27 Gennaio 2026
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27 Gennaio 2026

Ultimo compie 30 anni: “Nel 2019 un addetto ai lavori mi disse: te la sei rovinata da solo la carriera”

Tra bilanci, stadi e la “favola per sempre”, Niccolò Moriconi ripercorre dieci anni di musica.

Ultimo festeggia 30 anni e pubblica un lungo post sui 10 anni di carriera
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ultimo Il post dei 30 anni: “Volevo scrivervi, venire un attimo da voi”

30 anni.
Mi sono un attimo isolato dalla festa che sto facendo tra amici e famiglia.
Volevo scrivervi, venire un attimo da voi.
Stamattina apro gli occhi nel letto e dico: è il mio ultimo giorno da ventenne!?
Abbiamo passato questi 10 anni insieme e se mi giro rivedo tutto.

È un incipit semplice e potentissimo, perché non parla “da artista” ma da persona. Ultimo sceglie di staccarsi dal contesto privato della festa per tornare nel luogo dove, negli anni, ha costruito una presenza costante: il dialogo con chi lo segue. E da lì parte un flusso di memoria che ha una logica precisa: non è una scaletta di successi, è una sequenza di immagini.

Gli inizi: “Pianeti”, Sanremo Giovani, gli instore

Dalla casa con Tonno a scrivere Pianeti, al quinto piano sopra tutti a fumare fino a tardi, alla vittoria di Sanremo Giovani che ho dedicato a Vale, Peter Pan e gli instore nei centri commerciali, Sanremo con I tuoi particolari e quel liberatorio dovete sempre rompe er….”

L’artista continua:

Il tour dei 20 palazzetti, le lacrime finali del primo Olimpico, annunciare il primo tour negli stadi per poi fermarci tutti per la pandemia, nel 2021 arriva Solo e Quel filo che ci unisce diventa la mia nuova speranza, le gambe che tremavano nel 2022 prima del Circo Massimo.

È uno dei blocchi più “umani” del post perché mette insieme l’ascesa e la paura nello stesso respiro. Ultimo non racconta la pandemia come un dettaglio esterno: la racconta come una frattura nel percorso, come qualcosa che interrompe una corsa già partita.

Dal 2023 al 2025: stadi, “Alba”, “Altrove”, Enea e Tor Vergata

E poi il 2023 Alba è la mia “preghiera” e voi lo avete capito, l’estate tra San Siro e Olimpico, poi 2024 ancora stadi e Altrove che suona come una liberazione ma soprattutto arriva Enea che mi insegna a rimanere disincantato dalle cose della vita, 2025 il mio 10° Stadio Olimpico e l’annuncio di Tor Vergata, l’evento più importante per la mia vita.

In questo passaggio c’è il punto di contatto tra carriera e vita privata. Da una parte gli stadi che diventano la normalità, dall’altra l’arrivo del figlio Enea che ribalta lo sguardo sulle cose.

ultimo e quella frase del 2019: “Te la sei rovinata da solo la carriera”

2026, eccoci.
Non l’ho mai detto ma dopo quella conferenza stampa del 2019 un addetto ai lavori mi disse “te la sei rovinata da solo la carriera”.
Tornando in stanza rimbombavano dentro di me quelle sue cazzo di parole.
Io che avevo voluto così tanto vivere con la musica ero riuscito col mio spirito kamikaze a rovinare anche questo!?
Non riuscivo a perdonarmelo.
Ho passato la notte al telefono con Antonello e il giorno dopo mi sono svegliato col messaggio di Clemente che mi dice: stanotte abbiamo quasi riempito l’Olimpico.
Non ho mai sospirato così forte e mi sono detto che forse non era ancora finita!

Ovviamente il cantautore si riferisce a quella frattura che si creò a Sanremo 2019 dopo il suo secondo posto con I tuoi particolari, una questione di cui si è parlato tanto e per tanto tempo.

La chiusura del post ha il sapore di una promessa di intenti:

Eccomi qui ora a credere che ci aspettino dai 30 ai 40 anni altri 10 anni pieni ma insieme.
Che continueremo ogni anno a crederci… in questa favola che è per sempre.
Avevo un sogno in tasca da bambino e l’ho baciato in bocca tutti i giorni della mia vita.
Con tanto amore ma anche tanti errori e puttanate, come ogni cristiano sulla faccia della terra.
E poi alla fine sai che c’è?
Che sono un cazzo di acquario!

Ultimo chiude tornando al concetto di favola, ma lo fa dopo averla sporcata di realtà: errori, dubbi, parole pesanti, notti al telefono. E quel finale, volutamente ironico e identitario, si incastra perfettamente con il presente discografico: Acquario non è solo un titolo, ma un modo di rimettere un’etichetta su di sé, oggi, a trent’anni.

 

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