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Rkomi al Fabrique di Milano: il ritorno alle origini e il nuovo singolo con Jake La Furia

Dal repertorio del 2016 al nuovo EP, con Marracash, Ernia e Night Skinny. Dopo il live, Rkomi racconta cosa ha riscoperto di sé.

di Oriana Meo (Caporedattore) · 

Il pubblico chiede a gran voce Business Class. Rkomi sorride e risponde: «Mi spiace, ma non ce l’ho. Però abbiamo un altro brano». È quasi la fine del primo concerto di RKOMI A MILANO – LIVE, il 3 novembre 2026 al Fabrique di Milano, e quella risposta racconta bene la scelta fatta per queste cinque serate: lasciare fuori i successi mainstream e tornare alle canzoni con cui tutto era cominciato.

Niente Partire da te, niente Insuperabile, niente La coda del diavolo. Il concerto si concentra su Dasein Sollen, Io in Terra, Ossigeno e sul nuovo EP A Milano, pubblicato il 9 ottobre.

Una scelta annunciata fin dalla presentazione del progetto e rispettata anche davanti alle richieste del pubblico. Non è scontato per un artista che negli ultimi anni ha raggiunto una popolarità molto più ampia rispetto a quella degli esordi.

Rkomi torna al 2016: sul palco bastano lui e il DJ

Prima dell’ingresso di Rkomi, un video ripercorre gli anni della sua storia musicale. Poi si accendono le luci e sul palco ci sono soltanto lui e il DJ.

L’apertura con Dasein Sollen chiarisce subito la direzione dello spettacolo. La prima parte procede attraverso brani come Rossetto, Sul serio e 180, alternati alle nuove canzoni.

Il ritorno al rap degli esordi non significa, però, riproporre soltanto materiale di dieci anni fa. Carica, Crazy Crazy, Ferita e Hakeem arrivano dall’EP A Milano, un progetto che recupera quelle sonorità e le mette in relazione con il Rkomi di oggi.

Anche la scenografia contribuisce al racconto. Sul palco compare una Panda capovolta, la stessa automobile raffigurata sulla copertina del nuovo EP, ovvero la macchina con cui Rkomi girava per Milano da ragazzo.

Un particolare che acquista un significato diverso ascoltando le parole dell’artista dopo il concerto, quando torna con la memoria alle canzoni scritte in macchina e di nascosto in casa.

Il pubblico conosce anche i brani che non sono diventati hit

Uno degli aspetti più interessanti della serata è la risposta del pubblico.

La scelta di escludere i successi più conosciuti avrebbe potuto rendere il concerto meno immediato per una parte degli spettatori. Al Fabrique, invece, sono proprio alcune canzoni del primo repertorio a raccogliere una partecipazione particolarmente forte.

Succede con Aeroplanini di carta, cantata con grande coinvolgimento dal pubblico, e nuovamente con La solitudine.

Non sono episodi secondari. Dimostrano che, accanto al pubblico arrivato negli anni di Taxi Driver, esiste ancora una parte consistente di ascoltatori che conosce il repertorio precedente e lo considera centrale nella storia di Rkomi.

Dopo il concerto, l’artista ammette di essere rimasto colpito proprio da questo aspetto: vedere persone di età diverse cantare brani che lui stesso considerava meno conosciuti.

Il rapporto con il pubblico emerge anche nei momenti meno musicali. Rkomi saluta sua madre, presente su uno dei balconi del Fabrique, e durante la serata riceve dagli spettatori CD e magliette da autografare.

Night Skinny, Ernia e Marracash: cinque ospiti per la prima serata

La prima data milanese ospita Khodi, Night Skinny, Ernia, Promessa e Marracash.

Khodi è il primo a raggiungere Rkomi, per A mezz’ora da Milano, brano contenuto nel nuovo EP.

L’ingresso di Night Skinny è uno dei passaggi più particolari dello spettacolo. Il produttore compare sul balcone del Fabrique, dove Rkomi lo raggiunge per cantare insieme. I due tornano poi sul palco per una sezione del concerto dedicata alle loro collaborazioni.

Prima di Fuck Tomorrow, Rkomi racconta che è la prima volta che eseguono il brano dal vivo, aggiungendo che è troppo difficile. Una battuta che accompagna una delle esibizioni più particolari della serata.

La presenza di Night Skinny ha un peso preciso in un concerto costruito attorno alle origini musicali di Rkomi. Il produttore è stato una figura importante nella prima fase della sua carriera e qui non si limita a una breve apparizione.

Arriva poi Ernia, che affianca Rkomi in Acqua calda e limone e Madonna. Durante quest’ultima, il pubblico partecipa al botta e risposta sul ritornello, ripetendo «Oh Madonna» insieme ai due artisti.

