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Pagelle nuovi singoli

Pagelle singoli dell’1 marzo 2024: Lazza fa centro con sentimento e atmosfera, Settembre moderno e a fuoco

Le recensioni dei nuovi brani in uscita a cura del nostro critico musicale

di Fabio Fiume (Interviste, Recensioni) ·  (ultimo aggiornamento il )

PAGELLE NUOVI SINGOLI dell’1 marzo 2024 a cura del critico musicale di All Music Italia, Fabio Fiume.

Ed ecco che come ogni Venerdì tornano le pagelle. E piano, piano, iniziano a rimpolparsi pure le uscite per provare a contrastare l’egemonia sanremese delle ultime settimane.

Così, fra gli altri, arrivano un po’ di cose buone, che magari, proprio per quelle che ho reputato tali, faranno anche storcere il naso ai tanti ben pensanti che trovano tutto orrendo ciò che si produce oggi.

Non affermo questo a caso, ma vi assicuro che il recente Sanremo da questo punto di vista mi ha messo davvero a dura prova, dati gli interventi dei vari puristi che via social attaccavano qualunque cosa promuovessi. Vabè, sfogo personale a parte, vi lascio con ciò che penso di quel che ho ascoltato e che ognuno si faccia la propria idea.

Vi ricordiamo che i voti delle pagelle di Fabio che trovate alla fine delle mini recensioni non mettono in competizione fra loro gli artisti, essi sono infatti assegnati alla canzone in base alla carriera dell’artista che la propone.

Andando avanti nell’articolo si arriva a scoprire la Golden song della settimana. Ricordiamo inoltre che il “senza voto” non è un voto di carattere positivo o negativo, ma variabile e spiegato nella recensione stessa.

PAGELLE NUOVI SINGOLI 1 marzo 2024

BARTOLINI & TRIPOLARE – Chicco

Forse è la cosa più indie che sento da tempo, da quando l’indie si è praticamente amalgamato col pop. Resta però una sorta d’abbozzo non sviluppato, un’idea che si è consumata prima ancora di diventare canzone vera e propria. Forse è semplicemente caduta sotto i colpi della malattia della musica del tempo, cioè durare poco. Eppure alcuni discorsi musicali non possono cercare di rispettare i tempi della hit da classifica, devono per forza andare oltre, sennò significano poco o niente.
Quattro
⭐⭐⭐⭐ 

SAMUSPINA – Vorrei

Ce l’ho sulla punta della lingua ma non mi viene a quale canzone assomigli ma proprio tanto questo pezzo nelle strofe. E l’inciso non è che diversifichi tanto dalle stesse. E’ come un binario del treno, che percorre dritto il suo percorso. E se per i binari l’unica euforia è rappresentata dagli scambi, in questo pezzo è la minore pulizia ritmica e d’arrangiamento generale fra strofa ed inciso. Non manca di buone uscite nel testo, però le vanifica ripentendole troppo.
Quattro 1/2
⭐⭐⭐⭐✨

TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI – Ho’oponopono

Con un inciso che sa di buttata un po’ in caciara, che poi resta come leitmotiv per tutto il pezzo, mi han lasciato alquanto perplesso, perché non avrei mai appropriato una simile scelta ad una band di lungo corso come loro. Semmai a qualche band emergente, diplomanda in rock punk. Mi sembra un po’ come quando hai uno zio che vuol fare il giovanotto, imbucarsi alla festa con i tuoi amici. Per un po’ t’inganna pure, ma poi la realtà viene sempre fuori e loro ci mettono la musica in cui restano sempre piuttosto fedeli a se stessi.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐

BUGO – Per fortuna che ci sono io

Con delle chitarre che fanno un po’ “If it makes you happy”, come sentore, Bugo si ripropone con questa veste rock che parla molto di se stesso, della sua vita e crescita e, come dice stesso lui qui, poco d’amore. E’ tutta un po’ tirata dal punto di vista vocale, sporca, ma anche un po’ figlia di un periodo in cui si sarebbe incastrata a pieno, quello della seconda parte dei 90, dove il sound principale era proprio quello delle band vocalmente sporche, tipo Oasis, Kula Shaker e simili. Difficile pensare ora che possa camminare oltre il pubblico già conquistato fin qui.
Cinque 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐✨

ROSA CHEMICAL – Blackout

Credo sia la prima volta che Rosa Chemical scelga la strada della ballata come promozione. E’ sicuramente il modo più veloce per far conoscere un altro aspetto artistico, oltre la variopinta caciara, spesso irriverente con cui si è mostrato fino ad adesso.

Non ho trovato malvagio il tentativo se non nell’aspetto di sporcare il tutto con soluzioni elettroniche applicate sulla voce che poi arrivano anche in maniera massiccia a chiudere il brano; forse la scelta più intima avrebbe meritato di arrivare intima, appunto, nella sua interezza.
Cinque 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐✨

GIONNYSCANDAL – Il problema sono io

Incredibile svolta melodica per l’inciso di questo brano che arriva come uno schiaffo rispetto alle strofe che, invece, sono nel perfetto stile Scandal. Ci sono degli aiutini anche nella parte cantata, però diavolo, almeno si scopre che anche Gionny canta. Certo, avrei eliminato il passaggio “robotico” con pause anti airplay, usato per ben tre volte in un pezzo di due minuti e mezzo, però su, voglio vedere il passi avanti e sinceramente ne ho trovati. La strada è ancora lunga, ma almeno l’abbiamo intrapresa.
Sei=
⭐⭐⭐⭐⭐⭐=

COMETE – Più

Ballata dal sapore acustico che poi si veste di una ritmica synth molto leggera, prima di venire fuori dal secondo inciso in poi. L’idea melodica e anche la costruzione della forma canzone sono sicuramente felici, un po’ meno alcune uscite del testo, in particolare il gioco tra le rime facili dell’inciso, tutte giocate di “u” accentate. Mi aspetto di più da uno che sa scrivere come Eugenio.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

CAFFELLATTE – Zoo

In alcuni passaggi mi ha ricordato parecchio da vicino Angelina Mango, proprio per una tipologia di scrittura ma direi anche d’interpretazione. Il pezzo è molto carino ed ha un testo semplice ma anche finito, chiuso, esaustivo. Tuttavia sarebbe necessario capire se si tratti solo di un caso estemporaneo, una vicinanza dettata dalla tipologia di canzone o se si sta già creando un filone da seguire.

