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Amici 22: l’ingresso nella scuola di Mezkal manda nel panico Aaron mentre Jore appare arrendevole

Jore viene convocato con la felpa in sala relax da Zerbi e Aaron scoppia in lacrime

di Redazione · 

Nella puntata di Amici 22 di Domenica 12 febbraio Rudy Zerbi ha fatto entrare nella scuola un nuovo cantante, Mezkal (qui la sua storia) con cui pensa di sostituire uno dei suoi tre artisti: Aaron, Jore e Piccolo G.

E così dopo il ritorno nella scuola per i tre ragazzi è arrivato il momento di riflettere e mettersi al lavoro.

Aaron viene convocato in sala relax dove trova Zerbi con Lorella e Arisa. Le due Prof hanno assegnato al ragazzo un compito. La prima conferma il suo talento ma ha notato un auto compiacimento che supera l’anima, vorrei sentirti in un pezzo in cui tu possa comunicare e far sentire il testo. Arisa invece afferma che è conscia che il ragazzo sa stare sul palco, ma lo vuole vedere cantare un pezzo lento senza muoversi sul palco.

Il brano scelto è di Ultimo, Amati sempre.

Prima di farlo ascoltare alle due prof. Rudy Zerbi gli mostra un video in cui Aaron parla delle sue paure:

“Non mi sono mai amato così tanto, mi sono sempre fatto sempre un po’ schifo. Io ho questa cosa del controllo, anche se dovessi diventare famoso, mi basterebbe in Umbria. Io voglio solo diventare un cantante che canta le canzoni e le persone stanno bene. A me mette tanta paura il successo, non lo saprei gestire. Uno dei primi attacchi d’ansia che ho avuto è quando mio zio mi ha fatto vedere Modena Park di Vasco Rossi.“

Così il ragazzo confessa che da tempo soffre di attacchi panico e ha paura a volte del palco. Dopo essersi esibito sul pezzo Aaron si emoziona e inizia a piangere. Per le due prof. la prova è superata.

Rudy gli consiglia di amarsi di più e di togliersi la paranoia di piacere a tutti.

Amici 22 le consapevolezze di Jore e le lacrime di Aaron

Piccolo G e Jore si confrontano e quest’ultimo ammette di sentirsi confuso:

“In questo momento non riesco a capire come mi sento. Non mi sento di dire – voglio rimanere – se va bene, va bene. È una cosa che mi mette ancora più pressione, la pressione mi può aiutare? Non lo so…

In una settimana puoi migliorare ma non è un altro artista cresciuto, ti impegni quella settimana lì perché hai la pressione, ma dopo? Forse per me ci vuole più tempo. Io non riesco ancora a  buttare fuori il mondo che ho dentro.“

A questo punto anche Jore viene chiamato in relax e gli viene chiesto di portare con sé la felpa. Questa cosa manda in panico l’amico Aaron che si confida con Piccolo G, Mattia e NDG:

“Sono un po’ spaventato perché Jore è stato chiamato con la felpa. Mi sono trovato tanto con lui, è un grande. Jore è tanto simile a me in certe cose.“

Clicca in basso su continua per scoprire cosa è successo a Jore.

Arrivato in sala relax Jore trova Lorella con Zerbi. La prof gli ha assegnato un compito… “Sei entrato da poco ma hai avuto un buono approccio. Mi ha piacevolmente colpito scoprire che sei cresciuto a pane e Lucio Battisti per questo mi piacerebbe ascoltarti in un suo brano, una canzone che ti permetterebbe di interpretare e vincere la timidezza. Ti chiedo in questa occasione di non utilizzare il supporto dell’Autotune, non che io sia contraria agli effetti, anzi, ma mi piacerebbe ascoltare una volta il tuo timbro al naturale.”

Il pezzo che il ragazzo esegue è Innocenti evasioni. A fine esibizione la Cuccarini prende la parola:

“Sono contenta di averti sentita senza autotune perché hai un bel timbro che dovresti utilizzare di più. Sull’interpretazione io continuo a sentirti scolastico, ho la sensazione che tu questo muro non riesca a buttarlo giù, e se non riesci a fare questo salto, ti bruci il palco del serale. Non entri mai in empatia con le persone, la musica è comunicazione.“

Jore è molto lucido sull’argomento e risponde a Lorella: “Sto cercando di capire anche io questo blocco. Sento le cose in pancia ma io di mio tendo a nascondere le mie emozioni piuttosto che a manifestarle.”

Per Lorella il compito non è superato e lascia il ragazzo con il suo professore che prova a spronare il ragazzo…

“Io apprezzo molto quello che tu hai detto in puntata sull’essere consapevole dei tuoi limiti.

Il compito era quasi un regalo. Io vorrei ripercorrere con te tutte le cose belle di quanto tu mi parlavi di papà, di tutte le cose belle passate insieme a cantare, di Battisti che per voi era un luogo… per voi era un momento di sfogo.

Mi hai emozionato quando me lo hai raccontato, anche con gli occhi, perché quando canti si frena. Vuoi vivere in modo così arrendevole questo momento in cui io ho il dubbio se sostituire con Mezkal qualcuno della mia squadra. Tu mi parli ma io sto vedendo un sacco vuoto su una sedia. Se fai così mi comunichi – Scegli me, vado a casa volentieri.“

Jore non riesce a non dare torto a Rudy:

“Quando c’è da provare non mi tiro indietro mai, provo sempre. Chiaro è che nel tempo che c’è posso provare a tirar fuori questa cosa dell’interpretazione ma io in primis so da quanto dura questa cosa e non saprei neanche da dove partire. Voglio essere chiaro e mettere sulla bilancia tutti i pensieri che ho.“

Prima di rimandarlo in casetta il prof gli dice:

“O prendi questo toro per le corna e metti tutto quello che rimane in queste canzoni, o se no il problema non è qui, è ovunque. Tu devi emozionare. Non posso che dirti fai qualcosa, ora!“