26 Gennaio 2026
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26 Gennaio 2026

Festival di Sanremo 2026: le pagelle ai brani dopo l’ascolto in anteprima. Ditonellapiaga e Serena Brancale svettano su tutti

La stampa italiana si è riunita, tra Milano e Roma, per ascoltare i brani in gara.

Le pagelle di All Music Italia ai brani in gara al festival di Sanremo 2026
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Leo Gassmann – NATURALE

Ballad che inizia con la voce roca di Leo Gassmann e che continua così per tutta la durata del brano. Sfumature jazz per un brano che racconta un amore finito, messo giù con frasi abbastanza banali.

Non una di quelle che potremmo definire ‘memorabile’. Diciamo che si lascia ascoltare in mezzo a una playlist qualsiasi di canzoni italiane a primo ascolto e impatto ma nulla di incredibile.

FRASE: “Ci siamo trovati, lasciati e poi ritrovati con altri, riempiti di baci che mi sembravano schiaffi”

★★★★★
5


Levante – SEI TU

Per come l’aveva presentata, questa sembrava una ballad memorabile e d’altri tempi. Siamo davanti a una power ballad in questo caso e, anche in questo caso, si parla di amore tra due persone. Non è chiaro se l’amore sia per un adulto, per un figlio o una figlia, un amore che si traduce in forte amicizia.

E’ il racconto di questo amore che rende forti, che arricchisce. Musicalmente parlando c’è un acuto alla fine con cui Levante strapperà senza dubbio gli applausi del pubblico e che permette di capire quanto, tecnicamente, sia validissima.

FRASE: “Ah se potessi vestire la mia pelle, vibrare del mio suono, sapresti perché non ho mai trovato il modo per spiegare cos’è l’amore”

★★★★★★
6


Luchè – LABIRINTO

La canzone è in italiano, non in napoletano come qualcuno aveva detto sui social.

Per quel che riguarda testo e musica, immaginate una classica base rap dove Luchè prova a cantarci sopra, nel ritornello, mentre le strofe sono raccontate e il tema è quello che ci si poteva aspettare: le difficoltà dell’essere cresciuto in un luogo difficile e, nonostante questo, essere riuscito a trovare la via d’uscita dal buio per andare verso la luce. Il problema è che appare molto pieno di sé.

Una quantità di autotune difficilmente calcolabile, Luchè sembra senza voce ma probabilmente è un effetto voluto per sottolineare la rabbia e la stanchezza di un viaggio di vita molto complicato da gestire. Un effetto che, però, risulta disturbante e non adatto a quel palco.

Quello che risalta più di tutto è un essere eccessivamente pieni di sé e sottolineare la propria forza di fronte droga, brutte strade, odio, botte varie. Questa canzone è, a tutti gli effetti, una prova di forza. Tutto troppo o tutto troppo poco, manca un senso di equilibrio che sarebbe stato necessario.

FRASE: “Non conta l’ego, contano i concetti. Nessuno l’ha capito. Competiamo con noi stessi”

★★★★
4


Malika Ayane – ANIMALI NOTTURNI

Ritmo funky anni 70 che inizia con un ululato (davvero) che subito cattura, molto coinvolgente con anche un ritornello di grande impatto.

L’ululato diventa un tratto distintivo anche durante l’inizio delle altre strofe, un sample ben calibrato che non diventa cringe o fuoriluogo.

Merk and Kremont hanno lavorato bene sui suoni e sulla produzione, andrà benissimo in radio anche grazie al significato del brano stesso che è legato alle relazioni che vivono nell’ombra.

Si parla di Farà ballare e appassionare, ottimo ritorno in gara.

FRASE: “Sai potrei svegliarmi con te ogni mattina e guardare l’alba come fosse la prima”

★★★★★★½


Mara Sattei – LE COSE CHE NON SAI DI ME

Sara Mattei torna in gara con una ballad, scritta sola e musicata dal futuro marito e dal fratello (ThaSup). E’ cresciuta, si sente e si avverte che artisticamente c’è stata una maturazione importante.

Canzone con uno sviluppo in crescita e in apertura dalla seconda strofa in poi, con il graduale inserimento di una sezione ritmica e di vari strumenti orchestrali che rendono il brano più ricco ma non confusionario.

Classica canzone sanremese, ottima scelta anche parlare di se stessa e del rapporto con il futuro marito. Questo è, una canzone d’amore ottimista.

