Le Pagelle ai nuovi singoli italiani in uscita Venerdi 25 febbraio 2022
Da Anastasio a Enrico Ruggeri, da Ariete a Tommaso Paradiso
Pagelle Nuovi singoli in uscita il 25 febbraio 2022 a cura di Fabio Fiume.
Nonostante non si sia ancora sgonfiato l’effetto Sanremo, iniziano ad arrivare nomi importanti fra le nuove uscite settimanali. E come sempre puntuali più di un treno ad alta velocità arrivano anche le pagelle. Si ricorda che i voti espressi alla fine delle minirecensioni non mettono in relazione alcuna gli artisti fra loro. Assegno il voto in base a come il nuovo pezzo proposto si posizione, a mio parere, nella carriera di chi lo propone.
Partiamo subito…
Anastasio – E invece
La carinissima “Assurdo” non ha girato granché, soffocata oltremodo dalle tante uscite sanremesi, ma senz’altro ha lasciato subito intendere che il rapper Anastasio, riconosciuto come un bravissimo freestyler, in quei panni li ci sta un po’ stretto ed ha scelto di cantare proprio. Con questo nuovo singolo ci muoviamo ancor di più in quella direzione. E mentre il pezzo cresce nella seconda strofa, il nostro addirittura spinge, ricordando da vicino alcuni cantautori dei 70 che gridavano le loro ribellioni, qui riassumibili nel sabotaggio del destino come vendetta contro il tempo.
L’inciso è leggero nel vocalizzo sorretto da una distorsione. Dove sta andando Anastasio? Devo ancora mettere a fuoco, però mi sembra interessante e meritevole di ascolto.
Sei 1/2
Ariete – Castelli di lenzuola
Si cresce e gli sguardi cominciano a non bastare più; si guarda oltre, ci si aspetta di più, una fuga magari senza meta. Ariete canta anche il suo ( forse ) di passaggio all’età adulta e lo fa con la sua personalità che già le ha permesso di distinguersi fra le nuove leve della nostra musica al femminile. L’inciso mi ha fatto tanto pensare a quelle aperture melodiche da Festival di Sanremo. Che fosse stata pensata per l’Ariston? Non ci avrebbe sfigurato sinceramente.
Sette
Boccanegra – Landau
Un tantino surreale, questo pezzo può trovare facilmente estimatori così come essere odiato per direttissima. La scrittura del nostro è personale e come dicevo surreale; contiene infatti molte cose che pare indirizzare la proposta verso un cantautorato di ricerca che poi però trova sfogo in un inciso estremamente pop e trapanante per il cervello. Unici nei sono qualche accento messo a caso, che è cosa che condanno sempre, e la durata troppo breve che è figlia delle mode del momento e che non mi aspetto da chi cerca di arrivare originale. Comunque senz’altro interessante.
Sei+
Chiamamifaro – Pioggia di cbd
Come ho iniziato l’ascolto ho pensato subito ai Pinguini Tattici e così sono andato a controllare; e si, a coscrivere questo pezzo c’è proprio Zanotti, leader della band bergamasca. Se la costruzione del pezzo è piuttosto sempliciotta e sembra cadere verso qualcosa di già sentito e soprattutto che non riesce a risultare personale ed identificativo, arriva uno special che invece rimescola tutte le carte e dona credibilità al tutto. Accettabile.
Sei
Coez – Occhi rossi
E’ una ballata tenue, giocata tutta sulle piccole possibilità vocali del nostro, diventato abile a giostrare le canzoni su un campionario di note limitato assai. Tuttavia, ancora una volta, Coez riesce a rompere la barriera della superficialità grazie ad un testo che è conferma di un affetto sincero, anche se non c’è più l’amore, non dimenticando cosa c’è stato di bello. Sia per modalità di scrittura che per capacità di risultare intimo lo associo, e lo intendo come assoluto complimento, ad alcune cose di Luca Carboni.
