Tommaso Vulpio in “Ossigeno” chiede di restare da solo ma ha paura di stare da solo
Il singolo esce per Jungle Sound Records e apre una trilogia musicale.


Tommaso Vulpio pubblica oggi, martedì 3 novembre, il singolo Ossigeno, che apre una trilogia musicale. Il brano esce per Jungle Sound Records e racconta una fase di oppressione personale, con la richiesta di restare da solo ancora un po’.
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Tommaso Vulpio, classe 2008, ha partecipato alle audizioni e ai bootcamp di X Factor 2025 ed è tra i primi 60 artisti selezionati per Sanremo Giovani 2027. A giugno era stato annunciato come artista ospite dell’OPS Festival 2026 di ScuolaZoo al Carroponte di Milano.
Il suono di Vulpio unisce pop sperimentale, elettronica, rock e sintetizzatori analogici, con strumenti e registrazioni dal vivo accanto ai suoni elettronici. Tra i suoi riferimenti ci sono Billie Eilish, Lady Gaga, Depeche Mode, Giorgio Moroder e Bluvertigo.
Il significato di Ossigeno di Tommaso Vulpio
Ossigeno nasce nel giugno 2025 da una sequenza di accordi che Vulpio registra sul telefono durante una sessione in studio. A casa scrive in pochi minuti la melodia del ritornello e incide una demo vicina alla versione finale, mentre il testo prende forma con la stessa rapidità.
Il testo si apre su un limite raggiunto: nella prima strofa chi canta dice di non avere “più voglia di stare male” e si rivolge a un tu: ha bisogno “di te” e “di tempo per il resto della giornata”, poi chiede “fammi stare da solo”.
Nel ritornello arriva il titolo: chi canta è “arrivato all’osso” e ripete “è terminato l’ossigeno”, mentre il “tuo ricordo” è qualcosa che non sa sopportare. Ogni ritornello si chiude su quel verso, e il brano finisce ripetendolo.
Nella seconda strofa chi canta resta fermo e dice “non riesco a respirare”, poi “senza te so stare da solo”, e quando passa la notte propone di smettere “di fare a botte”.
Nell’ultima strofa chi canta dice “ho paura di stare da solo” e poco più avanti torna alla formula del brano, “ma sai stare da solo ancora un po’”.
Testo di Ossigeno di Tommaso Vulpio
Sai
stare da solo
non so cosa dire
non ho voglia di parlare
ho solo bisogno di te
di tempo per il resto della giornata
non c’è bisogno
no bisogno di prendermi per il collo
perché non ho più voglia di stare male
fammi stare da solo
ancora un po’
E quando passa la notte
e alla fine è notte
smettiamo di fare a botte
sai stare da solo un altro po’
Non sei l’unica a guardarmi di nascosto
ma con te mi sto accorgendo e non mi sposto
fai una foto in cui sono venuto mosso
sono arrivato all’osso
è terminato l’ossigeno
ti guardo ma non posso, non ci posso stare
banalmente il tuo ricordo non so sopportare
fai una foto in cui sono venuto mosso
sono arrivato all’osso
è terminato l’ossigeno
è terminato l’ossigeno
è terminato l’ossigeno
Sai che non ragiono
luci spente, pioggia sull’asfalto
io mi sento come se
fossi orgoglioso di lasciare tutto quanto
poi rimango fermo qua
a contare sono le nove
no non riesco più a vedere
non riesco a respirare
senza te so stare da solo
un altro po’
e quando passa la notte
smettiamo di fare a botte
sai stare da solo un altro po’
Non sei l’unica a guardarmi di nascosto
ma con te mi sto accorgendo e non mi sposto
fai una foto in cui sono venuto mosso
sono arrivato all’osso
è terminato l’ossigeno
ti guardo ma non posso, non ci posso stare
banalmente il tuo ricordo non so sopportare
fai una foto in cui sono venuto mosso
sono arrivato all’osso
è terminato l’ossigeno
è terminato l’ossigeno
è terminato l’ossigeno
ossigeno, ossigeno, ossigeno
E tu sai che per un’ora e per un pelo
ho dimenticato di esserci davvero
ora piove un’altra goccia di veleno
mi piacerebbe almeno
tenermi il mio segreto
ho paura di stare da solo
paura del buio, dei mostri
non è opportuno
ma sai stare da solo
ancora un po’
Non sei l’unica a guardarmi di nascosto
ma con te mi sto accorgendo e non mi sposto
fai una foto in cui sono venuto mosso
sono arrivato all’osso
è terminato l’ossigeno
ti guardo ma non posso, non ci posso stare
banalmente il tuo ricordo non so sopportare
fai una foto in cui sono venuto mosso
sono arrivato all’osso
è terminato l’ossigeno
è terminato l’ossigeno
è terminato l’ossigeno
è terminato l’ossigeno
è terminato l’ossigeno
è terminato l’ossigeno
Testo riportato per finalità di critica, analisi e discussione ai sensi dell’art. 70 L. 633/1941. I diritti d’autore restano in capo agli autori e agli editori del brano.
Foto di Carolina Zorzi