FRASE: “Tutte le notti a dirsi le cose che non sai di me, la voce tua nei giorni tristi guarisce il mio disordine”

★★★★★★½


Maria Antonietta & Colombre – LA FELICITÀ E BASTA

I nuovi ComaCose dopo i ComaCose con un brano pop in cui parlano della forza che la condivisione dell’amore crea in due persone.

In due si possono “fare le rapine”, si può prendere in mano la felicità e farla crescere, abbassare le ansie date dal dovere rispettare delle aspettative random, si possono fare mille cose sapendo di potere contare l’uno sull’altra e viceversa.

Il brano è uno di quelli che può piacere molto. In ottica gara può tranquillamente stare a metà classifica.

FRASE: “e’ più facile se siamo insieme, mi difendo molto meglio dalle ansie paseggere”

★★★★★★
6


Michele Bravi – PRIMA O POI

Michele Bravi è triste, lo sappiamo noi e lo sa lui a tal punto da scherzarci sù molto spesso. In questo caso la tristezza assume i panni di una ballad in cui si parla di mancanza, di quella persona che anche dopo anni non smette di far parte dei nostri pensieri.

Una canzone che si arricchisce grazie al suono della sezione orchestrale a riempire e creare la giusta atmosfera a questo brano suonato in maggiore, cosa strana data la natura del sentimento.

Magari non vincerà ma la sua canzone avrà un forte impatto negli ascolti delle persone che hanno bisogno esattamente di questa cosa qui e lui è l’unico in grado di saperla dare molto bene.

FRASE: “Scorrere le foto fino all’infinito e ridere da solo, pensa tu che scemo, e in fondo ancora ci spero”

★★★★★★★
7


Nayt – PRIMA CHE

Come solito per Nayt, una canzone che va oltre la semplice lettura del testo. Qui bisogna andare oltre, bisogna leggere tra le righe di questa canzone dal ritmo cadenzato che va nel terreno del pop rap in salsa sanremese.

Anche in questo caso si riflette molto su noi stessi, sul mondo che ci circonda, sul fermarsi e pensarci bene prima di fare qualcosa. A primo impatto canzone molto strana ma nel senso buono del termine.

Bisogna darsi tempo per capirla, sembra un po’ lo stesso discorso fatto per Rkomi lo scorso anno. A primo impatto appare strana ma poi, poco a poco, arriva e si capisce.

FRASE: “Prima di farmi domande, per del giusto e sbagliato, io chi sono, chi sei te?”

★★★★★★½


Patty Pravo – OPERA

Canzone scritta da Giovanni Caccamo, ballatona che inizia con un pianoforte molto dolce e che apre nel ritornello con una batteria e una chitarra elettrica ad accompagnare una sezione d’archi che rendono il brano molto arioso, accompagnando bene la voce della sua interprete.

Patty Pravo è musa ispiratrice e lo sa, lo dice, lo canta. Una canzone che le rende tanta giustizia e che la racconta appieno.

FRASE: “Nella vanità io sono Musa, colore tagliente e poi Opera”

★★★★★★½


Raf – ORA E PER SEMPRE

Immaginate una canzone melodica italiana suonata dall’orchestra di Sanremo, una classica canzone sanremese vecchio stile dove si parla d’amore eterno e di resistenza di questo sentimento nel corso del tempo.

Una canzone bella, su questo non ci piove, ma che profuma di ‘vecchio stile’ e che, di conseguenza, può trovare appoggio e supporto in una parte di pubblico specifica ma nulla più.

Non viene voglia di ascoltarla più volte, per quanto (lo ribadiamo) non sia per nulla una brutta canzone. E’ una di quelle che ascolti, dici “ok, bene” e passi avanti in serenità.

FRASE: “E tu sei sempre la più bella, il tempo ti sta una meraviglia, e ogni segno sulla pelle parla di te”

★★★★★½


Sal Da Vinci – PER SEMPRE SI

La canzone meme di quest’anno, con il massimo rispetto.

Prendete una base classica di una qualsiasi canzone neomelodica, unitela a Rossetto e Caffè, aumentate un po’ i bpm ed ecco qui la canzone che piacerà tantissimo alle mamme e alle nonne affezionate a Gigi D’Alessio e a tutto quel mondo melodico o neomelodico con accenni di anni 80.

Si parla di matrimonio, preparatevi a sentirla come sottofondo nei programmi di Real Time. Matrimonio a Prima Vista o Il Castello delle Cerimonie sono dietro l’angolo, sarà un successone sui social e in streaming ma brutta è brutta.

