3 Febbraio 2026
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3 Febbraio 2026

Santachiara porta “Minimarket” in un vero minimarket di Napoli: il disco diventa un’installazione

Il cantautore trasforma gli scaffali in “oggetti-brano” per presentare il suo disco.

Santachiara, foto dell’artista per l’album Minimarket (2026)
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SANTACHIARA è pronto a pubblicare Minimarket, il nuovo album in uscita il 13 febbraio 2026 per Suonivisioni/Believe in vinile e digitale. Il disco arriva con un’idea di lancio fuori dai percorsi classici: un’azione di guerrilla artistica che trasforma un vero minimarket di Napoli in un’installazione sonora e visiva, con oggetti “inventati” al posto dei prodotti sugli scaffali, ognuno legato a uno degli undici brani in tracklist.

Il progetto è sostenuto da SIAE tramite il bando “Per chi crea” e si muove su un concept molto chiaro: una riflessione sull’iper-mercificazione della cultura contemporanea e, nello specifico, della musica. L’idea è usare le stesse regole e gli stessi meccanismi del “mercato”, ma spostarli in uno spazio quotidiano e umano, quello del negozio sotto casa, dove l’ascolto può tornare a essere incontro e non solo consumo.

Chi è Santachiara

SANTACHIARA (Luigi Picone) nasce ad Alberobello nel 1998, cresce viaggiando con i genitori artisti di strada e passa l’adolescenza a Spoleto prima di trasferirsi a Napoli, nel quartiere Santa Chiara, da cui prende il nome d’arte.

Nel suo percorso convivono ascolti e pratiche diverse, dal cantautorato al rock, dall’elettronica all’urban, con una tendenza a mischiare generi e immaginari senza fissarsi su un’unica etichetta. Studiando pianoforte e chitarra, ha iniziato a sperimentare arrangiamenti autocostruiti e una scrittura ricca di riferimenti, tra vita quotidiana e osservazione del contesto urbano.

“Minimarket”: l’album come layout degli scaffali

Minimarket è un lavoro di 11 brani che alterna racconto autobiografico e storie urbane, tenendo insieme dettagli personali e immaginario collettivo. A livello sonoro, viene descritto come un viaggio eclettico ma coerente, capace di passare da atmosfere più intime a ritmiche più incalzanti senza perdere la propria direzione.

Ho voluto usare le stesse regole imposte dal mercato per ingaggiare il pubblico, ma spostando tutto in uno spazio più umano, il minimarket appunto, che con la sua diversità di prodotti riflette perfettamente la varietà di suoni e generi che compongono questo disco”, spiega l’artista.

La guerrilla a Napoli: prodotti sostituiti con “oggetti-brano”

Il cuore del lancio sta in un’azione concreta: SANTACHIARA ha sostituito prodotti di brand famosi in un minimarket reale con creazioni “fake” ispirate a ciascun brano dell’album, trasformando gli scaffali in una messa in scena quotidiana. Il tutto è stato documentato e confluirà in un video che verrà diffuso tramite i canali social dell’artista.

La scelta del minimarket non verrà comunicata come un indirizzo “da locandina”: si scoprirà seguendo i social di SANTACHIARA, coerentemente con la logica del progetto.

La presentazione ufficiale di Minimarket avverrà alla mezzanotte del 13 febbraio nello stesso minimarket, con un mini live. Un modo per mettere il disco nello spazio per cui è stato pensato: non un palco tradizionale, ma un luogo di prossimità, dove la musica diventa esperienza condivisa e “site-specific”.

Produzione e musicisti: chi ha lavorato al disco

Alla produzione artistica e al mixing c’è Stefano Juno Bruno (RIVA), che ha suonato anche basso e sequenze. Alla batteria Mirko Di Donna, alle chitarre Emmanuel Di Donna, Luca Notaro e Luigi Scialdone (producer e polistrumentista legato a Tropico e Fitness Forever). Al pianoforte Francesco Lettieri. Il mastering è firmato da Giovanni Roma (aka blob).

Il disco è stato anticipato da tre singoli che ne chiariscono bene il perimetro emotivo e sonoro: Non li vedi mai (14 gennaio 2026) dà voce a chi resta ai margini e a quella sensazione di essere inascoltati, con un sound che incrocia rock ed elettronica e sfumature shoegaze (prodotto da Santachiara con Stefano Bruno); Addio settembre (28 gennaio 2026) è una ballad molto intima, nata tra Napoli e Milano, che racconta il momento in cui senti di non far più parte di qualcosa e vorresti fare un passo indietro mentre tutto va avanti; Non mi invitare (4 febbraio 2026) chiude il trittico con un tono più diretto e liberatorio, tra autoironia e voglia di imparare a dire “no”, costruito con Stefano (co-produzione) ed Emmanuel (chitarre) su un suono schietto che rispecchia l’idea del brano.

“Minimarket”: la tracklist

  1. Cane e coda
  2. Non li vedi mai
  3. Non mi invitare
  4. Imprevisto
  5. Nessuno
  6. Quattromura
  7. Staresopra
  8. Addio settembre
  9. Pupazzi
  10. Ruggine
  11. Flixbus

 

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