Pagelle ai nuovi Singoli italiani del 23 Settembre: Giordana Angi potente e credibile, sempre a fuoco i Verdena e stupiscono i Gazosa
Il voto più basso? Un quattro. La Golden Song della settimana? Un otto!

Nuovi singoli le pagelle del 23 settembre a cura del nostro critico musicale Fabio Fiume.
E ci sono un bel po’ di novità anche importanti questa settimana. E’ iniziato l’autunno e come sempre si sa, questa è la stagione più prolifica per la discografia. Noi di All Music Italia continuiamo però la nostra missione di non tralasciare gli emergenti ed anche in queste pagelle ne troverete diversi. Ecco a voi cosa ne penso.
Si ricorda che i voti che trovate alla fine delle mini recensioni non mettono in competizione fra loro gli artisti, essi sono infatti assegnati alla canzone in base alla carriera dell’artista che la propone e che salendo, salendo, si arriva a scoprire la Golden song della settimana.
Clicca in basso per scoprire, in ordine crescente, le pagelle nuovi singoli del 23.
Anice – Supernova
Il pezzo non decolla. Nel momento in cui ti aspetti si apra ripiega su se stesso, cadendo in un inciso che, scusate il gioco di parole, non incide per nulla. Alcune pieghe della voce ricordano da vicino Alessandra Amoroso. C’è quindi parecchio da lavorare sia per trovare canzoni giuste da proporre che per proporsi in maniera più originale.
Quattro
⭐⭐⭐⭐
L’Elfo & Ketama 126 – Rave
Nonostante i due artisti si siano ben amalgamati per questo singolo assieme, cadono un po’ vittime di un brano che avanza senza mai cambiare mood, L’unica differenza la fa la differenza di timbro fra i due con uno che ha un fare più naturalmente portato per tinte noir. Ascolti, ascolti, aspetti uno sviluppo che non arriva. Si resta li!
Quattro 1/2
⭐⭐⭐⭐✨
Mattia Lever – Ballo lento
Il bridge di questo brano è vicinissimo alla strafamosa “Xdono” che rivelò al mondo Tiziano Ferro. Dopo tante esperienze di contest musicali, anche televisivi e di successo, Mattia inciampa in questa verosomiglianza stilistica e d’intenzione più che di nota dopo nota. Ed è un peccato perché oggi questo stile non è più centrale nelle produzioni e poteva quindi ritrovare un degno rappresentante. IL pezzo non è brutto, però…
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐
Thasup – Okk@pp@
Ammetto di capire molto poco del testo, e questa cosa non è mai cosa buona, però devo ammettere che il sound è davvero trascinante. Mi piace anche il giocare con diversi registri vocali e un sorprendente falsetto che contribuiscono a creare ritmo. Riascolto, riascolto, ( cosa per altro facile giacché dura solo 2,20″ )però capisco sempre molto poco. Peccato, avrei dato di più… sarà corsivo, sarà grassetto, ma non lo insegnano a scuola (spero!)
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Uno Sbirro Qualunque – Angelo del male
E’ sicuramente stretto definire rap questa proposta del poliziotto misterioso. Nelle strofe c’è un modo molto recitato, interpretato di proporre il testo, che è canzone d’amore finito, nonostante un’enorme passione non sufficiente però a tenerlo in piedi. Poi nell’inciso arriva un effetto metallico sulla voce, il classico pegno pagato alla modernità, di cui forse il brano non aveva bisogno.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Naska – O mi uccidi
Per alcuni aspetti m’ha fatto pensare a Tananai; il motivo è quel cantare stonacchiato che però sembra fregarsene perché tanto si sa che la generazione z tende a non seguire chi sa fare qualcosa che tu non sai fare, ma chi ci prova. Il pezzo cresce verso un inciso rock che rivela anche un mondo sonoro più preciso e dove l’artista è maggiormente a suo agio. Accettabile, pure più.
Sei+
⭐⭐⭐⭐⭐⭐+
Lei – La caduta di Lucifero
Musicalmente molto vera, con suoni reali, acustici, caldi. Il tutto è alla base di un canto allegorico quasi, un modo figurato per raccontare le cadute e la maniera di affrontarle di risollevarsi. Voce particolare e adatta a questo tipo di proposta. Forse un po’ ostica per le ambientazioni radio, ma se qualcuno ci scommette potrebbe anche essere una rivelazione.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Nesli – Salvami
Era tanto che Francesco non mi piaceva in questo modo. Sembra aver ritrovato una nuova linfa, ritrovando quell’essenza di poeta metropolitano che aveva contribuito a portarlo al successo. Il pezzo cammina tenue, non esplode, però si lascia seguire melodicamente. Un po’ breve, forse avrebbe potuto ampliare un po’ il discorso. Se ricordo bene ( e ricordo bene ) le parole non gli sono mai mancate.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Giusy Ferreri – Federico Fellini
La carriera di un artista può essere chiaramente un sali e scendi vorticoso e quella di Giusy Ferreri forse non è in un momento up. Eppure proprio questo suo ultimo lavoro “Cortometraggi” è un disco ben fatto, pieno di pezzi che ne risaltano le qualità d’interprete e che come questa nuova “Federico Fellini” meritano un ascolto più approfondito. Di sicuro Giusy crede in questo nuovo percorso, che le sta addosso benissimo e le da una maggiore credibilità. Magari è meno immediata ma forse, col tempo, l’aiuteranno a riprendere quota.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Gazosa – Gentleman
Federico, il chitarrista che ha preso anche il posto di Jessica Morlacchi da qualche anno come voce leader della band, ha una propensione metal piuttosto evidente. Chiaramente sentire chitarre e batteria in questo momento fa tanto Måneskin, ma è perché a parte loro, diciamo che erano anni che le nostre orecchie non erano allenate al rock.
