INTERVISTA ai SANTA MARGARET: il racconto della giovane band di “Hippies 2.0” su All Music Italia

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All Music Italia vi presenta un’intervista con i Santa Margaret, gruppo rivelazione della scorsa estate, trionfatore al Coca Cola Summer Festival, con il brano Riderò, scelto tra l’altro per entrare a far parte della colonna sonora del nuovo film di Aldo, Giovanni & Giacomo (maggiori info QUI). In quest’intervista scoprirete l racconto del proprio stile da “Hippies 2.0”, scoperto attraverso un colloquio con la splendida front woman della band Angelica Schiatti e da Stefano Verderi, ex chitarra de Le Vibrazioni, i fondatori del collettivo che svelano la natura delle proprie scelte, la lunghissima preparazione in sala prove per il disco d’esordio,  l’importanza del live nel loro percorso e la voglia di far conoscere il proprio nome e la propria realtà musicale a quanta più gente possibile, un’occasione che potrebbe anche arrivare in occasione del prossimo Festival di Sanremo con l’uscita della seconda parte del progetto prevista per i primi mesi del 2015.

Scopriamo insieme una band che si affaccia sulla scena fondendo il gusto e la filosofia di vita legata ai mitici anni ’70,  con un modo di fare musica estremamente moderno. Un gusto che si riflette nella scelta di lanciare il loro primo EP Il suono analogico cova la sua vendetta Vol 1 in una doppia versione. Da una parte l’hi tech dettato dal free download digitale, dall’altro la ricerca di suoni curati legati alla registrazione e alla commercializzazione del disco su vinile, che secondo la band è simbolo dell’unica possibilità di vivere la musica attraverso un bell’oggetto.

Benvenuti su All Music Italia, il vostro disco d’esordio è un EP realizzato su vinile, con un processo di registrazione anomalo per gli standard attuali, senza l’artificioso ma comodissimo utilizzo delle tecniche digitali, ci sono stati problemi legati a questa scelta? 

Angelica: in realtà non è stata una scelta così difficile da realizzare perché in molti studi di registrazione ci sono ancora i macchinari necessari, quindi a livello logistico è stato semplice, la scelta in origine è partita da da Stefano ed è stata una scelta di coerenza nei confronti della nostra visione sia a livello di suono che di filosofia di vita, in realtà tutti e cinque siamo grandissimi estimatori del vinile, ci piace proprio, e dobbiamo ringraziare Carosello (Records, la loro casa discografica ndr) per aver supportato questa nostra scelta, che comporta costi diversi e un lavoro molto elevato anche a livello di produzione, che ha seguito direttamente Stefano.

Stefano: abbiamo potuto scegliere e abbiamo preso questa strada che porta alcuni vantaggi come la ricerca di un calore maggiore, una miglior valorizzazione delle basse… una serie di questioni tecniche che magari non arrivano a tutti… rispetto alla registrazione digitale devi arrivare in studio molto più preparato, con le idee chiare per evitare di buttar via nastro, quindi il lavoro vero è stato fatto a monte, tanta sala prove proprio per arrivare lì e dire “ok registriamo, buona la prima”… perché la possibilità di rimediare eventuali errori è molto ridotta, e porterebbe un aumento dei costi notevole.

Quindi vi siete sottoposti ad un lungo lavoro di sala prove, immagino anche faticoso, nessuna tensione in questo periodo?

Angelica: stare in sala prove è molto bello, nessuna tensione, poi in questo caso…vai a fare il tuo primo disco, con una formazione nuova, c’è sempre stata una bellissima energia, nonostante provassimo a Rozzano in una sala prove orribile e senza bagno…

Stefano: un lavoro duro che però è tutto tempo risparmiato per la preparazione del tour, un grande vantaggio per noi. Ad oggi molti emergenti vengono coccolati dai produttori quando si lavora al disco, ma poi affrontano enormi problemi per riuscire a portare dal vivo quello che è stato messo su disco, noi abbiamo fatto i due passaggi insieme e ad oggi siamo pronti ad andare in tour e a suonare il disco senza problemi.

