29 Gennaio 2026
di Caporedattore
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29 Gennaio 2026

Angelica Bove: il racconto del nuovo album “Tana” track by track

Il debutto ufficiale di Angelica Bove raccontato traccia per traccia, tra scrittura intima e suono organico

Angelica Bove Tana track by track
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Angelica Bove pubblica Tana, il suo primo album ufficiale, in uscita il 30 gennaio per Atlantic Records / Warner Music Italy. Un disco che arriva in un momento cruciale del suo percorso, a ridosso della partecipazione al Festival di Sanremo 2026 tra le Nuove Proposte con Mattone, e che mette a fuoco con lucidità un’identità artistica già riconoscibile.

Il disco è scritto da Angelica Bove insieme a Federico Nardelli e Matteo Alieno, che firmano i brani come compositori e parolieri, contribuendo a definire l’equilibrio tra scrittura intima e una produzione essenziale, suonata.

Tana è un album che lavora per sottrazione. Nove tracce essenziali, costruite attorno alla voce e a un’idea di musica suonata, viva, lontana da sovrastrutture inutili. La direzione artistica di Federico Nardelli accompagna Angelica verso un suono organico, intimo, che tiene insieme cantautorato, soul contemporaneo e una sensibilità emotiva molto personale.

Il titolo diventa subito una chiave di lettura: la “tana” come rifugio, come spazio protetto in cui fermarsi, prendere fiato, esporsi senza rumore attorno. È lì che prendono forma canzoni che parlano di solitudine, legami, perdita, auto-difesa e desiderio di sparire, senza mai cercare scorciatoie emotive.

Alla base di Tana c’è anche un lavoro preciso sulla direzione artistica. Federico Nardelli accompagna Angelica Bove verso un suono più suonato e organico, nato da un periodo di ascolti, viaggi e contaminazioni che guardano soprattutto alla tradizione soul e alternative anglosassone. L’idea è quella di una musica viva, registrata con strumenti reali e musicisti in carne e ossa, capace di restituire imperfezioni, respiro e verità emotiva. Un approccio che evita le etichette e costruisce un disco eterogeneo ma coerente, in cui la voce resta sempre al centro del racconto.

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