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Pagelle nuovi singoli

Pagelle Nuovi Singoli In Uscita Venerdi 17 febbraio: Francesca Michielin, Neno, Villabanks, Marco Guazzone, Leo Pari e…

Sono ancora poche le uscite di rilievo dopo la scorpacciata sanremese. Diversi invece gli emergenti

di Fabio Fiume (Interviste, Recensioni) · 

PAGELLE NUOVI SINGOLI del 17 febbraio a cura del nostro critico musicale Fabio Fiume.

Ed eccoci tornati alla normalità, dopo la scorpacciata sanremese, con le pagelle settimanali. Certo che siamo ancora ben lontani dalla normalità a livello di uscita; sono infatti ancora pochissime le uscite di artisti noti. Fra questa calma fa quasi colpo l’uscita di un nuovo estratto dal prossimo disco di Francesca Michielin (non è il il singolo di lancio del disco, attenzione) che in tanti pensavano a Sanremo e che fa tanto strano che vada a provare lo scontro contro i tanti brani lanciati dal festival e per forza di cose sono chiaramente passatissime attualmente.

Vi ricordo i voti che trovate alla fine delle mini recensioni non mettono in competizione fra loro gli artisti, essi sono infatti assegnati alla canzone in base alla carriera dell’artista che la propone e che salendo, salendo, si arriva a scoprire la Golden song della settimana. Ricordo inoltre che il “senza voto” non è un voto di carattere negativo ma è variabile in base alla canzone.

PAGELLE NUOVI SINGOLI del 17 febbraio 2023

Neno – Monolocale

Esposizione timida di un bel testo tenero, che dichiara un amore in maniera delicata, con un filo di voce su una chitarra e poco più. Poi nella seconda strofa c’è spazio anche per scuotersi, innervosirsi, perché è l’effetto dell’amore, quello anche di dirsele. Il brano è nel testo ben scritto, ma la scelta di tenerlo quasi come se fosse una lettera letta su un sottofondo musicale, quasi come se fosse Maria De Filippi che spiega la prossima storia di C’è Posta Per Te, non può essere di grande aiuto nella promozione e lo lascia un po’ perdere. Ecco, la ripenserei dal punto di vista dell’arrangiamento, o al massimo la terrei come traccia interna all’album e non certo come singolo.
Senza voto

Villabanks, Tony Effe, Mambolosco e Slings – Il doc 3

Bell’insieme di volgarità con frasi esplicite, tutte a descrivere le possibilità di sesso come una sorta incontro al macello dove si misura il tutto fra centimetri desiderati e seni che non stanno nel top. Tutto troppo, tutto esagerato, tutto a voler stupire ma a non lasciare nulla se non quel senso di sporco. Perché il sesso è bello, ma non raccontato così. Se poi volessimo condurre il tutto fuori dal testo ed approdare alla musica, posso sintetizzare ancor meglio dicendo d’aver ascoltato il nulla cosmico.
Due
⭐⭐

Qualunque – 32 denti

Brano quasi totalmente chitarra e voce, che viene però disturbato, nella sua essenzialità, da un effetto metallico applicato alla voce sull’inciso. E’ un artificio che rende meno vero l’impatto della canzone, che poi, in realtà, finisce col perdersi nel momento in cui subentra l’arrangiamento, portandola fra ripetizioni inutili verso la fine.
Quattro
⭐⭐⭐⭐

Saitta – Matrioska

Intenzione urban per questo pezzo che però arriva un po’ confuso nella sua completezza. Se ti guardo dentro dall’iride, come una matrioska, sessanta di te, ce n’è una che mi manca… non ti ho mai capita, come una matrioska.. sembra più cercare una frase ad effetto, che dire davvero qualcosa di sensato. Perché una matrioska va capita? Cioè cosa lui cercasse di dire l’ho chiaramente capito, ma non trovo l’esempio esaustivo del suo pensiero.
Quattro
⭐⭐⭐⭐

Iosonoalba – Noi

Racconto di una routine, di quel che sappiamo riscontrare come difetto negli altri, per poi non renderci conto che non siamo lontani noi stessi da quei difetti. Arrangiamento molto basilare, con voce in primo piano, ma volutamente effettata in maniera un po’ algida, per essere in linea con una base fredda, essendo totalmente assente una strumentazione reale. Non è affatto sgradevole come motivo, ma avrei provato a dare un po’ di calore al tutto.
Cinque 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐✨

Francesca Michielin – Un bosco

Fa quasi strano ascoltare l’inizio di questo brano che ci propone una Francesca molto classica, piano e voce, lei che negli ultimi anni si è divertita a sperimentare non poco. Nella seconda strofa il piano sfila invece in sottofondo, lasciando ad una percussione elettronica il compito di sorreggere la voce aggraziata della nostra. Il pezzo è un incalzare melodico dove qualche parola rischia di sfuggire ma non il senso del discorso, che è una sorta di: io sono cambiata, siamo cambiati, ma vorrei tornare a provare le emozioni che provavo. Possiamo provarci?.
Molto meno immediato di altri suoi successi, ha bisogno sicuro di più ascolti.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Scrima – Puttane

Un tantino Fabrizio Moro in questo rassegnato racconto di qualcosa che è finito, e si aggiunge alla lista di cose che arrivano e passano inesorabilmente. Se devo però trovare il neo a questa canzone tutto sommato non deprecabile è l’insieme un po’ “flattato”, che invece avrebbe meritato uno sfogo maggiore, avendo un po’ di strumentazione ritmica dalla propria parte ed una voce più istintiva che tecnica. Sufficiente nell’insieme.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Fisso – 120

Rap che ha una piacevole tendenza verso una linea melodica canticchiata. Anche qui si parla di un amore finito, dove si racconta di “noi, che non eravamo così male, ma ci siamo fatti cosi male”. Avrei ampliato l’idea musicale finale, che giungeva come diversivo, come un taglio alla liturgia, comunque scorrevole.
Sei +
⭐⭐⭐⭐⭐⭐+

Marco Guazzone – Non voglio mica la luna

Proposta all’interno di una fiction di grande successo di mamma Rai, questa canzone trova una nuova veste quasi 40 anni dopo per la voce di Guazzone. E la veste è spogliata di tutte quelle ipnotiche sensazioni 80, per trovare una vera e propria orchestrazione, archi e spazi aperti su cui la voce del nostro, più incline, mi si passi il termine, ad una “sabbiosità”, si muove più larga che dritta ,rispetto a come era quella che allora sfoderava Fiordaliso . Ci perde sicuramente l’iconicità del brano, ma del resto, quando si vuole riproporre un brano così di tutti, devi per forza giocare a stravolgere e Marco si rivela ancora una volta secchione si, cioè bravissimo a cogliere l’essenza, ma non fastidioso. Un secchione che t’avrebbe lasciato copiare.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Leo Pari – Giorni no

Con un arrangiamento che è figlio degli anni 90, questo pezzo di Pari ha un’intelligenza che è quella di smitizzare l’attesa delle strofe, con un momento di sola voce su un silenzio che fa più rumore di una batteria incalzante. Ed è questo l’inciso di un brano che poi lascia alla musica la parte da leone. Meno immediata di altre sue produzioni, eppure ancora una volta, come per la precedente Roma Est, sana portatrice di un’idea, di un qualcosa che la differenzia da tutto il resto.
Sette+
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐+