RECENSIONE: MODERN ART – NINA ZILLI

Nina Zilli

Nina Zilli, Modern art
A volte ci sono dei dischi che, ascoltandoli, ti fanno montare quasi un sentimento di rabbia, che cresce brano dopo brano.
Nel mio caso questo avviene quando ascolti una cantante, a volte pure autrice, davvero brava da far paura, dotata di una voce che cattura grazie al pathos di cui è sana portatrice ed alle evocazioni di altri mondi musicali contro cui ti fa sbattere facendotene godere appieno, che si mette a disposizione di una miriade di canzoncine senza infamia e senza lode, che ascolti una volta e, pur sembrandoti tutte carine, non lasciano maturare in te l’esigenza di riascoltarle.

Nina Zilli non è la prima volta che m’ ispira dapprima una curiosità smodata verso le sue proposte e dappoi la voglia di prenderla a randellate, metaforicamente s’intenda, dopo l’atteso ascolto. Modern Art, il suo nuovo disco, è un insieme di queste canzoncine finanche carine, tutte confezionate perfettamente da Michele Canova Iorfida, ma che certamente non si ascrivono alla voce “cose che val la pena ricordare” e per una come lei è davvero un peccato.
La Zilli lascia qui a terra quasi del tutto il suo gusto retrò, spesso lodato, per inseguire spettri musicali che si uniformano alle mode del momento, vagando tra le sensazioni reggae di Mi Hai Fatto Fare Tardi, il primo singolo firmato per lei tra gli altri dal “thegiornalista” Tommaso Paradiso, o sfidando cicloni di caraibica provenienza come in Ti Amo Mi Uccidi. Butti Giù poi, scritta e duettata con J-Ax, amico di vecchie collaborazioni, è uno scialacquato approccio hip hop che l’ avvicina troppo alla staccionata che confina con il terreno di Baby K, che sarà pure una formidabile hitmaker, ma non fa certo della qualità espressiva la sua peculiarità; in tal senso molto meglio, in quanto per lo meno originale, è il brano che il disco lo apre, ovvero Domani Arriverà, dove si denuncia anche la scarsa propensione delle generazioni di oggi ad uscire, a vivere, per trincerarsi in una casa dove è sufficiente ci sia internet.

A salvare capra e cavoli ci pensano allora i lenti dove la Zilli sembra riappropriarsi del buon gusto che le confà ed alla fine proprio con la traccia conclusiva del disco, Come Un Miracolo, firmata testo e musica da lei, dimostra che laddove non si trovano buoni autori, allora è molto meglio scrivere da sé, se i risultati sono questi; il brano in questione è una ballata che gode di accenti vocali soul che giocano con chitarre dai registri più rock/blues. La coppia Munda/Romitelli mette a segno un paio di tracce tra le migliori del lavoro, come Per Un Niente, figlia degli anni 60 musicali in cui Nina si muove a suo agio o come la ballad elettronica Il Punto In Cui Tornare, anche se questa, nella base, risente di echi elettronici che riportano ad Imbranato di Tiziano Ferro, che sempre Canova aveva prodotto. Notte di Luglio spinge la nostra verso inesplorati falsetti prima d’ora, brillantemente conquistati, mentre la cover di Ornella Vanoni scritta da Franco Califano e Sergio Bardotti, Il Mio Posto Qual E’, pur vestendosi d’elettronica, mantiene inalterato il mood e permette alle nuove generazioni di conoscere una canzone che compie proprio quest’anno mezzo secolo e che non è certo tra le più ricordate della “sciura milanese”.

I colpi di classe Nina Zilli ce li ha sempre avuti e non li ha persi certo con questo Modern Art; è solo che da tale cantante non puoi aspettare il colpo, non puoi accontentarti di qualche pezzo buono da cogliere in mezzo ad una serie di “ni”. Così si confonde nella massa finendo col sembrare la studentessa che si accontenta del sei, perché tanto il resto della classe è scarso.

BRANO MIGLIORE: Come Un Miracolo, Per Un Niente
VOTO: 6/10
TRACKLIST

1. Domani arriverà (Modern art)
2. Ti amo mi uccidi
3. 1xUNaTTIMO
4. Mi hai fatto fare tardi
5. Il punto in cui tornare
6. Notte di luglio
7. Butti giù feat J-Ax
8. Il Mio posto qual’è
9. IgPF
10. Sei nell’aria
11. Per un niente
12. Come un miracolo

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.