30 Gennaio 2026
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30 Gennaio 2026

Pagelle nuovi singoli 30 gennaio: Ditonellapiaga pronta a tutto, Ermal Meta inaugura il nuovo viaggio e due band fanno centro!

Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno

Pagelle ai Nuovi singoli italiani 30 gennaio 2026
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PAGELLE NUOVI SINGOLI 30 gennaio 2026 – I BOCCIATI DA AMI

ASTERIA – 16 ANNI

Asteria è una musicista, una producer di grande livello e può ancora fare di più nei prossimi anni, ‘rischiando’ (in senso buono) di diventare un faro per questo settore, al femminile.

Di tanto in tanto pubblica dei singoli che possono anche essere dei buoni singoli, del resto la qualità della produzione è alta, ma in questo specifico brano c’è un problema ed è l’attitudine, l’interpretazione che risulta molto simile a quella di Madame.

Purtroppo Asteria deve fare i conti con questo limite che è la troppa vicinanza del suo timbro a quello della cantautrice veneta, cosa su cui purtroppo nessuno può farci nulla, ma che può riuscire a scavalcare cercando di andare in una direzione interpretativa diversa.

Magari eliminare o ridurre il cantato trascinato, il corsivoe, potrebbe essere un elemento da tenere in forte considerazione, forse anche il più importante, perché sentire un bel brano come 16 anni e trovare immediatamente la similitudine è una cosa che non gioca a suo favore.

Andando oltre il timbro, parliamo di un brano pop dance, dunque uptempo, con tanti elementi sonori elettronici che si intervallano tra loro e che si fondono molto bene nel ritornello, creando l’atmosfera sonora giusta.

In sintesi, il brano è spaccato a metà tra la voce (il problema) e la base (la parte bella) ed è per questo che non si può promuovere a pieni voti. Gli elementi devono essere tutti idonei ma non è questo il caso.

★★★★★
5


OCCHI, CHIAMAMIFARO – ME L’HAI DETTO TU

Di canzoni così ne abbiamo sentite tantissime, hanno tutte la stessa struttura e gli stessi tipi di cambi tra strofa, bridge, ritornello e via andare.

L’indie pop di nuova generazione è rimasto troppo ancorato a degli stilemi del passato, senza apportare nessun tipo di elemento innovativo che possa far pensare a un cambio di passo interessante.

La cosa bella di questa canzone è l’amalgama tra i due protagonisti, indiscutibile che si trovino bene insieme per pasta vocale e timbrica, ma il brano di per se ha questa pecca di costruzione che può essere superata con lo studio di cose nuove e diverse, internazionali magari.

★★★★★
5


FLAVIA BUONCRISTIANI – STOP

Flavia ha fatto la canzone migliore della seconda tornata di inediti di Amici ed è fuori dal programma, questo è strano.

Detto ciò, il brano potrebbe essere sufficiente se solo ci fosse stata un’apertura maggiore, ma non solo questo. La canzone non ‘apre’ mai, resta sempre ferma allo stesso punto, vengono aggiunti solo dei piccoli elementi nella sezione ritmica e un paio di coretti nel ritornello ma nulla che vada verso la direzione che serve al brano.

Il testo è un po’ piatto, si racconta di questo pensiero fisso verso una persona che non fa più parte della vita della protagonista ma, anche qui, non c’è grinta, non c’è la giusta carica che servirebbe.

Flavia ha un timbro interessante ma questo sembra un esercizio vocale che non trasmette una reale sensazione di angoscia che, invece, dovrebbe trasparire in base al testo scritto.

Ecco, ciò che servirebbe a questa ragazza è la grinta e l’intenzione e questi elementi si acquisiscono con il tempo. Bisogna darle tempo, del resto è giovanissima e pretendere tutto e subito è sbagliato.

Il nostro lavoro, però, è quello di giudicare ciò che viene immesso nel mercato e quello che abbiamo ascoltato è una canzone che con un’apertura maggiore del suono e un po’ di grinta in più sarebbe stata una buona canzone, cosa che così non è.

★★★★★½


PICCOLO G – COSA CAUSA QUESTO CAOS

Il grande pubblico aveva dimenticato Piccolo G con Acquario, Amici 22, un pop già sentito e risentito. Oggi, però, con Cosa causa questo caos, Piccolo G sembra più consapevole e con un’idea artistica che inizia ad essere più matura per sé stesso. Ma non basta, c’è troppa confusione.

Il caos del titolo si capta appieno ma non è armonico. Troppi elementi in disequilibrio tra loro che non creano la giusta armonia. Tutto troppo.

Viaggia nel pop (la sua comfort zone), per poi toccare un bel groove funkettone (definito chiaramente dal giro di basso nelle strofe e dalla tastiera), buttandoci anche un pizzico di musica elettronica nei ritornelli, che non guasta mai. Too much, però…

Il titolo riflette, in parte, l’arrangiamento del pezzo come già detto sopra: un po’ caotico. Ascoltandolo potrebbe non apparire chiaro lo stile, dove si vuole andare sentendo questi cambi di genere repentini o, magari, proprio questi sono la chiave. Chissà. Magari c’è un’idea nella sua testa ma non viene fuori del tutto.

Non è un brano che spicca particolarmente all’interno della musica d’oggi, ma sicuramente ci sono stati dei miglioramenti e una crescita da 4 anni a questa parte.

★★★★★
5

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