SANREMO 2018 prima serata – pagelle di Fabio Fiume: promossi Ermal Meta & Fabrizio Moro e Enzo Avitabile & Servillo

sanremo 2018 pagelle

Il nostro critico musicale, Fabio Fiume, dispensa pagelle su All Music Italia ogni settimana dell’anno… lo fa per i nuovi singoli in uscita nella rubrica Da Oggi in radio come nelle recensioni degli album in uscita… poteva risparmiare gli artisti e le canzoni in gara al Festival di Sanremo? Assolutamente no…

Ecco quindi le pagelle di Fabio Fiume relative alla prima serata di Sanremo 2018.

Annalisa – Il mondo prima di te

Il bel canto è cosa sua. Brano interessante in crescendo, incalzante melodicamente e che la trascina verso note che non sempre ha deciso di esplorare sul palco di Sanremo. Non male affatto.
Sei ½ 

Ron – Almeno ascoltami

Che il pezzo sia di Dalla è qualcosa che trasuda da ogni nota. Ron regala una bellissima interpretazione ma indubbiamente Dalla avrebbe regalato magia. Basta immaginare soltanto qualcuna delle sue note alte e leggiadre. Comunque buona, indubbiamente.
Sette

The Kolors – Frida

Non si sanremizzano per l’occasione e portano se stessi sul palco. Purtroppo il brano è fragilino nonostante la radiofonicità spiccata. La cosa migliore è la variazione musicale, giocata tra orchestra, chitarre e percussioni.
Sei =

Max Gazzè – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno

Bellissima struttura orchestrale per un brano che ha del fantastico nel suo racconto ma è pure complicato assai, tanto che Gazzè stonacchia qui e lì come mai forse prima. E resta una canzone che poi ti chiedi quando la riascolterai…
Sei ( mix tra 8 qualitativo e 4 per capacità di diffusione )

Ornella Vanoni, Bungaro & Pacifico – Imparare ad amarsi

Grande presenza all’Ariston laddove in tanti fanno gli spocchiosi superospiti. Tuttavia il brano mi è parso bassino come tonalità per tutti e tre e mi ha fatto un po’ di fatica ad arrivare. Non brutta ma va riascoltata.
Sei =

Ermal Meta & Fabrizio Moro – Non mi avete fatto niente

Viaggio a metà tra due mondi stilistici differenti, quelli squisitamente pop di Meta e quelli melodici con tendenza ad incazzamento di Moro. Il messaggio però c’è, così come la funzionalità radio.
Sette ½

Mario Biondi – Rivederti

Ti aspetteresti una cosa ritmata alla Be Lonely ed invece ti arriva la cosa pensata per Sanremo, il ballatone confidential/bongustiano con però inaspettato acuto finale che Mario mai prima d’ora così… Però è davvero un filo troppo confidenziale.
Cinque

Roby Facchinetti & Riccardo Fogli – Il segreto del tempo

Due o tre canzoni assieme condite delle diversamente abili e di Facchinetti. Stonano che è una bellezza, scordano le parole e … niente.. Facchinetti lascia qui e lì delle e che gli avanzano.
Quattro

Lo Stato Sociale – Una vita in vacanza

Effetto simpatia doveva essere ed effetto è stato. La platea si scongela e gli applausi alla fine sono più per la performance in se che per la canzone, che è carina si, ma non passa certo alla storia.
Sei +

Noemi – Non smettere mai di cercarmi

Il brano spinge verso note che Noemi ha difficoltà a tenere ed al fine non riesce a dare senso di completezza, come se mancasse qualcosa. La sua capacità interpretativa avrebbe meritato altro.
Cinque

Decibel – Lettera dal duca

Il sentore di Bowie nel pezzo c’è, ma è più un’ispirazione che un omaggio. Lo stesso Ruggeri, che tiene meglio il palco di tanti suoi coetanei canta in maniera più vellutata, proprio in direzione duca… un po’ meno bianco.
Sei

Elio & Le Storie Tese – Arrivedorci

Decisamente sottotono, forse a caccia di quel famoso penultimo posto che sin dal 1996, prima volta al Festival per loro, desideravano. Secondo me stavolta potrebbero riuscire nell’intento. Nemmeno il vestito li salva.
Quattro

Giovanni Caccamo – Eterno

Fragilino, etereo troppo, più che eterno. Qualche stonatura di troppo, anzi più le stonature che il tempo passato in nota.
Quattro ½

Red Canzian – Ognuno ha il suo racconto

Passaggi epici in stile anni 80, ma un buon ritmo ed un “tutututu” che si lascia ricordare. E poi se non altro è un Pooh che canta ancora bene!
Sei+

Luca Barbarossa – Passame er sale

Stornello melodicamente impeccabile ma che resta per pochi che vorranno seguirlo in questa sue esperienza dialettale. L’eterno ragazzo appare un po’ stanco, ma mantiene intatta la sua vena intima.
Sei

Diodato & Roy Paci – Adesso

Diodato è trai big soprattutto grazie alla presenza di Roy Paci, eppure quest’ultimo non si sente quasi per nulla, se non nel finale. Il brano però è buono musicalmente parlando e la voce di Diodato merita attenzione.
Sei +

Nina Zilli – Senza appartenere

Molto sanremese e poco Zilli. Ma perché portare un brano del genere? Va bene il testo ma non c’è nessuna prerogativa artistica della nostra e soprattutto che possibilità radiofonica ci trova nel brano Nina? Vorrei tanto chiederglielo.
Cinque =

Renzo Rubino – Custodire

Un inciso con melodia senza tempo, molto 60’s, riesce ad arrivare nonostante Renzo non la canti stasera benissimo. E’ la canzone che c’è.
Sette

Enzo Avitabile & Peppe Servillo – Il coraggio di ogni giorno

E’pura magia la musica di questo pezzo, pieno di riferimenti ma di quelli belli. L’atmosfera arriva tutta e l’accoppiata funziona.
Sette ½

Le Vibrazioni – Così sbagliato

Un po’ loro storicamente, un po’ U2, ma sempre sul pezzo, con questo brano funzionale ed incisivo. Sarcina poi canta ancora benissimo, con tutte le sue personali inflessioni ed esplosioni improvvise.
Sette +


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  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.