Invece mi viene da pensare che il nostro abbia studiato molto, semmai avesse guardato in casa nostra, ad alcuni vocalizzi di Francesco Renga e del suo periodo Timoria oppure primo solista. Resta un pezzo massiccio che ci sfida le orecchie e che merita di essere ascoltato e non con fare spocchioso, solo perché si tratta dei Gazosa. Gli anni passano per tutti, si cresce.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Ginevra – Torino
Ballata elettronica dedicata a Torino, sua città natale, che è come culla, come il bisogno da cui tornare per riprendere il respiro. Si canta della città e della sua magia, come effettivamente si racconta da sempre del capoluogo piemontese. Qui però la magia non è qualcosa di misterioso, esoterico, ma qualcosa di tangibile per la cantautrice; è il richiamo, è quel cielo da guardare e riconoscere, in cui riconoscersi. Voce molto sottile ma espressiva.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Joseph – Salvare
Voce riconoscibile che ben s’incastra su questo pezzo che ha strofe sentimentali e inciso funkeggiato che quella stessa voce colora. E la cosa buona del suo cantato è che la voce non perde intensità ne sulle basse, per lo più parlate, né tanto meno negli allunghi in cui non sgrana e non perde colore. Gradevolissimo l’insieme, un po’ meno il finale tronco che davvero non ti aspetti.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Pinguini Tattici Nucleari – Ricordi
E per una vota la band bergamasca sceglie di proporsi in maniera più matura e lo fa attraverso una canzone dall’apparenza semplice, ma che tutto sommato semplice non è. Non lo è nella costruzione, nei vari cambi d’intenzione durante il suo scorrere. Ed i ricordi sono qualcosa che forse ci si deve, perché spesso ci vuole coraggio anche a riviverli, ma è l’unico modo per sentirsi pienamente vivi. Avrei tolto un po’ di echi dalla batteria, rendendola più cruda, però magari nella loro cifra stilistica ci sta bene così.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
VillaBanks, Lil Knevi & Linch – Jamaica
Nuove possibilità per VillaBanks che qui guadagna potenza grazie ad una base clubbing ballabile in vari momenti per vari scenari. Bene se la si vuol pompare in pista, non male se, magari ad un volume che favorisce più il libero chiacchiericcio, in situazioni cocktail pomeridiani, aperitivi o giù di li. Peccato quelle accento messe più volte a c***o, cosa veramente insopportabile.
Potrei perciò bocciarlo ma sarei ingiusto perché il pezzo funziona, tira, anche se non hai 15 anni.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Serpenti & Malika Ayane – Cassandra
Credibilissimo ensemble tra la voce impertinente della vocalist dei Serpenti e quella più sofisticata di Malika su un sound che richiama subito balletti, coreografie e video d’insieme, di folle. Cassandra è la figura mitologica a cui è associato il pessimismo, la non speranza nel futuro e qui le due cantanti si palleggiano il racconto di questa persona che affronta il futuro con gli occhiali scuri e poesie di gesti e nuvole col temporale in arrivo… di lacrime!
Sette+
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐+
Verdena – Chaise longue
Quasi fuori contesto questo pezzo che riporta sulle scene la band, che rinuncia al suo rock più solito per una matrice che sposa invece la strada acustica dapprima, elettrica poi, mescolando chitarre a suoni più caldi, melodie che si aprono con cori 70 quasi psichedelici. Assolutamente originali e centrati… ed è un paradosso se si pensa che ho iniziato dicendo che erano quasi fuori contesto. Ed è vero ma “chissene”! Hanno il loro da dire.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨
Ed ora scopriamo la Golden Song della settimana…
Giordana Angi – Un autunno fa
Finalmente ha ritrovato la strada giusta per l’ispirazione. Non che l’avesse persa, s’intenda, ma Giordana è potente, credibile quando mette il vero sentimento nelle cose che scrive, lasciando venire fuori l’anima graffiata da una vita che cammina e marchia con i suoi segni. E questi si perdono nel tempo di Un Autunno fa, volando fra le foglie che puoi immaginare rialzarsi verso l’aria ad ogni tocco di piano. Bentornata Giordana, come sono contento.
Otto
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐






