30 Gennaio 2026
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30 Gennaio 2026

Pagelle nuovi singoli 30 gennaio: Ditonellapiaga pronta a tutto, Ermal Meta inaugura il nuovo viaggio e due band fanno centro!

Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno

Pagelle ai Nuovi singoli italiani 30 gennaio 2026
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NEW MUSIC FRIDAY: LE PAGELLE NUOVI SINGOLI DEL 30 gennaio 2026

I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA

FRANCAMENTE – LA CASA DEI MIEI NONNI

Una cantautrice con un livello di scrittura così alto è difficile da trovare in giro, considerando anche che la stessa si applica perfettamente alla musica, alle melodie create.

Il riferimento del titolo, la casa dei nonni, è l’aggancio che serve per parlare del proprio passato e di quel luogo che rappresenta il porto sicuro, il luogo in cui la felicità non è un miraggio bensì una certezza.

I luoghi d’infanzia sono la meta da raggiungere, non solo ricordi da tenere perduti nella memoria e nel tempo, pur essendo consapevoli che parliamo del passato e che il presente è un’altra cosa.

Un presente che fa fatica a darci gli stessi spunti, la stessa carica, la stessa forza ma che esiste e dobbiamo accettare.

Canzone indie pop fatta con gusto, buongusto.

★★★★★★★½


FUDASCA, KETAMA126, SIDE BABY, CLOSE LISTEN – INFAMI

Se esiste un re delle produzioni R&B e hip hop della west coast in Italia è, senza alcun dubbio, Fudasca e Infami è solo l’ennesima conferma.

Infami è il racconto della periferia romana, di piazzale Partigiani ma non solo. E’ il resoconto di un’adolescenza distrutta dal contesto e raccontata con metodo, con flow, con le giuste rime e con la giustissima attitude.

Di brani che raccontano il proprio vissuto, nel mondo del rap, ce ne sono a centinaia ma esistono mille variazioni sul tema interessanti e questa è una di quelle.

Gli elementi risultano tutti ben amalgamati, la prova al mic di Side Baby e Ketama è di gran fattura e si respira, dalle loro parole, tutta la sofferenza di questi luoghi e di queste famiglie a tratti (e forse non solo a tratti) disfunzionali.

La verità musicata con stile.

★★★★★★★½


GIANNI BISMARK – DICEMBRE

La chitarra è l’elemento principale e fa da collante tra la base e la voce di Gianni Bismark in questa ballatona alla romana, molto Carl Brave per certi versi come attitude, in cui si parla di amicizia e di consapevolezza di se.

Il tema non è scontato, la scrittura non è complicata ed è facilmente accessibile alla comprensione del pubblico generalista.

Gianni Bismark ha creato un album da cui sta estrapolando poco per volta singoli di varia natura, questo è solo l’ennesimo capitolo di una storia che dura da qualche mese ormai e che si arricchisce di nuovi capitoli di tanto in tanto.

★★★★★★
6


GRACE CAMBRIA – APPLAUSI

Rap US style con un flow davvero molto interessante, la prod. è eccelsa così come il testo che è una mezza denuncia verso il sistema musicale ma non solo.

C’è la verità di questa ragazza che mette sul piatto il tema del body shaming, dei (presunti) difetti fisici sottolineati dagli altri ma che non toccano l’anima e la mente di questa ragazza.

Accenni di siciliano ‘incazzato’ come elemento di forza espressiva e una grande dose di strafottenza verso chi critica, chi pretende, chi denigra.

Applausi è un inno al lasciare perdere chi rompe le scatole solo per il gusto di farlo e Grace Cambria sa esprimere benissimo il concetto.

★★★★★★★
7


LORENZO CANTARINI – MI AMOR

Il pop così soave, quasi etereo di Lorenzo Cantarini colpisce immediatamente in Mi Amor e lo fa con la sensibilità di un timbro, di una tecnica davvero di alto livello.

Per certi versi sembra di riascoltare la voce di John De Leo, fondatore ed ex voce dei Quintorigo, nella pasta vocale sulle note alte e non sono tanti nella nuova scena italiana a potere vantare voci così dritte e, quasi, persuasive nelle loro modulazioni.

Mi Amor fa vedere e ascoltare tutto questo e non soltanto, perché ci sono cambi di registro e di atmosfere continui che ti tengono incollato al brano e all’ascolto dall’inizio alla fine.

