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Rose Villain, Click boom!: il significato del brano

Ventitreesima al Festival e triplo disco di platino: ha venduto quanto la canzone che ha vinto quell'edizione.

rose villain
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Rose Villain, Click boom!: testo e significato del brano con cui ha debuttato in gara al Festival di Sanremo 2024, pubblicato da Warner Music Italy. È un brano sull’amore raccontato come un colpo di pistola: il titolo nasce dall’onomatopea dello sparo, e il testo tiene insieme la dipendenza da qualcuno e la paura di averlo accanto.

Al Festival è arrivata ventitreesima su trenta, ma sul mercato è andata diversamente: Click boom! ha raggiunto il triplo disco di platino, quanto la canzone che ha vinto quell’edizione. Nella serata delle cover si era esibita con Gianna Nannini, in un medley dei successi della cantautrice senese.

Il significato di Click boom! di Rose Villain

La voce narrante del brano ammette la propria lucidità perduta già nel primo verso, “Non riesco più ad essere lucida”, e si fa dare della stupida dal proprio cuore. Da lì il testo procede per inseguimenti: la strada vuota e buia, la corsa verso l’altro, la promessa che “stavolta è l’ultima”, cioè la frase che chiunque abbia avuto una relazione intermittente ha detto almeno una volta senza crederci.

La spiegazione del titolo sta in un verso solo: “Per me l’amore è come un proiettile”. L’amore non arriva, colpisce, e il suono che resta è quello del grilletto. Nel ritornello quel rumore diventa il battito cardiaco (“Senti il mio cuore fa così, boom-boom-boom”) e poi il motore con cui si corre dall’altro (“Corro da te sopra la mia vroom-vroom-vroom”): tre suoni diversi che nel testo sono la stessa cosa, cioè l’accelerazione.

La confessione più esposta è quella che rovescia un luogo comune: “E non ho mai avuto paura del buio / Ma di svegliarmi con accanto qualcuno”. Non è la solitudine a spaventare chi canta, è l’intimità quotidiana, il mattino dopo. Sulla stessa linea sta l’altro passaggio in cui l’altro è insieme il problema e il rimedio, “Perché sei la mia condanna e la cura”, e quello in cui il dolore diventa lavoro: “Sai che dentro ho un mare nero che s’illumina? / Sei capace a trasformare il male in musica”.

Analisi del testo: l’onomatopea che regge il ritornello, gli ossimori e l’iperbole finale

Il suono al posto della parola. Il ritornello è costruito su tre onomatopee in fila, “click, boom-boom-boom”, “boom-boom-boom”, “vroom-vroom-vroom”, che occupano la posizione dove di solito sta la rima. Il gancio del brano non è un verso, è un rumore ripetuto, e infatti il titolo è quel rumore.

Gli ossimori. Il testo lavora quasi sempre per coppie che si contraddicono: la condanna e la cura, il mare nero che s’illumina, il male trasformato in musica. È la stessa figura ripetuta tre volte, ed è quella che tiene insieme un brano che altrimenti sarebbe solo una canzone d’amore complicata.

Il disordine come luogo. Nel verso “Ti ho fatto entrare nel mio disordine” l’invito non è a una relazione ma a una stanza: il disordine è trattato come uno spazio fisico in cui si fa entrare qualcuno. La stessa concretezza torna nei posti in cui l’altro si ripresenta, “Nelle canzoni e in autostrada”.

L’iperbole della strofa finale. Prima dell’ultimo ritornello il registro si alza di colpo: “E giuro che se l’universo / Dovesse finire stanotte / Ti seguirei sull’Everest / Con tutte le ossa rotte”. È l’unico punto in cui il testo esce dal quotidiano e va sull’assoluto, e arriva dopo che tutto il resto è stato raccontato con strade, letti e automobili.

Credits del brano

  • ▸ Artista · Rose Villain
  • ▸ Titolo · Click boom!
  • ▸ Autori (testo) · Rose Villain, Andrea Ferrara, Davide Petrella
  • ▸ Compositori (musica) · Andrea Ferrara, Davide Petrella, Rosa Luini
  • ▸ Editori · Dati in aggiornamento

Testo di Click boom! di Rose Villain

Non riesco più ad essere lucida
Il cuore parla e dice, “Stupida”
E ti rincorro per la strada
Anche se è vuota e buia
Se non m’importa di te
Non m’importa di me
Piove sopra una lacrima
Perché ho bisogno di te
Giuro stavolta è l’ultima

Ti ho fatto entrare nel mio disordine
Senza di te non ho niente da perdere
E non ho mai avuto paura del buio
Ma di svegliarmi con accanto qualcuno
Per me l’amore è come un proiettile
Ricordo ancora il suono, “click, boom-boom-boom”
Senti il mio cuore fa così, “boom-boom-boom”
Corro da te sopra la mia “vroom-vroom-vroom”
Prendi la mira baby, “click, boom-boom-boom”, “boom-boom-boom”

Sai che dentro ho un mare nero che s’illumina?
Sei capace a trasformare il male in musica
E ti ritrovo ovunque vada
Nelle canzoni e in autostrada
Perché sei la mia condanna e la cura
Se non m’importa di te
Non m’importa di me
Piove sopra una lacrima
Perché ho bisogno di te
Giuro stavolta è l’ultima

Ti ho fatto entrare nel mio disordine
Senza di te non ho niente da perdere
E non ho mai avuto paura del buio
Ma di svegliarmi con accanto qualcuno
Per me l’amore è come un proiettile
Ricordo ancora il suono, “click, boom-boom-boom”
Senti il mio cuore fa così, “boom-boom-boom”
Corro da te sopra la mia “vroom-vroom-vroom”
Prendi la mira baby, “click, boom-boom-boom”, “boom-boom-boom”

E giuro che se l’universo
Dovesse finire stanotte
Ti seguirei sull’Everest
Con tutte le ossa rotte
E ti ritrovo ovunque vada
Nelle canzoni e in autostrada
Dove c’è elettricità

Ti ho fatto entrare nel mio disordine
Senza di te non ho niente da perdere
E non ho mai avuto paura del buio
Ma di svegliarmi con accanto qualcuno
Per me l’amore è come un proiettile
Ricordo ancora il suono, “click, boom-boom-boom”
Senti il mio cuore fa così, “boom-boom-boom”
Corro da te sopra la mia “vroom-vroom-vroom”
Prendi la mira baby, “click, boom-boom-boom”, “boom-boom-boom”

Testo riportato per finalità di critica, analisi e discussione ai sensi dell’art. 70 L. 633/1941. I diritti d’autore restano in capo agli autori e agli editori del brano.

Classifica, premi, certificazioni e videointerviste dell’edizione nella scheda completa di Sanremo 2024, e la crescita delle certificazioni brano per brano nel nostro aggiornamento dedicato.