Sei 1/2
Alessio Gambino – Lasciamo tutto al destino
Per una linea d’archi finta che emerge qui e li e che chiarisce subito una produzione alquanto limitata ( ma non è questo il problema ), tutto il resto appare alquanto modesto; la voce è stonacchiata e acerba almeno quanto la scrittura che descrive un sentimento di matrice adolescenziale, usando un frasario povero e privo di qualsiasi momento meritevole di sottolineatura.
Tre
Donatella Gregorio – Niente da perdere
La partenza è piuttosto strana, con quella voce e quella modalità di canto che va verso vie jazz su una base che invece parte con possibilità più mainstream. Poi le cose si modificano ed anche la strumentazione entra in modalità più appropriata al mondo artistico della nostra. E’ indubbiamente un po’ ostica per le playlist radiofoniche, ma l’artista rivela un suo mondo che probabilmente non ha bisogno della radio per fare passi. Se la guardiamo però da quel lato li, il singolo è indubbiamente sbagliato. Non lo boccio però, in quanto non lo trovo affatto brutto. Basta capire cosa si vuole.
Senza Voto
Clicca su continua per la seconda e ultima parte delle pagelle nuovi singoli del 25 febbraio 2022.
Alessandro Liberini – Qualcosa cambierà
Se il motivo di questo pezzo poteva anche giungere orecchiabile, per quanto poco originale, trovo il testo davvero stucchevole, così come è pieno di frasi fatte, prevedibili. Non discuto chiaramente il tema che condanna il mondo che non aspetta, che non rispetta, ma la mancanza totale di una frase che possa apparire originale, un non già detto. Ne chiedevo una, sia ben chiaro!
Quattro 1/2
Franco Micalizzi & Cristiana Polegri – Le ragazze del 1960
Suona tutto molto vecchio, anche la modalità di canto della Polegri. Certo sono scelte stilistiche e non possono essere stigmatizzate, ma anche fare un brano dal sapore vintage ( e mai come in questo periodo ce ne sono tanti ) deve comunque avere un piede che propende all’attualità, altrimenti il tutto suona solamente anacronistico.
Quattro
Tommaso Paradiso – Tutta la notte
Giuro che ho capito davvero poco di questo testo di Paradiso; nel senso che lo trovo una serie di frasi sconnesse fra loro una dietro all’altra. Dopo i passi avanti con i precedenti singoli ( nonostante le tante assonanze con cose del passato ) adesso arriva questo pezzo che sinceramente vuol dire poco o nulla. Anche l’arrangiamento inizia un po’ a ripetersi.
Quattro
Enrico Ruggeri – Parte di me
Vira sulle atmosfere per il suo nuovo singolo Enrico che poi nonostante il crescendo ritmico non cambia mai d’intenzione, restando uguale dall’inizio alla fine. Molto bello il testo che rende tangibile l’appartenenza e che trova proprio nei suoni usati una forza che viene a mancare anche dalla mancanza di un inciso che rompa la liturgia.
Sei+
Luca Rustici & Foja – Mane ‘e rose
Ballata elettrica con un leggerissimo accompagnamento reggae nelle strofe che ha qualche resistenza di troppo nella scorrevolezza. Entrambi, sia Rustici che i Foja, hanno nelle loro rispettive carriere pezzi decisamente più incisivi di questo che comunque non manca tuttavia di avere un momento particolarmente ispirato nell’assolo di chitarra. Si poteva far di più comunque.
Sei
Spagna – Seriously in love
Vecchi amori non si scordano mai ed Ivana indubbiamente è stata un’icona dance che non ha da chiedere permesso a nessuno. La proposta attuale è però, per quanto orecchiabile, mancante di quella forza trascinante che i suoi pezzi anni 80, ma anche diversi dei 90, avevano in se. Gira tutto troppo attorno all’inciso che occupa il 70% del pezzo e a effettini vocali che non rendono giustizia alla bella presenza vocale che la lady ha ancora.
Cinque