FRASE: “Sì soltanto sì, per questi giorni e mille altri ancora un semplice sì, l’eternità è dentro una parola”

★★★★
4


Samurai Jay – OSSESSIONE

Diciamo che se volessimo sintetizzare la spiegazione di questa canzone, Sanremo non è per nulla il posto adatto. Attenzione, non è brutta, è solo fuori dal proprio habitat ed è fondamentalmente inutile.

Canzone estiva, classica canzone inutile estiva che finirà nel calderone delle canzoni estive quando arriverà il momento ma nulla di incredibile o entusiasmante da sottolineare.

Probabilmente è stata scelta per mettere un po’ di ritmo a un’edizione piena di ballad e di amore, sarà una di quelle con la coda più lunga, preparatevi a sentirla fino alla fine del 2026 con record su record in streaming. La domanda è solo una: ma cosa c’entra a Sanremo?

FRASE: “Andale andale, scatta un po’ di foto e poi mandale”

★★★
3


Sayf – TU MI PIACI TANTO

Uptempo inaspettata da parte di Sayf, non c’è rap come da iniziali previsioni e una riflessione sull’Italia molto forte. Un’Italia che piace a Sayf, c’è questo “tu mi piaci tanto” che ripete di continuo ma, nonostante ciò, non dimentica di sottolineare i problemi che questo Paese si porta dietro da sempre.

Il ritmo, la sezione ritmica, è molto simile a quella di Rosa Chemical e di Made in Italy ma sono due canzoni completamente diverse. Giusto per far capire il ritmo, nient’altro.

FRASE: “Tu figlio di un muratore, l’Emilia che si allaga, e la Liguria pure e intanto che si ride e che si fa l’amore le tue tasse vanno spese in un hotel a ore”

★★★★★★★
7


Serena Brancale – QUI CON ME

E’ tornata la Brancale dei vecchi tempi, quella del Blue Note, quella del jazz, quella che ha il mestiere per le mani da sempre e che è stata costretta a metterlo in un cassetto in questi anni perché l’Italia è quel Paese dove chi sa cantare e ha qualità, spesso, non viene considerato. Appena arriva Baccalà, boom e si esplode.

Magari tornerà a fare quelle robe virali, da classifica, ma c’era un grande, enorme bisogno della Brancale enorme artista da enormi canzoni.

Una canzone meravigliosa, la vittoria se la dovrebbe giocare senza ombra di dubbio ma, lo sappiamo, il pubblico italiano è molto strano nelle valutazioni quindi capiremo. La standing ovation all’Ariston arriverà senza dubbio.

FRASE: “scalerei la terra e il cielo, anche l’universo intero, per averti qui con me”

★★★★★★★★
8


Tommaso Paradiso – I ROMANTICI

Ballad dedicata alla figlia. Classica canzone alla Tommaso Paradiso, puro itpop che in radio farà molto ma molto bene. E’ una riflessione sugli errori del passato da non ripetere con la nuova generazione.

Ma attenzione perché questi errori vengono commessi ancora oggi, dunque non c’è ancora un risvolto positivo ma, nonostante tutto, l’amore vince e gli errori acquisiscono il peso giusto che devono avere all’interno di una relazione, se parliamo di errori da cui si può trarre un insegnamento.

Non una di quelle che cambia la storia ma una di quelle che a Sanremo può fare veramente bene.

FRASE: “Spero mia figlia sia uguale a sua madre, bellissima che non so come fa”

★★★★★★½


Tredici Pietro – UOMO CHE CADE

E’ il turno dell’R&B, come da previsioni, che però si trasforma in canzone classica pop nel ritornello. Si fondono molto bene rap, r&b e pop e questo rientra tutto perfettamente nelle competenze e nel sound che Tredici Pietro ha fatto ascoltare in questo periodo, specialmente nel suo ultimo album in ordine di tempo pubblicato.

Nonostante la presenza di Antonio Di Martino alla scrittura, non aspettatevi nulla di irriverente come succedeva con Colapesce, si parla di un uomo che vive la pesantezza dei sentimenti e della vita. C’è tanta fragilità e tanta voglia di risalire da momenti di calo emotivo e vitale.

Molto carina, specialmente per le radio.

FRASE: “Chiudimi la porta in faccia se rivedermi piangere un po’ ti rilassa”

★★★★★★★
7

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