Un ritiro musicale che immagino sia servito anche ad amalgamare un gruppo tutto sommato nuovo…

Angelica: assolutamente si, altro lato positivo delle tante ore di prove è stato capire che ogni volta che ripeti un pezzo trovi sempre qualcosa di nuovo e interessante che arricchisce il pezzo.

Il vinile è solo la prima di una serie di scelte in controtendenza, che sembrano appartenere alla indole dei Santa Margaret, ad esempio sul lato B del vinile c’è una traccia strumentale di 20 minuti che non rientrerebbe nei canoni attuali radiofonici o di un emergente che cerca di ammiccare all’attuale modo di ascoltare la musica…

Stefano: questa traccia è nata proprio dall’esigenza di avere un B-side, materiale per riempire uno spazio vuoto, in una sola giornata di studio, dato che avevamo quasi ultimato il budget, ci siamo messi a risuonare 2 brani riarrangiati con lo spirito che portiamo nel live, a volte basta allungare un assolo o un po’ di improvvisazione, ma dal vivo devi sempre dare qualcosa in più.

Angelica: non mi sembra che tutto sia così in controtendenza, perché comunque il mercato dei vinili sta crescendo tanto negli ultimi anni, con il declino del CD, che è stato l’inizio dello sfacelo delle idee e che io ritengo un brutto oggetto,  la mia idea è che si tornerà sempre più al vinile, pur mantenendo molto ascolto digitale, che resta  l’unica possibilità di possedere un bell’oggetto con il quale ascoltare musica.

Stefano: è vero che a livello di numeri se ne vendono ancora pochi, comunque il CD sta crollando del 70% ogni anno, mentre il mercato del vinile aumenta del 5-6%, con un incremento continuo ogni anno.

Angelica: come vedi siamo anche degli economisti (ride ndr)….

Angelica, ben prima di lavorare a questo disco  hai dichiarato di andare una volta a settimana nei negozi di dischi e di sbavare davanti ai vinili, che effetto ti ha fatto avere in mano per la prima volta il vostro?

Angelica: ho sbavato un casino…(ride ndr)…è stato bellissimo nel senso che veramente penso di essere un po’ feticista in questo perché io credo davvero che il vinile sia un oggetto stupendo.

La dimensione live è un aspetto sul quale puntate moltissimo, anche perché francamente con un disco pubblicato in vinile e un progetto in free download, difficilmente arriverete alla vetta delle classifiche generaliste…

Angelica: esatto, ad oggi il live è la cosa più importante in assoluto, il disco è diventato un biglietto da visita per poter fare i live, ora per noi è la cosa più importante di tutto, poi speriamo di arrivare al punto in cui ci sarà attesa sui nostri dischi e molta gente disposta ad acquistarli, ad oggi ci interessa far arrivare a più gente possibile la nostra musica tramite il free-download e la nostra natura profonda  attraverso la scelta di uscire con il vinile, puntando a creare un pubblico reale tramite i nostri live.

Da quanto tempo collaborate?

Stefano: mah…ormai sono quasi 3 anni

Come nascono i brani dei Santa Margaret?

Stefano: partiamo io e Angelica, solitamente arriviamo ad uno scheletro di canzone con chitarra e voce , fino a portarlo in sala prove coi ragazzi e il grosso lavoro di rifinitura e di arrangiamento.

Inizialmente il gruppo si chiamava solo Margaret, che dovrebbe essere il tuo soprannome Angelica, giusto?

