L’EMERGENTE del mese, ecco a voi Maverick: intervista al giovane rapper di “Je suis Charlie”

maverick

All Music Italia inaugura oggi un nuovo spazio dedicato alla musica emergente. Una nuova tappa nel percorso dettato dalla nostra missione di dare sempre maggiore spazio agli artisti che si affacciano sul mercato discografico con il loro bagaglio di talento e contenuti. A partire da oggi ogni mese selezioneremo una realtà tra quelle che quotidianamente vi presentiamo dalle nostre colonne, per realizzare un’intervista che vuole essere un ulteriore approfondimento per entrare in contatto con le mille sfumature e i tantissimi progetti che la scena musicale emergente del nostro paese sa offrirci, spesso privata della giusta attenzione data la vastità delle proposte e la limitata disponibilità di spazi.


La prima intervista di questa nuova sezione è stata realizzata a Maverick, che abbiamo ospitato tra le nostre nuove proposte a gennaio (leggi QUI), parlando del suo pezzo Je suis Charlie, scritto sull’onda emotiva dei terribili attentati terroristici di Parigi che hanno scosso il mondo intero. Un brano che è diventato un inno alla libertà di pensiero lanciato sul web con un appeal capace di catalizzare l’attenzione di moltissimi media e di un pubblico non solamente italiano sul talento emergente di Maverick, giovane rapper bresciano di nascita ma milanese d’adozione che oggi conosciamo meglio in questa intervista nella quale ci racconta di sè e del suo mondo artistico.

Maverick, partiamo dalle presentazioni. Racconta ai nostri lettori chi sei

Innanzitutto vi voglio ringraziare per questo nuovo spazio che avete creato per dare voce agli artisti Italiani emergenti, trovo che sia un idea davvero fantastica, soprattutto in questi tempi in cui la discografia preferisce prodotti già testati e solidi. Io sono un ragazzo di ventidue anni e come moltissimi miei coetanei sono nato con la passione per la musica. Sono nato a Brescia, ma in realtà non ci ho mai vissuto (ho fatto diciassette traslochi ) e mi considero adottato da Milano. La passione per il rap è nata quando ero ancora un bambino e per la prima volta sentii The Marshall Mather Lp di Eminem, da quel momento il rap è stato un chiodo fisso e se mi chiedevano cosa volessi fare da grande io rispondevo “voglio fare il rapper”. Ho iniziato a scrivere i primi testi a sedici anni mettendomi alla prova su basi strumentali americane e francesi, autoproducendo i miei lavori (come il mixtape 94×100 e il primo disco Problemi di fegato). Mi sono iscritto all’Università per strutturare meglio la mia preparazione e il mio lavoro, oggi mi divido tra la produzione del mio album e lo studio della comunicazione.

Ti abbiamo ospitato nel nostro spazio Nuove Proposte in seguito all’uscita di Je suis Charlie, un pezzo che ha attirato molta attenzione per la tematica trattata. Mi racconti quando e come è nato questo brano?

Je Suis Charlie è un pezzo che è nato d’istinto nel momento in cui ho sentito la notizia. Io sfogo spesso i miei sentimenti con la musica e la scrittura, per me hanno un effetto catartico oltre che creativo.  Appena ho finito di scriverlo sono corso in studio per creare la strumentale, registrare il pezzo e realizzare il video. Volevo fare qualcosa di concreto e penso di esserci riuscito.

JE SUIS CHARLIE – VIDEO – MAVERICK

Non temi che scrivere di fatti di grande richiamo mediatico come questo possa sembrare ad alcuni una scelta “furba” per attirare l’attenzione del pubblico?

Credo che sinceramente ognuno possa interpretare la cosa come meglio crede. L’arte in generale per me è essenzialmente una trasposizione di idee, fatti e emozioni che puntano a smuovere le coscienze di chi osserva o ascolta. Non credo che sia da furbi parlare di certi temi, credo che ci voglia coraggio, proprio perché il rischio in fondo è quello. Penso che sia molto più da furbi scrivere testi autocelebrativi, divertenti o populisti nei quali facilmente il pubblico si rispecchia e che difficilmente causeranno accuse, o domande scomode.

