29 Gennaio 2026
di Caporedattore
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29 Gennaio 2026

Angelica Bove: il racconto del nuovo album “Tana” track by track

Il debutto ufficiale di Angelica Bove raccontato traccia per traccia, tra scrittura intima e suono organico

Angelica Bove Tana track by track
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ANGELICA BOVE – IL RACCONTO DI “TANA” TRACK BY TRACK

LUI
Il disco si apre con una canzone che mette subito al centro la solitudine. Lui racconta il bisogno di inventare una presenza, qualcuno da avere accanto per colmare un vuoto che sembra ingestibile. Ma quella figura immaginaria, andando avanti, assume un volto preciso: è l’assenza di chi non c’è più. Il brano si muove tra il desiderio di compagnia e la consapevolezza che certe mancanze non possono essere sostituite, lasciando una sensazione di isolamento che non trova soluzione.

IN GIRO CON LA MACCHINA
È uno dei brani più istintivi del disco. In giro con la macchina fotografa il caos leggero delle relazioni e di una mente che non riesce a stare ferma. C’è ironia, movimento, una continua oscillazione tra noia e distrazione, tra il bisogno di connessione e quello di sparire. Angelica racconta legami imperfetti, situazioni quotidiane, pensieri che arrivano senza preavviso, restituendo un senso di confusione sincera, mai costruita.

ANTIPATICA
Qui entra in gioco il sarcasmo. Antipatica è una presa di distanza da chi complica tutto, da chi giudica, da chi pretende maschere e adattamenti. È una canzone che rivendica il diritto di non avere voglia, di spegnere il rumore esterno e scegliere la leggerezza come forma di difesa. Alzare la musica invece di discutere, sparire per un po’ senza spiegazioni: non come fuga, ma come necessità.

TANA
La title track è il cuore concettuale dell’album. Tana racconta il desiderio, a volte distorto, di isolarsi dal mondo per ritrovare un equilibrio, anche solo per qualche ora. È una canzone sulla stanchezza emotiva, sui rapporti che si spengono senza un motivo chiaro, sull’auto-sabotaggio che convive con il bisogno di protezione. La tana diventa uno spazio mentale prima ancora che fisico, un luogo in cui concedersi una pausa dal peso esterno.

BENE COSÌ
Un brano che parla di fine e accettazione. Bene così attraversa il dolore delle rotture, soprattutto quando arrivano nel momento peggiore possibile. Tra addii improvvisi e confusione emotiva, resta la consapevolezza che certi legami lasciano segni profondi, anche quando tutto sembra finito. Non c’è risoluzione, ma una presa d’atto lucida e inevitabile.

SANTA
Tra disagio e ironia, Santa racconta l’isolamento come meccanismo di difesa. Le persone che feriscono, la paranoia che si attacca addosso, la difficoltà di “aggiustarsi” come ci si promette sempre. Il brano si muove tra pensieri caotici e alti e bassi emotivi, restituendo una sensazione di irrisolto che non cerca consolazioni facili.

SCHERZO RIDI STUPIDO
Una riflessione sui tempi rapidi dell’amore. Scherzo ridi stupido racconta la velocità con cui ci si innamora e con la stessa facilità si dimentica. Ci sono giochi di distanza e vicinanza, il desiderio di colmare i silenzi dell’altro, di provocare, di misurare la fragilità dei sentimenti. È una canzone che tiene insieme dolcezza e instabilità, senza cercare equilibri forzati.

MATTONE
Il brano più esposto e centrale del disco. Mattone nasce da due lutti che hanno segnato profondamente la vita di Angelica Bove. È il racconto di un dolore ingestibile, vissuto all’interno di un sistema percepito come incapace di accoglierlo. La canzone attraversa l’impotenza, la perdita della voce, la fragilità nel rapporto con il mondo e con se stessi. Col tempo, però, quel peso diventa anche riscrittura: una morte simbolica seguita da una rinascita lenta, sofferta, ma necessaria.

MI RITROVERAI
Il disco si chiude con una canzone sul lasciar andare. Mi ritroverai parla dell’atto d’amore più difficile: augurare il meglio a chi si ama, anche quando il cuore vorrebbe trattenere. Tra dolore e tenerezza, il legame sopravvive in piccoli spazi, tra ricordi da riscrivere e paure da affrontare. È una chiusura sospesa, coerente con l’intero percorso dell’album.

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