Iniziare a pensare positivo, come diceva Jova, porta automaticamente cose positive nella vita ma se io, ascoltatore X, ascolto un brano dove mi dici che i tuoi risultati fanno schifo e che non va bene niente tanto che tra poco torni a fare il panettiere, forse meglio ascoltare Baby Shark che almeno mi fa stare spensierato e senza angosce.
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GOLDEN SONG
Scopri i brani migliori della new music friday del 18 luglio 2025 secondo All Music Italia.
NESSUNO
Già, questa settimana nessuno raggiunge quella bellezza e quel grado di (quasi) epicità che una canzone dovrebbe dare e che, nelle passate settimane, siamo riusciti a trovare in qualche artista.
Non di certo un problema, siamo pur sempre in un periodo molto scarico sotto il profilo delle uscite discografiche, però bisognerebbe riflettere perchè di canzoni bocciate ce ne sono parecchie e salvarle era veramente difficile, se non impossibile.
Costruire una carriera giocando safe si può fare e può riuscire la prima, la seconda, la terza e magari pure la quarta volta. Alla quinta le carte si scoprono e bisogna spingere sull’acceleratore perchè Spotify non può vincere sempre e quelli che ascoltavano determinate cose da ragazzini, oggi, sono cresciuti e vogliono altro.
Approfittiamo di questa settimana priva di Golden Song per ribadire un concetto semplice: la musica è di tutti ma non è per tutti e se provi a farla con l’intento di fare successo e non di creare vera arte sparisci dopo poco, non lasci traccia del tuo passaggio e la gente ti sostituisce in mezzo secondo.
Se prendi basi già trite e ritrite non stai facendo arte, stai alimentando l’algoritmo. Se prendi sample di brani famosi stravolgendone il significato originario non stai facendo arte, stai cercando di fare successo facile.
Se parli dei tuoi insuccessi al posto di concentrarti sul bello della musica e della vita non stai facendo arte, ti stai piangendo addosso alla ricerca di consenso.
Osa, devi farlo. Sperimenta con i suoni e con i colori della tua voce, trova nuove strade, studia, approfondisci e non lasciarti trascinare da “ciò che vuole il mercato” perchè non è più tempo. Il giochino si è rotto, così come la pazienza della gente.
E’ tempo di cambiare, di rinnovarsi e di guardare al futuro perchè il presente non soddisfa più.
Di Golden Song, oggi, non ce n’è neanche l’ombra. Non una tragedia ma un campanellino di allarme, in ogni caso, lo teniamo acceso.