Angelica: si, più o meno (ride ndr)…

Volevo capire quando e perché sei stata santificata…

Angelica: mi hanno fatto “Santa” dopo 3 mesi chiusa nella sala prove senza bagno di Rozzano, inoltre ci  sono state anche altre pre-produzioni dove eravamo in cinque in una stanza con un solo bagno per cui ti lascio immaginare, io unica donna….inoltre guido sempre io il furgone al rientro dalle date vicine, non mancano i motivi per cui potrei essere “Santa” (ride ndr)…no dai adesso ti risponde serio Stefano sul nome…

Stefano: Santa Margaret è un nome che ci piaceva perché pronunciabile in tutte le lingue, cercavamo una connotazione italiana ma che potesse funzionare anche in ambito internazionale, un nome di origine anglosassone, che si legge allo stesso modo in italiano, inglese e spagnolo,…Santa Margaret potrebbe essere una località che sta in Italia, piuttosto che in Messico o in California….

Stefano, tu arrivi da Le Vibrazioni, gruppo di grande successo legato ad un progetto ufficialmente in pausa, con la “garanzia” che sarebbe stato uno stop temporaneo. Ora  sei impegnato con il progetto Santa Margaret, sono cambiate le tue intenzioni?

Stefano: (ride ndr) mah…mi sembra che prima sia partito il progetto di Sarcina solista, comunque con Le Vibrazioni ci sono buoni rapporti dal punto di vista umano, non abbiamo litigato, si è conclusa una fase e siamo tutti consapevoli che la vita può riservare qualsiasi cosa, ognuno si sta dedicando alle proprie cose, non come ripiego, non abbiamo mai pensato a logiche legate ad una reunion studiata a tavolino, ad oggi non ci pensiamoper nulla.

Angelica: …tomorrow never knows, dicevano i Beatles….

Tu Angelica, prima di dare vita ai Santa Margaret stavi iniziando un percorso da cantautrice solista emergente, con il quale stavi iniziando ad ottenere i primi riscontri importanti….

Angelica: ho fatto  il percorso contrario, da solista a gruppo…(ride ndr), in realtà io ho cominciato pochi anni fa, chitarra e voce, quasi da subito ho conosciuto Stefano che già nei miei pochi brani solisti era presente con la sua produzione, poi è arrivata Area Sanremo dove insieme abbiamo conosciuto Carosello Records, arrivando alla chiusura di un cerchio.

Per Stefano dev’essere una situazione rodata ma per te  la dimensione del gruppo è una novità assoluta, come ti ci trovi?

Angelica: è una figata, divertentissimo, i ragazzi sono tutti scafati rispetto a me, più grandi e tranquilli, io sono la disturbatrice, quella che vuole sempre fare tardi,  loro a volte mi stanno dietro, altre mi mandano a quel paese!

Il gusto vintage dei santa Margaret si sposa anche con la vostra filosofia di vita che si evince anche nello stile, nell’abbigliamento, un’attitudine che credo vi appartenga da ben prima di questo progetto, giusto?

Angelica: si da molto prima, mi ha fatto troppo ridere una definizione di un ragazzo che ci disse:” …ma voi siete degli hippie 2.0”, ad esempio abbiamo un furgone Volkswagen  – ma il nuovo modello; in molti vedono in noi quella mentalità abbinata ad elementi di modernità, non è nostalgica come cosa, anche musicalmente gli anni d’oro sono stati gli anni ’70 per il suono analogico, ma non è detto che ora non si possa unire il meglio dell’innovazione digitale all’eccellenza dell’analogico, siamo nell’epoca migliore per produrre musica…

Stefano: condivido, ai tempi del vinile la tecnologia era scarsa, ora anche per questo tipo di supporto la stampa è tecnologicamente avanzata, c’è maggiore cura e si possono veramente creare suoni mai sentiti prima.

Tra l’altro in alcune dichiarazioni avete dimostrato interesse a portare la vostra musica anche su musicassetta, è un progetto concreto?

Stefano: è molto più difficile perché la tecnologia per poterlo fare non esiste quasi più….

Angelica: si andrebbe incontro a costi esagerati, resta comunque una cosa che vogliamo fare e che faremo, non sappiamo ancora quando ma arriverà.

