EX-OTAGO (G di Genova)

Genova_Ex-Otago

Con la luce della luna /
si può fare molta strada

G, H e I.
Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia e Isernia (H di Hotel, mica per nulla).
Ci fermiamo subito a Genova con gli Ex-Otago, il perché lo si scopre ascoltando anche solo un loro pezzo.

Si dice che Otago sia il nome di una squadra neozelandese di rugby che molto spesso vince il campionato contro ogni pronostico (o perlomeno vinceva ai tempi della formazione, nel 2002). Ex perché si sono, in dieci minuti, sciolti e riformati e probabilmente sembrava giusto ricordarsene.
Nascono come trio acustico, pubblicano un album con un’etichetta romana (The Chestnuts Time, 2002) e poi si ampliano, si spostano verso il Friuli e pubblicano Tanti Saluti (2007). In tutto questo rimangono come sono, genuini e senza far apparire pretese di successo, mentre portano tutta la loro spontaneità in giro per i palchi.

Nel frattempo si staccano da tutte le etichette possibili, dando vita al movimento “Anche io produco gli Ex-Otago” che spinge numerosissimi fan ad accaparrarsi pacchetti speciali in cambio di un piccolo contributo alla produzione dell’album successivo (Mezze Stagioni, 2011). E tutto questo molto prima di Musicraiser, molto prima che diventasse al contempo una moda e un modo per puntare il faro sulla propria capacità di esseri sociali, perché loro sociali e anticipatori dei tempi lo sono sempre stati.

Intanto cavalcano l’onda di un successo anomalo, acclamatissimi dai fan più stretti e snobbati da una forte fetta di pubblico che spesso non li conosce nemmeno. Scelgono di rimanere al di fuori di una cultura mainstream che non gli appartiene, sebbene sia (come già detto) ben difficile ignorarli dopo aver sentito qualche loro pezzo. Perdono Alberto “Pernazza” Argentesi, (purtroppo) meglio noto per il ruolo di coniglio rapper al Chiambretti Night, ma continuano a lavorare una strada fatta di suoni ben poco battuti nella penisola.

In Capo al Mondo esce nel 2014, sempre rigorosamente autoprodotto con l’aiuto dei fan (e di Musicraiser questa volta), e segna la svolta definitiva: si spostano verso ritmi e strumenti esotici, alieni alla caratteristica musica indipendente, ricreando un immaginario che rarissimamente viene cantato in italiano.
Recentissimamente hanno inciso un EP con Paletti, altro musicista italiano, con il quale continuano la loro personale esplorazione di un universo che si forma nella loro mente e ci traspare dai loro pezzi.

Col tempo la cerchia dei fan si è allargata, loro si conquistano tutto senza vendersi mai, senza che nulla gli sia dovuto. Sono una realtà che in Italia fa ancora musica indipendente, nel senso più genuino del temine, che sperimenta e vaglia orizzonti che potrebbero estraniarne una parte di pubblico senza preoccuparsi di farlo, giusto per spingere la musica fin dove può arrivare.

Album consigliato: In Capo al Mondo (l’ultimo in termini di tempo, un nuovo salto nell’immaginario del gruppo, da ascoltare pensando d’essere altrove)
Pezzo consigliato: Costa Rica (tutto il mondo in un pezzo solo, per godersi la libertà di girare il mondo rimanendo vincolati a casa e ricordarsi del coniglio MC)

COSTA RICA – OFFICIAL VIDEOCLIP

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  Ingegnere, control freak, appassionato di musica indipendente italiana e molte altre cose brutte. Cose belle ce ne sarebbero, ma non le ricordo mai. Una notte, troppo tempo fa, qualcuno mi ha fatto scoprire la musica nella sua vera natura, in un club non esageratamente affollato di una città affollatissima. Pochi mesi dopo le ripercussioni di quella notte si sono fatte sentire e ho cominciato a scriverne: non credo riuscirei a smettere tanto facilmente, nemmeno se lo volessi. Atterro qui per caso, come sempre, grazie ad un amico con in tasca una proposta molto più che allettante (sulla quale ho riflettuto un po’ perché, come già detto, ho un problema).
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