SIMILI – LAURA PAUSINI – RECENSIONE

LAUREOLA

È arrivato il giorno dell’attesissimo ritorno di Laura Pausini che, a quattro anni dall’ultimo album di inediti intitolato Inedito, pubblica Simili, quattordicesimo disco in studio in italiano della sua ormai ventennale discografia.

Forse l’album più atteso dell’anno visto la portata dell’evento (il disco uscirà infatti in 60 paesi in tutto il mondo).

Ecco la recensione di All Music Italia.

Al primo ascolto potremmo definire questo album come il ritorno di Laura Pausini a cantare canzoni alla Pausini senza grosse varianti stilistiche che facciano gridare al miracolo, ma tornando invece alle origini e puntando tutto su voce, melodia e cuore, cosa che peraltro mi fa esultare di gioia dopo gli ultimi lavori che a mio modesto parere l’avevano fatta un po’ allontanare dal centro.
Simili, che esce oggi in quattro versioni diverse in tutto il mondo, è un disco variopinto e leggero che trova nel mondo pop la sua più naturale collocazione ma che cerca contaminazioni anche altrove: melodia, pop-rock e addirittura dance e world music, riportando Laura Pausini interprete al servizio delle canzoni scritte per lei da amici e colleghi illustri: Niccolò Agliardi, come sempre porta a casa alcune tra le cose più belle di questo disco: Chiedilo al cielo (scritta in comunione con Laura e Paolo Carta) è una perla tra le più splendenti e simili allo standard a cui siamo abituati; la title-track (tra l’altro prossima sigla del fortunato serial tv Braccialetti rossi) vero manifesto di eleganza e di buon pop; Il nostro amore quotidiano e Ho creduto in me, altre due ballate cariche di intensità e Colpevole, un pop rock di maniera pronto per essere battutissimo dalle radio.

Buona anche la prova di L’Aura che scrive con Laura: Lo sapevi prima tu che arriva come una carezza scandita e delicata posta in coda all’album; una dedica della cantante, a suo padre Fabrizio.

Il fido Biagio Antonacci firma una tripletta non troppo entusiasmante in verità che parte, come già noto, dal singolo di lancio Lato destro del cuore, e continua con Tornerò (con calma si vedrà), brano che non convince del tutto e sembra uno dei fortunati singoli estivi del cantautore di Rozzano ed in chiusura la ballad È a lei che devo l’amore, dolce dedica materna cantata dalla Pausini con la figlia Paola che ha preso parte alla registrazione insieme al papà Paolo Carta. L’inedita accoppiata con Jovanotti dà alla luce Innamorata, un brano up tempo pieno di energia che fa fatica a compiersi del tutto ed alla fine non somiglia né a Lorenzo né a Laura (purtroppo) perdendosi nell’ascolto delle altre tracce.

Le sorprese migliori tuttavia portano il nome di due new entry della scuderia Pausini: Giuliano Sangiorgi su tutti con la sua Sono solo le nuvole, picco narrativo ed emozionale di tutta l’opera che da la possibilità a Laura di sfoggiare una delle sue migliori interpretazioni di sempre in un brano inedito che è già un classico; Tony Maiello (ex gloria di X Factor e vincitore di Sanremo Giovani 2010) firma invece 200 Note, un’epica orchestrale storia d’amore che finisce ricordando da vicino i migliori brani romantici della cantante romagnola riarrangiati in versione 2.0.

Insomma un disco completo e pieno d’amore che solo facendolo suonare ci ricorda il motivo per cui oggi siamo tutti qui a parlare della solo regina della musica italiana nel mondo. Si può criticarla con sterili polemiche quanto si vuole, ma Laura Pausini è ancora qui e il pubblico con lei.

Chiudo con una parentesi: come potrete immaginare, nemmeno io sono stato invitato all’incontro promozionale a Miami di cui si è tanto parlato in questi giorni (leggi l’editoriale del nostro direttore QUI) ma colgo l’occasione per dire che se mi avessero chiamato ci sarei andato eccome! No, perché tutta una serie di personaggi accreditati non invitati alla presentazione ha detto la sua sulla faccenda facendo caso a sottolineare, tra l’autoaffermazione della propria ineleggibile obiettività e l’indifferenza rispetto al non invito della cantante, il fatto che COMUNQUE a Miami loro, manco ci volevano andare!!! Pensa che spreco Laura! Se prossimamente vorrai, sappi che invece io ci sarò! A Miami, ma anche a Lugo, Cotignola o Bagnacavallo… Insomma fai te!

BRANO MIGLIORE: Sono solo le nuvole
VOTO: 7,5/10

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  Sono nato a Roma nel 1987, ed è qui che ho deciso di tornare dopo qualche anno di vagabondaggio per studio e lavoro. La musica è la mia passione vera; da sempre ho avuto l’esigenza di ascoltare, scoprire ed esplorare generi ed artisti diversi. La mia vena critica e quella polemica mi hanno portato su All Music Italia dove recensisco i dischi italiani in uscita più interessanti.
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  • pietro paolo parisi

    7,5?????? Se raggiunge il 6 è troppo.. una macedonia di suoni senza senso.. Poche cose belle tra cui il da voi citato SONO SOLO LE NUVOLE ed E’ A LEI CHE DEVO L’AMORE… Per il resto trash ed urla a go go… LAURA è una numero 1.. deve affidarsi a collaboratori seri.. magari meno di grido ( il JOVANOTTI altro numero 1 le ha regalato un suo scarto??? ) magari non inseguendo piu il motivetto banale ma un testo di maggior spessore e musiche un tantino piu ricercate… si affidi a GAZZE’ (MAXIMILIAN allora secondo i vostri canoni è un 10 e lode??? ) , FABI, SILVESTRI, CONSOLI, PACIFICO,BUNGARo e tanti altri… Basta con questa mediocrita’ e soprattutto con queste recensioni di parte!!!! non c posso pensare 7,5!!! Cose da pazzi!!!

  • kalinda

    Peccato che non ci sia il pezzo di Mango.

  • Grey88

    Ciao Simone, bellissima recensione e mi trovo anche io con il voto complessivo che ho dato personalmente all’album.

    Le mie preferite sono state “Simili” (bellissima”, “200 note” (stupenda), “chiedilo al cielo” (meravigliosa), ho creduto a me (emozionante), nella porta accanto (molto leggera e lo dico in accezione positiva), “io c’ero” (positiva) e “lo sapevi prima tu” (terribilmente sincera, l’ho adorata).

    Non mi hanno colpito molto “Colpevole” (piatta) e “Tornerò” (abbastanza insensata) nonostante non siano brutte.

    “Sono solo nuove” è troppo sofisticata per i miei gusti :D

    Le più brutte a mio parere sono “Innamorata” (tamarra ed imbarazzante, non si può ascoltare), “Il nostro amore quotidiano” (noiosissima) e infine la ninna nanna “è a lei che devo l’amore” (soporifera nonostante Paola sia troppo tenera e dolce).

    In generale, l’ho trovata una prova migliore rispetto a “Inedito”, per me si assesta sui livelli di “Primavera in Anticipo” ma siamo ben lontani dai fasti di “Resta in Ascolto”. Però ciò che mi piace di Laura è che canta SOLO ciò in cui veramente crede. Grande Laura Pausini, non vedo l’ora che venerdì prossimo esca anche “Similares”.

    ps. non sono un critico musicale e nemmeno un blogger, ma se invita pure me a Miami non faccio lo schifettoso ahahaha