In questo momento hai in mente un altro tema caldo del quale ti piacerebbe scrivere o del quale stai scrivendo?

Sì certo, anche perché sto preparando il mio disco e nel frattempo sto anche lavorando a un piccolo mixtape di cui ho già il titolo: Stargate. In particolare sto facendo una seconda collaborazione con Davide Melis dal titolo Secondo me nella quale punto il dito contro la convinzione dell’uomo occidentale di essere in un certo qual modo migliore degli altri, anche se nella realtà la nostra società è piena di paradossi. Ma questo non significa che tutta la mia musica si focalizzi solo su determinati temi, amo comunque spaziare molto.

Je suis Charlie è accompagnato nel video dal testo sottotitolato in francese. Come è nato questo inserto “extra”?

E’ stata una piacevole sorpresa anche per me! Avevo già tradotto un altro brano La terra della pace che avevo fatto in collaborazione con Davide Melis e che avevo tradotto in quattro lingue tra cui l’arabo e il francese, ma per Je Suis Charlie non avevo avuto il tempo, sta di fatto che un ragazzo francese mi ha contattato su Facebook dicendomi che l’avevo colpito e chiedendomi se poteva tradurre il testo. Per me è stata una grande emozione oltre che una bellissima soddisfazione.

LA TERRA DELLA PACE – VIDEO – MAVERICK feat. DAVIDE MELIS

La tua opinione sull’attuale scena hip hop italiana? Quali sono i tuoi artisti di riferimento; esiste un nome con il quale ti piacerebbe realizzare un featuring?

Credo che oggi la scena italiana sia in un momento di affermazione soprattutto per quanto riguarda il pubblico mainstream. Il rap si sta affermando e si sta aprendo anche agli altri generi e trovo che questo sia fantastico. Se proprio devo fare una critica è soprattutto rivolta alla “new school” del rap che sembra quasi statica su certe tematiche, come l’autocelebrazione, droga e alcol, o la brama della ricchezza, tutti temi presi di peso dalla scena americana dove però hanno molto più senso di esistere. Serve osare di più per sdoganare certi stereotipi e coinvolgere anche un pubblico più maturo, anche se certi artisti come Ghemon o Mecna già lo fanno. Il mio sogno è quello di collaborare un giorno con Fibra, ma anche Marracash e J-Ax sono dei mostri sacri, nonché artisti a cui ho sempre guardato con ammirazione per quello che sono riusciti a fare.

Quali sono i tuoi progetti in corso?

In questo momento come ho accennato prima sto completando un piccolo mixtape che ho intitolato Stargate perché mi piace pensare che la musica possa essere una porta di collegamento tra persone distanti, un po’ come nel celebre film lo Stargate collega mondi molto distanti tra loro. Nel frattempo sto lavorando al mio album al QG Studio insieme a Massimo Zoara, che ringrazio molto per la pazienza e per tutti i consigli che mi ha dato e che mi continua a dare.

Dove possiamo ascoltare la tua musica?

La mia musica potete ascoltarla su Youtube alla pagina TheMaverickOfficial (QUI), dove sono presenti i link per scaricare i miei lavori, su SoundCloud cercando Maverick oppure sulla mia pagina Facebook  (QUI).

Nel fare il più sentito in bocca al lupo a Maverick, per una nascente carriera che crediamo possa divenire ricca di soddisfazioni vi lasciamo ad un videosaluto di Maverick dedicato ai lettori di All Music Italia

MAVERICK – VIDEOSALUTO a ALL MUSIC ITALIA

  Classe 1983, piemontese, su AllMusicItalia per fondere finalmente passione ed esperienze maturate nella musica e nella scrittura, con l’obbiettivo di creare un racconto che possa portare un punto di vista originale su quanto presente nel panorama musicale del nostro paese. Il tutto armato di curiosità, in particolar modo nei confronti dei mille sorprendenti volti offerti dalla musica emergente italiana.
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