Quest’estate avete partecipato al Coca Cola Summer Festival 2014 (in onda in prima serata su Canale 5 e in diretta su RTL 102.5), trionfando con il brano “Riderò”, Stefano non è nuovo a questi palchi, per te Angelica invece si è trattato di nuova dimensione, la piazza, la Tv, la Radio, che effetto ti ha fatto?

Stefano: per me è stato come ripartire da zero,  stavo portando un progetto nuovo e anche a livello emotivo l’impatto è sempre molto alto, non ci si abitua, per me è stato come un debutto, ma ora lascio parlare la debuttante vera…

Angelica: in realtà il “Coca Cola” è stato meno traumatico del previsto, ci sono state altre occasioni live con molto pubblico,che era lì per altri, abbiamo aperto un concerto dei Deep Purple e quella è stata la palestra vera, un pubblico molto settoriale, rock, fortemente critico,…

Proprio le aperture dei concerti di grandi artisti, davanti ad un pubblico molto affezionato, hanno spesso “traumatizzato” diversi emergenti, a voi come è andata?

Angelica: è andata liscia, in realtà da lì tutto è stato in discesa nel senso che noi ci aspettavamo anche insulti e accoglienza fredda, invece è stato bellissimo. Al “Coca Cola” nonostante il pubblico non fosse lì per noi, erano ragazzi predisposti alle novità e al divertimento, la prima sera non ci conosceva nessuno, ma già dalla seconda esibizione c’era gente che cantava con noi.

La vittoria al Coca Cola Summer Festival è stata decretata dal voto dei big che partecipavano, c’è stato qualche attestato di stima che vi ha particolarmente colpiti?

Angelica: ce ne sono state molte, Renga è stato molto carino, così come Nek e Fiorella Mannoia, tutte persone molto belle che Stefano conosceva già ma io no; siamo stati molto bene accolti.

In quell’occasione chi avete particolarmente apprezzato tra i vostri giovani concorrenti?

Stefano: in realtà non c’è molta occasione di socializzare e di ascoltare gli altri, si era suddivisi a puntate, in generale questi eventi sono manifestazioni abbastanza caotiche: sali, canti e te ne vai.

Angelica: l’unico con cui abbiamo avuto modo di legare è stato Marco Sbarbati, con lui è rimasto un legame, l’ho sentito proprio ieri.

Ipotizzando una collaborazione con artisti italiani con chi vi vedreste bene?

Stefano: c’è una scena musicale che a me piace molto, vicina al nostro genere, che parte dai Sacri Cuori, gruppo strumentale di nicchia apprezzato all’estero ma che in Italia viene considerato poco. Altri nomi sono Vinicio Capossela o Il Pan del Diavolo, oltre a tutta una scena siciliana molto bella. in realtà più che una sola collaborazione a noi piacerebbe fare un festival con tutti questi artisti.

Anche in questo invece che sparare un nome che vi farebbe fare strage nell’airplay radiofonico vi dimostrate controtendenza a conferma dei vostri ideali….

Stefano: beh, si, poi se proprio devo io ti sparerei il nome internazionale…

Angelica: se dobbiamo sparare alto lo facciamo ….ti direi i Black Keys.

Un gusto musicale che nel tuo caso, Angelica, è insolito trovare in una ragazza nata nel 1989, da dove arriva?

Angelica: in realtà in casa mia non sia ascoltava musica, a 12 anni ho scoperto i Beatles e da lì le radici della loro musica, il blues aggiungendo poi tutto quello che è venuto dopo, Pink Floyd, Led Zeppelin,… in realtà ero talmente ignorante che la prima cosa che mi ha colpito ha saputo conquistarmi del tutto.

Questo EP avrà un seguito, annunciato per marzo, periodo che si sposerebbe bene con una vostra partecipazione al Festival di Sanremo 2015, che ne pensate?

Stefano: penso che Carosello si stia occupando di questo, noi non ne vogliamo sapere niente (ride ndr)..

