31 Gennaio 2026
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31 Gennaio 2026

Sanremo 2026 duetti: scopriamo chi sono le scelte più strane (e interessanti) del venerdì delle cover

Anche quest'anno insieme a nomi noti del panorama musicale italiano, diverse sorprese.

Logo ufficiale del Festival di Sanremo 2026 Serata cover duetti
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i duetti della serata cover di sanremo 2026

Nel ricordarvi che in questo articolo trovate la lista completa dei duetti, approfondiamo i nomi che magari non tutti conoscono.

Fedez e Marco Masini con HAUSER

Nel duetto che vedrà insieme Fedez e Marco Masini su Meravigliosa creatura, c’è HAUSER.

Violoncellista croato, fondatore dei 2CELLOS, HAUSER è diventato un fenomeno globale grazie alla sua rilettura spettacolare della musica classica, mescolata con pop e rock. Il suo video di Smooth Criminal è stato uno spartiacque: da lì in poi arene sold out, tour mondiali e collaborazioni trasversali.

Il suo stile è fisico, teatrale, emotivo. Portarlo sul palco dell’Ariston non è solo una scelta musicale, ma un modo per trasformare la cover in uno show vero e proprio. Un incontro tra mondi lontani che potrebbe essere uno dei momenti più sorprendenti della serata.

Serena Brancale con Gregory Porter

il jazz che arriva a Sanremo. Serena Brancale, insieme alla rivelazione di X Factor, nonchè sua compagnia di scuderia in Isola degli Artisti, Delia, porta sul palco un nome che fuori dall’Italia è tutt’altro che “di nicchia”: Gregory Porter.

Cantante jazz statunitense, Porter è una delle voci più riconoscibili della scena internazionale. Dopo gli esordi a New York e il primo album Water, la svolta arriva con Liquid Spirit, che gli vale il Grammy Award come miglior album jazz vocale. Da lì una carriera in continua ascesa, tra Blue Note Records, collaborazioni pop (come quella con i Disclosure) e tour mondiali.

Insieme interpreteranno Bésame Mucho, un classico che nelle loro mani promette eleganza, intensità e un respiro internazionale raro per la serata cover di Sanremo.

Ditonellapiaga con Tony Pitony

Ditonellapiaga sceglie la maschera, l’ironia e il caos creativo e arriva uno dei personaggi più divisivi e chiacchierati dell’ultimo anno: TonyPitony.

Maschera da Elvis, testi volutamente provocatori, un’ironia che gioca costantemente con il cattivo gusto. TonyPitony è diventato una star del web partendo dal nulla, costruendo un progetto che è insieme musica, performance e gesto artistico.

Originario di Siracusa, lavora con un team interamente siciliano e rivendica una libertà totale: “Se facessi testi seri non sarei qui”. Il suo è un linguaggio che divide, ma proprio per questo funziona. Portarlo all’Ariston è una scelta che rompe gli schemi e che dice molto su come Sanremo stia cercando di intercettare linguaggi nuovi, anche scomodi.

Arisa con l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio di Parma

Nel duetto con Arisa compare un nome che non è una persona, ma un’istituzione con una storia lunga cinque secoli: l’Orchestra e Coro del Teatro Regio di Parma.

La loro storia inizia nel Cinquecento, attraversa l’Ottocento con Niccolò Paganini come direttore musicale e arriva fino a oggi con un’attività costante tra lirica, balletto e sinfonica. Nel tempo sono stati diretti da giganti come Riccardo Muti, Zubin Mehta e Georges Prêtre.

Portare questa realtà sul palco dell’Ariston significa inserire la tradizione colta italiana in un contesto popolare, senza snaturarla. Una scelta meno rumorosa, ma di grande peso simbolico.

J-Ax e i Ligera County Fam (???)

Dietro al nome che risulta sconosciuto a tutti ci sarà sicuramente un omaggio nascosto: i leggendari Cochi & Renato. Non a caso il brano scelto appartiene al repertorio del duo: E la vita, la vita.

Un gioco di identità, un richiamo alla comicità musicale italiana e alla Milano surreale che ha fatto scuola. Anche qui, più che la performance in sé, conta il significato dell’operazione.

Elettra Lamborghini con Las Ketchup

Non hanno bisogno di grandi presentazioni, ma meritano comunque un contesto. Le Las Ketchup, celebri per Aserejé, sono uno dei casi più clamorosi di tormentone globale dei primi anni Duemila.

Figlie del chitarrista flamenco El Tomate, arrivano da Cordova e nel 2002 conquistano il mondo con un singolo diventato immediatamente iconico. Un successo mai realmente replicato, che le ha rese una perfetta definizione di one-hit wonder.

Il loro ritorno a Sanremo, con Elettra Lamborghini, è un’operazione nostalgia consapevole, che gioca con la memoria collettiva portando una canzone che, ad eccezione degli Stati Uniti, è stato un tormentone globale.

e poi Renga e Giusy Ferreri…

Bowie, Mogol e un omaggio fuori dal tempo. Tra le scelte più raffinate c’è quella di Francesco Renga e Giusy Ferreri, che porteranno Ragazzo solo, ragazza sola, versione italiana di Space Oddity di David Bowie, con testo firmato da Mogol.

Un brano pubblicato nel 1970, tornato alla ribalta anche grazie al cinema, e oggi riletto come omaggio a dieci anni dalla scomparsa del Duca Bianco. Qui il duetto diventa dichiarazione d’amore per la musica, prima ancora che esercizio di stile.

La serata cover di Sanremo 2026 si conferma quindi come un laboratorio a cielo aperto. Non solo celebrazione, ma contaminazione. Non ci resta che aspettare di ascoltare questi duetti.

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