In attesa di scoprirlo mi limito a giudicare il pezzo e direi che è sicuramente sufficiente, anche più.
Sei+
⭐⭐⭐⭐⭐⭐+

JALISSE – Il paradiso è quì

Discorso pop con qualche accento rock in questo nuovo pezzo dei Jalisse, che vanno contro l’ultima tendenza che è quella di non avere grandi variazioni nelle due note che fanno la melodia delle canzoni. Di sicuro Alessandra si può permettere di disegnarne varie ed eventuali con la sua voce che, in questo caso, è inspessita dalla scelta di mixarla con quella di Fabio che le canta un’ottava sotto.

Il pezzo, pur suonando retrò, è degno e ce li riconsegna con un perché musicale che può piacere o meno, ma c’è.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

MARCELLA – Chi siamo davvero

La signora Bella di tanto in tanto aveva già provato gli up tempo, quelli con la cassa sotto, pur senza mai cantarci sopra un pezzo dal carattere esistenziale come questo. Il brano va in crescendo anche se devo ammettere c’è un leggero effetto sulla voce che non mi permettere di apprezzare le belle note piene dell’artista. E’ come se ne sfibrasse la corposità, come se arrivasse da una radio fm che però fa un po’ di difetto, di fruscio nella ricezione.

Tuttavia il pezzo sarebbe stato perfetto per un ritorno sanremese per Marcella, che proprio quest’anno ha dichiarato di non averci provato. Magari con composizione di Caccamo che le sta perfettamente addosso, sarebbe stata la volta buona.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

AINE’ – Scappare/Giugno

Molto carina la scelta di arrangiare il pezzo in quella tipica chiave soffusa che a metà anni duemila era diventata una possibilità spesso usata, soprattutto in produzioni d’oltreoceano, alla Remi Shand, per intenderci. In quest’abito arriva poi ancor più positiva l’idea di lasciarsi accompagnare da un leggerissimo backing vocals femminile che dona al pezzo anche una patina di eros che non guasta, una sensualità.

Unico neo è cercare di scandire meglio le parole, di non cantare tutto fra i denti, di invitare il pubblico al secondo ascolto servendosi della bellezza del prodotto e non di costringerlo perché non ne ha capito il testo.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

VASCO BRONDI – Illumina tutto

Brondi racconta qui la storia di Sara, persa dietro ai suoi aulici pensieri, le passioni di chi sa metterle in campo, crederci e realizzarle. E poi però all’improvviso, come tutti , troverà occhi che non la faranno dormire, gente che griderà, fuochi dentro che bruciano che però … sono la sua di passione e che illumina tutto, illumina tutta la sua vita.

E’ un brano denso, che scorre lento, ma che t’incuriosisce, che se ascolti e comprendi il testo, poi davvero vuoi sapere come va a finire. Bella la melodia, quasi d’altri tempi.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

LA RUA – Governo del cuore

Ho sempre pensato che i La Rua meritassero più fortuna di quella che hanno realmente fin qui ottenuto. E questo nuovo pezzo me lo conferma, andando a raccogliere uno spazio musicale lasciato vuoto da band come i TheGiornalisti che da solo Paradiso non è stato in grado d’occupare. Che poi era lo spazio dei Keane italiani.

Forse il pezzo è suonato meno rispetto a quanto fatto in passato, usando parecchi effetti, però ha quella capacità di risultare orecchiabile senza scadere nel banale. Potrebbe fare strada con l’arrivo della primavera che ben si sposa con le sue finestre aperte alle aperture dell’inciso.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

SETTEMBRE – Amandoti

Diciamo subito che quando un pezzo è splendido il compito è senz’altro più facile. “Amandoti” è un pezzo che si ama e fin qui lo si è amato in ogni sua versione, da quella originale e tirata dei Cccp a quella orchestrata e melodicamente rock di Gianna Nannini, e lo si ama anche in questa nuovissima versione, molto moderna, un po’ trap, un po’ napulegna, un po’ anche sofferta, alla Michele Bravi mi verrebbe da dire, con la voce che si rompe, imprecisa ma emozionale.

E nonostante duri pochissimo arriva anche completa, grazie agli innesti lirici del nostro e ad un arrangiamento rallentato che in realtà ti fa sembrare duri di più.
Sette+
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐+ 

LAZZA – 100 messaggi

Pur sapendo di andare incontro a critiche pesanti da parte dei puritani della musica “suonata e sudata”, io confermo l’idea bella che mi ero fatto su questo pezzo che Lazza ha cantato alla finale di Sanremo come ospite. Trovo il brano pieno d’atmosfera e sentimento vivido, vissuto. Trovo sia una storia sentimentale trattata con il linguaggio che è proprio del suo autore, non solo dal punto di vista del testo. Già perché il piano che detta la linea melodica è proprio di Lazza che lo suona, lo ha studiato per anni e da li compone i suoi pezzi. E se non si può star fuori anacronisticamente dalla musica odierna, che tante brutture ci propone, ecco, questa di sicuro non lo è, anzi.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