RECENSIONE: 23 – SILVIA SALEMI

silvia salemi

Nella recente intervista sulla carriera che mi ha concesso, Silvia Salemi ha pienamente chiarito che tornava oggi, a distanza di dieci anni, perché sentiva di avere qualcosa di nuovo da dire, le canzoni giuste, una band che suonasse come esattamente lei aveva in mente e con cui condividere questo percorso senza l’ansia del successo da inseguire a tutti i costi, del Sanremo in cui fare bella figura, della classifica che col suo numeretto sancisce quanto è grande quel successo. Sarebbe tornata quando la musica le diceva di pretenderla e lei sarebbe stata pronta a farsi rapire nuovamente da lei.

Quei tempi sono diventati realtà e così la cantante sicula è finalmente al centro della carreggiata, pronta a portare in giro la sua ultima, e tanto attesa dai fans, fatica, a cui ha dato titolo tanto emblematico quanto curioso: 23. Ed in attesa di sentir spiegare per sua stessa voce cosa significhi per lei questo numero, c’è subito da dire che ascoltando 23 si ha immediatamente l’idea di dove sia Silvia Salemi adesso, ed è luogo di relax; è casa conosciuta con un bel divano comodo e cuscini morbidi, è l’inverno gelido che trova riparo nella tazza di cioccolata calda da bere davanti al camino, è lo splash da cui non ti trattieni in uno specchio di piscina quando la temperatura, come in questi giorni, è costantemente oltre i 30°, è ll’odore del sugo di tua madre che riconosceresti tra mille. Perché Silvia Salemi si è prodotta in un album che suona decisamente Silvia Salemi, ripartendo dal mondo sonoro e di scrittura attraverso il quale l’abbiamo conosciuta, fatto di fughe dalla consueta forma canzone pop, che vuole inciso seguire strofa in maniera prestampata, per lasciar posto ancor più oggi, con la maturità, a pensieri in note che spezzano tale liturgia ed aprono a più scenari interpretativi, cosa già evidente nel primo singolo, Potrebbe Essere, in cui si sposano perfettamente peccati musicali originali con propensioni attualissime, che prendono spunto da una ritmica decisamente internazionale. Nei dieci brani che compongono questo comeback, c’è anche la cerniera che tiene il tutto legato ad un percorso, data dal brano dei brani, per cui Silvia è maggiormente ricordata, A Casa di Luca, che in occasione del ventennale rivive in una veste fedele nelle intenzioni e rinnovata nel sound che qui acquista elementi elettronici; quel che non cambia è l’interpretazione centrata della nostra, che quasi ci resti male non prenda l’ultima nota leggiadra ricordata nella versione originale, per poi stupirti, qualche frazione di secondo dopo, con un falsetto potente che ricorda la migliore Antonella Ruggiero. E c’è poi Silence, brano che apriva l’album L’Arancia e che qui prende esattamente la stessa posizione e per cui avviene processo inverso: via gli elementi elettronici, quasi jungle dell’originale e spazio ad un sound basato sulla ritmica, che ben si presta anche alle esecuzioni live. Gli inediti sono invece un viaggio di ritorno verso l’essenza della propria pace; Silvia prova a raccontare attraverso questa manciata di canzoni la sua. Tra di essi spicca Credo, racconto di una donna normale alla ricerca del bello, che passa dagli insegnamenti di una madre da tramandare, ai sacchetti della spesa ed il vento caldo che smuove le gonne delle spose – ergo, saggezza, vita reale, poesia. E ancor di più L’Ultimo, up tempo in cui si racconta di come si cerchi sempre la propria strada chissà dove, per poi capire che casa è nello sguardo che conoscevi già. Si può dare il meglio anche se prometti solo il peggio, si canta in Quel Ricordo che è proprio l’emblema della scrittura della Salemi di cui detto prima, come anche l’intro possente che invece poi lascia il passo ad un semplice voce e piano in Le Canzoni; in questo brano ritorna anche un altro amico della scrittura della nostra, il mare ( davanti al quale ti portano Le Canzoni ), che è per lei il pensiero aperto, l’infinito, il bagaglio del passato e l’immensa apertura verso il futuro. Passando poi per la riuscita ballad Tu, io, noi piena, potente ed il cuore protagonista di Battiti e per il quale siamo disposti a girare finché lui ci dice di farlo, ci si ripara nella bella chiosa di Tutto il Meglio, che è il luogo giusto dove finire, dove c’è tutto quello che si è sperato.

Silvia Salemi è quindi tornata dal suo viaggio trovando con 23 un nuovo posto nella musica; resta da capire ancora cosa sia però questo numero… E se fosse la linea dell’autobus con capolinea nuovo disco? Certo se così fosse ne ha trovato di traffico però!

BRANO MIGLIORE: L’ultimo/Credo
VOTO: Sette ½/10

 

TRACKLIST

01 – SILENCE
Parole e musica Silvia Salemi e Giampiero Artegiani
02 – CREDO
Parole Giovanni Veronesi – Musica Silvia Salemi e Francesco Tosoni
03 – POTREBBE ESSERE
Parole e musica Silvia Salemi
04 – TU IO NOI
Parole e musica Silvia Salemi
05 – L’ULTIMO
Parole e musica Andrea Amati, Gabriele Oggiano, Silvia Salemi
06 – A CASA DI LUCA
Parole Giampiero Artegiani e Silvia Salemi. Musica Giampiero Artegiani
07 – LE CANZONI
Parole Silvia Salemi. Musica Silvia Salemi, Francesco Tosoni
08 – QUEL RICORDO
Parole e musica Silvia Salemi
09 – BATTITI
Parole e musica Silvia Salemi
10 – TUTTO IL MEGLIO
Parole e musica Silvia Salemi

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.