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Vinicio Capossela riscrive Body guard con Pierpaolo Capovilla: Tutti Bodyguard nasce dal concerto genovese per don Gallo

Il singolo esce per La Cùpa e Pioggia Rossa Dischi con la produzione di FiloQ e gli arrangiamenti della fanfara Fan Fath Al.

Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla di spalle uno all'altro con megafono e ventaglio arancioni
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Esce venerdì 21 agosto Tutti Bodyguard, la nuova versione di Body guard che Vinicio Capossela ha inciso con Pierpaolo Capovilla, la fanfara milanese Fan Fath Al e la produzione del genovese FiloQ, per La Cùpa e Pioggia Rossa Dischi. Il brano originale è contenuto in Il ballo di San Vito, l’album del 1996 che quest’anno compie trent’anni.

Per Capossela e Capovilla è il primo incontro in studio. La registrazione nasce dall’omaggio a don Andrea Gallo del 30 maggio in piazza Matteotti a Genova, dove Capossela è salito sul palco con Ex-Otago, Willie Peyote e Ministri. Genova torna in tutta la filiera del brano: la produzione di FiloQ, l’etichetta Pioggia Rossa Dischi, il mix e il mastering di Mattia Cominotto al Greenfog Studio.

L’arrangiamento è di Luca Grazioli con FiloQ, i fiati sono co-arrangiati da Davide Turolla, i cori sono di Irene Sciacovelli e le chitarre di Alessandro “Asso” Stefana. Capossela colloca il risultato fra “due grandi momenti musicali degli anni ’90: il dub e i Balcani”.

Il testo, dice, ha cambiato bersaglio: “La bodyguard che ai tempi accompagnava la strada bassofonda ora viene buona per corazzarsi la coscienza, per tenere lontano il mondo dal divano, per far da guardia a privilegio e santità in un mondo in cui l’alibi della sicurezza blinda ogni singulto di coscienza umanitaria”. Di Capovilla cita un verso, “qualcuno spieghi agli sbirri che sui cuori innamorati i manganelli sono inutili”, e lo definisce degno di Majakovskij.

Pierpaolo Capovilla racconta come Vinicio Capossela gli ha proposto questa collaborazione: “Un gioco? Un divertissement, che quasi sembra voler suggellare una neonata fratellanza fra due autori tanto diversi quanto simili, così lontani, così vicini. Ma Tutti Bodyguard è anche una scherzosa allegoria su questi nostri tempi di mistificazione, nel segno del timore degli altri, un’intima bugia alloggiatasi nei nostri animi impauriti.

Vinicio mi ha proposto questa collaborazione così, da un momento all’altro, senza una ragione specifica, se non quella di incontrarci, nella speranza di far fiorire una nuova prossimità, nel segno della bellezza dell’amicizia. Speranza non vana. Non ci conoscevamo ancora, se non per sortite repentine, di sfuggita, nel bizzarro mondo dello spettacolo, ed eccoci qui, insieme, a disavventurarci in una canzone, quasi a suggerirci: ma guarda un po’!

Come una canzone riesce ad avvicinare i cuori, i sentimenti, quelle amorevolezze di cui non siamo mai sazi. Non posso che ringraziarti, Vinicio, per la fiducia e l’affetto che mi doni, chiedendomi in cambio niente di meno che l’entusiasmo della nostra reciprocità. E così sia, amico mio, ne combineremo delle belle! Ce la spasseremo!”

Nella versione del 1996 la bodyguard del testo aveva un corpo: durante il tour del Ballo di San Vito, accanto al Fender Rhodes zebrato, stava Renato Striglia in occhiali scuri, giacca e cravatta e braccia conserte.

Dal vivo Tutti Bodyguard arriva allo Sponz Fest, il festival che Capossela dirige in Alta Irpinia, nelle serate del 28 e 29 agosto. In autunno i due saranno insieme nella Ballad Opera E Morte non avrà dominio, che debutta il 3 e 4 ottobre al Teatro Olimpico di Roma per il Romaeuropa Festival e poi gira i teatri fino al 21 dicembre.

L’ultimo album di inediti di Capossela resta Tredici canzoni urgenti, uscito nell’aprile 2023.

Foto di copertina di Agnese Carbone