Sarebbe sicuramente l’occasione per farvi ascoltare da un grandissimo pubblico…

Stefano: ad oggi il nome dei Santa Margaret deve iniziare a farsi conoscere, e comunque Sanremo è Sanremo…

Angelica: Non è una cosa che rincorriamo, ci piace l’idea ma sappiamo che non dipende da noi; l’importante sarebbe andarci con qualcosa che ci rappresenta in pieno. Ho sempre avuto un timore reverenziale nei confronti di Sanremo, ci devi andare se sei pronto, ma davvero pronto, altrimenti rischi di non uscirne vivo…

Tra l’altro Stefano, con Le Vibrazioni ha già avuto modo di conoscere quel palco, giusto?

Angelica: Si, 2 volte…

Stefano: Eh si, stiamo parlando del 2005, poi ci ero tornato come ospite dei Velvet nel 2007.

E li hai potuto toccare con mano il potenziale dell’evento…

Stefano: Si, Sanremo è la fiera della musica italiana, come saprai c’è tutto un mondo che gira fuori dal Teatro Ariston che è anche molto divertente, la stampa, le radio, ogni angolo di strada è dedicato alla musica e tutto il mondo musicale italiano in quei 5 giorni è lì, una fiera vera e propria.

Angelica: Io ci dovessi andare, mi giocherei immediatamente al casinò i primi 4 euro e 29 arrivati dalla SIAE…(ride ndr)

Voi siete arrivati a farvi conoscere dal pubblico e dalla discografia dopo una gavetta solida e molti live, adesso secondo voi ci sono ancora gli spazi per poter emergere nella musica senza passare dai talent?

Angelica: Secondo me  è una questione di cultura, in Italia sembra che ormai si voglia tutto, subito e in maniera comoda: il talent è questo, un percorso che se abbinato ad una solida gavetta ti può anche lanciare, penso a Noemi, ma allo stesso tempo ti può affondare, soprattutto se vai li pensando di passare dalla cantata sotto la doccia al concerto a San Siro,….

Stefano: purtroppo il talent è il centro della musica emergente, ci sono ragazzi che investono tempo ed energie solo per le selezioni di questi programmi, si ripresentano tutti gli anni, magari hanno del talento vero ma così sprecano le energie che andrebbero investite su se stessi,  fa dispiacere vedere così tanta gente che viene spesso delusa da un gioco televisivo.

Angelica: gli spazi poi restano, o meglio se non ci sono uno prova a crearseli, sono diminuiti perché l’attenzione è su altro, in televisione la musica oggi è a  XFactor, un tempo c’erano Top of the Pops e molte altre trasmissioni musicali, ora solo i talent.

E poi resta la dimensione del live per gli emergenti, anche se riuscire a strappare un contratto discografico facendosi notare ad un live, se non impossibile è  molto difficile, non trovi?

Angelica: è dura ma non è impossibile, se fossi una discografica starei molto più attenta alla scena live che ai talent, gli emergenti ormai si inventano cose molto belle pur di andare in giro a suonare, molti si ingegnano per compensare la mancanza di spazi e così si trovano dei tour molto originali e studiati, una bellissima forma d’arte.

Vi ringrazio per la disponibilità e a nome di tutti noi di All Music Italia vi auguro ogni bene per il futuro del vostro interessante percorso,….

Angelica: grazie a voi per lo spazio e per la chiacchierata, è stato un piacere!

In attesa di novità dal mondo Santa Margaret, che a breve lanceranno il video del nuovo singolo La Strada, vi ricordiamo la pagina ufficiale del gruppo (QUI)  e la sezione del loro sito ufficiale dove trovate tutte le info per acquistare il disco in vinile o per effettuarne il download (QUI).

  Classe 1983, piemontese, su AllMusicItalia per fondere finalmente passione ed esperienze maturate nella musica e nella scrittura, con l’obbiettivo di creare un racconto che possa portare un punto di vista originale su quanto presente nel panorama musicale del nostro paese. Il tutto armato di curiosità, in particolar modo nei confronti dei mille sorprendenti volti offerti dalla musica emergente italiana.
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