Officina del Talento: IL FIENO

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Nell’Officina del Talento piomba uno dei gruppi di spicco dell’indie-rock italiano: Il Fieno!

Il gruppo, formato da Gabriele Bosetti (voce), Alessandro Viganò (basso), Gianluca Villa (chitarra) e Paolo Soffientini (batteria)  nasce nel 2011 nella provincia tra Milano e Varese.

Dopo due EP – il primo omonimo del 2012 e il secondo, I Bambini Crescono, del 2013 – a febbraio 2015 esce il debut album I Vivi: sospeso tra new wave e cantautorato elettrico, dal freddo della pianura padana a Berlino e ritorno.

Nella nostra Officina presentano il primo singolo dell’album di debutto, Poveri stronzi, che sarà in rotazione sulla nostra emittente partner Radio Hinterland!

Benvenuti su All Music Italia ragazzi. Un gran piacere avervi con noi, chi bazzica nell’ambiente musicale del Nord Italia non può non aver sentito il vostro nome. E da lì partirei… perché vi chiamate Il Fieno?!

Perché dovevamo andare in stampa col nostro primo EP, e a dodici ore dalla consegna del progetto grafico non avevamo ancora un nome definitivo. Abbiamo usato quello di uno dei pezzi della tracklist, aggiungendoci l’articolo davanti. Non c’è nessun reale significato: semplicemente ci piaceva come suonava, ed era abbastanza straniante rispetto alla musica che suonavamo.

Trovo curioso analizzare la cronologia dei vostri album, il susseguirsi dei titoli: “I bambini crescono” – “I vivi”… e si arriva poi al singolo “Poveri stronzi”. Sembra quasi una parabola della vita…

Le nostre canzoni seguono di pari passo l’andamento delle nostre vite: noi SIAMO quello che suoniamo, in tutto. Siamo sinceri, totalmente. E al momento non c’è definizione che ci rappresenti meglio di Poveri Stronzi. Anzi, direi che non c’è definizione che rappresenti meglio chiunque.

La stessa sensazione si ha leggendo il “Poveri stronzi”, protagonista dell’Officina del Talento. Come nasce il pezzo? Perché questo titolo e cosa racconta il brano?

Il testo nasce seguendo una poetica ben precisa, che poi è quella che sta alla base del mio modo di scrivere: mischiare pubblico e privato, personale e generazionale, cose mie e cose di tutti. Mi piacerebbe riuscire a parlare di me come specchio di quello che mi circonda, mi piacerebbe che in quello che sono la gente rivedesse quello che sono stato, e ci si ritrovasse in qualche modo.
Il pezzo nasce dalla mia linea vocale, su cui gli altri hanno costruito la musica. Altre volte accade il contrario. Non abbiamo un metodo unico di scrittura.

Suggestivo anche il video. Chi ha avuto l’idea e come l’avete realizzato?

L’idea del video è di Lorenzo Silvestri, che poi l’ha girato assieme ad Andrea Losa. Non ho idea di come lo abbiano realizzato, so solo che sono impazziti per montarlo e per questo gli vogliamo un sacco bene.

Cosa ne pensate del panorama musicale mainstream italiano? Pregi e difetti?

Non lo conosciamo, in generale non è qualcosa che troviamo stimolante e ci sembra abbia ben poco a che vedere col concetto di arte. Non che la scena indipendente sia necessariamente migliore, s’intende, ma contiene realtà a cui ci sentiamo sicuramente più vicini, almeno per quanto riguarda l’attitudine.

I prossimi progetti de Il Fieno? Dove possiamo ascoltarvi live?

Dopo l’estate faremo uscire un altro singolo: saremo live fino a gennaio, poi torneremo in studio per scrivere e registrare il prossimo disco. Ora come ora veniamo da un tour invernale abbastanza intenso, ci piacerebbe che l’estivo lo fosse altrettanto ma le date latitano un po’. Se ci volete contattateci, siamo abbastanza docili.

  Laureando in giornalismo, cantante per vocazione, responsabile Officina del Talento qui su All Music Italia, speaker per Radio Stonata, redattore per Eurofestival News. Un ragazzo multitasking direbbero gli inglesi, poiché non riesco a fare una sola cosa in un solo momento. Sento l’esigenza inconscia di incasinarmi la vita con troppi impegni nel mondo della comunicazione e tutti rigorosamente legati alla musica. Vivo costantemente alle prese con file mp3, video Youtube, status su Facebook, hashtag su Twitter, post nei forum. Ma appena possibile stacco il cervello, butto due cose in valigia e parto alla scoperta del mondo.
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