4 minuti che scorrono con garbo e gentilezza nel padiglione auricolare, questa canzone necessità un ascolto.

★★★★★★½


MONDO MARCIO – NONOSTANTE TUTTO

La canzone inno di chi si trova sull’orlo del baratro, di chi è a un passo dall’arrendersi, dal crollare e che, nonostante tutto, riesce a trovare la strada per risollevarsi da terra.

Mondo Marcio racconta questi anni di difficoltà nel riuscire a stare attivo nella scena, farsi di nuovo notare, riemergere dopo il grande boom e la caduta (quasi) nell’oblio appannaggio di altri suoi colleghi che hanno tenuto il passo con i gusti e le esigenze dei vari momenti storici.

E’ una canzone per se stesso ma anche per tutti quelli che pensano che sia finita ma che, proprio come dice Venditti, devono pensare che è proprio allora che comincia la salita.

Generazionale.

★★★★★★★½


SYRIA, INOKI – SPERANZA

Il significato di questa canzone è molto intenso, narrato nel modo giusto da Inoki nelle strofe e da Syria nel ritornello. I due cercano di lasciare un segno per chi verrà, le future generazioni che hanno bisogno di speranza nelle loro vite.

E’ una canzone che racconta la realtà con lucidità, non dimentica i problemi e, anzi, li mette in chiaro ma cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno per far capire che c’è sempre la luce in fondo al tunnel.

Syria torna con la speranza e sceglie lo storytelling di un decano del rap italiano, quell’Inoki che sa come trattare materie forti e importanti con il giusto peso specifico.

Brano che tocca le corde giuste.

★★★★★★
6


ERMAL META – DELOREAN

Chi ha visto Ritorno al Futuro sa che l’inizio della canzone riprende il jingle storico della meravigliosa trilogia e solo questo merita ‘il prezzo del biglietto’.

In più, tutto è contestualizzato bene perché ci sono i richiami agli anni 80 (musicalmente) italiani delle belle ballatone ma non solo, anche la citazione di Doc “grande Giove” è una piccola chicca per gli amanti dei film e del genere.

Ermal Meta ha iniziato questo viaggio verso Sanremo con il piglio giusto e con una canzone che aggancia il presente con il desiderio di tornare nel passato per riuscire a modificare ciò che non è andato bene.

Gran bel livello e gran bel ritorno.

★★★★★★★
7


SIGARETTEWEST – INCONTROLLABILE

Apertura alla ‘spaghetti western’ con un tocco di chitarra e un mood alla Jeff Buckley che, nel ritornello, diventa una canzone quasi alla 007 No Time To Die.

C’è, però, tanta Italia anni 60 mescolata a un timbro fresco, giovane e intrigante. Una canzone che cresce di secondo in secondo con vari elementi inseriti a poco a poco. Prima la chitarra, poi il pianoforte, poi la sezione d’archi e i cori, poi un secondo ritornello con la batteria molto più presente.

Senti la tensione che cresce a mano a mano che cresce il brano, con poi questo urlo liberatorio verso la fine che fa capire la disperazione per una storia triste, un amore che va.

Ecco, volete un riferimento melodico più specifico? E’ solo un riferimento, non la stessa canzone (specifichiamo): Amore che Vieni, Amore che Vai di De André.

Tutto molto intenso, tutto molto west.

★★★★★★½


TROPICO – QUASI BLU

Lo ha fatto di nuovo. Davide Petrella ha fatto una ballad di un’intensità rara che serve per chiudere il cerchio di un album che ha regalato tante gioie e pochissimi dolori.

Quasi Blu è quel “dai che ci siamo quasi…” e poi, puntualmente, si sprofonda nell’errore di pensare che tutto sta andando bene quando, invece, la realtà è ben diversa e tocca viverla per capirlo.

La speranza di un futuro pieno, completo con un’altra persona si scontra con i limiti di una persona che prova a fare del proprio meglio e che non riesce per vari e svariati motivi.

La cosa interessante, oltre il testo, è la qualità del sound. Si percepisce un’implemento ulteriore, che già era abbastanza alto, dell’acustica generale. Mix e mastering curati così bene sono una chicca, una rarità nella musica italiana ma Petrella è riuscito a fare ancora meglio.

C’è intensità, c’è interpretazione, c’è suono, c’è idea, c’è praticamente tutto ciò che serve in questo brano per essere davvero tanto bello.

★★★★★★★½

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