Con Da palazzo a palazzo entra invece Promessa. Il contrasto visivo è immediato: il giovane rapper indossa un piumino rosso e un cappello, mentre Rkomi canta a torso nudo. È un incontro tra due generazioni della scena milanese, reso concreto anche dalla differenza di presenza scenica.

Poco prima della conclusione arriva la sorpresa più attesa: Marracash, ospite per Milano Bachata.

Anche questa presenza riporta al passato. Nel 2017 Marracash aveva curato la direzione artistica di Io in Terra, riconoscendo il talento di Rkomi quando era ancora agli inizi.

Rkomi dopo il concerto: «Ho riscoperto delle parti di me»

Il significato di questo ritorno alle origini diventa più chiaro nell’incontro con la stampa organizzato dopo il concerto.

Rkomi racconta che preparare lo spettacolo lo ha portato a riascoltare canzoni che non eseguiva da molto tempo, riscoprendo aspetti della propria scrittura che aveva quasi dimenticato.

«In queste settimane di prove ho ricordato con grande piacere come scrivevo ai tempi. E questa cosa devo dire che può avermi fatto del bene», spiega.

Il ricordo non riguarda soltanto la musica, ma anche le condizioni in cui quelle canzoni erano nate.

«Io scrivevo in macchina, scrivevo in bagno di nascosto con mia mamma di là», racconta, tornando con la memoria agli anni precedenti al successo.

È un passaggio che dà un significato concreto alla Panda presente sul palco. Quell’automobile non serve soltanto a ricreare un’immagine del passato: richiama un periodo in cui Rkomi scriveva senza sapere dove lo avrebbe portato la musica.

L’artista racconta anche di essersi riconosciuto nuovamente in quelle canzoni. Non tanto perché gli trasmettano sensazioni diverse rispetto a dieci anni fa, ma perché gli ricordano con precisione i momenti in cui le aveva scritte.

«Il gioco era recuperare l’approccio di dieci anni fa, ma fare musica nuova»

Durante l’incontro, a Rkomi viene chiesto quale rapporto abbia con la nostalgia.

La sua risposta sposta il discorso su un terreno diverso: racconta di non essere una persona abituata a guardarsi indietro e di aver sempre avuto la tendenza a concentrarsi su quello che sarebbe arrivato dopo.

Anche la copertina del nuovo progetto nasce da un recupero del passato. Rkomi spiega di aver chiesto alla madre alcune vecchie fotografie, alla ricerca di un’immagine che ricordava senza essere nemmeno certo che esistesse davvero.

La fotografia viene ritrovata e diventa la copertina di un disco.

Ma il punto più interessante riguarda la decisione di non fermarsi alla celebrazione del 2016.

«Il gioco era recuperare l’approccio di dieci anni fa, ma fare musica nuova», racconta.

Una dichiarazione che spiega anche la struttura del concerto. Le canzoni del nuovo EP non sono inserite come parentesi promozionali all’interno di una scaletta celebrativa: condividono con i brani più vecchi una scrittura più diretta, meno legata alle strutture pop degli ultimi anni.

Rkomi affronta anche questo tema, osservando come il pubblico possa associare determinate sonorità a una fase artistica, senza riconoscere necessariamente gli elementi comuni nella scrittura.

Secondo lui, la presenza di melodie e ritornelli era già evidente nei primi lavori. A essere cambiate, negli anni, sono state soprattutto le sonorità e alcune scelte compositive.

Nel nuovo EP, invece, racconta di aver lasciato più spazio alla parte impulsiva della propria personalità e a una rabbia che non considera del tutto scomparsa.

Il palco, le maschere e la voglia di continuare a cambiare

Un altro passaggio dell’intervista riguarda la differenza tra registrare in studio e cantare dal vivo.

Per Rkomi, il palco è soprattutto il luogo in cui provare a liberarsi delle maschere che si indossano nella vita quotidiana. Più riesce a sentirsi vicino a sé stesso, racconta, più ha la sensazione che le canzoni arrivino al pubblico.

È una riflessione che trova riscontro nella costruzione essenziale dello spettacolo, soprattutto nella prima parte, quando sul palco ci sono soltanto lui e il DJ.

Rkomi parla anche del proprio rapporto con lo studio e con la crescita musicale. Racconta di aver studiato molto negli ultimi anni, di essersi confrontato con linguaggi differenti e di continuare a cercare nuove possibilità espressive.

Tra i riferimenti cita anche il rock e i Nine Inch Nails, lasciando emergere una curiosità musicale che va oltre il rap e la canzone pop.

Non considera quindi questa fase un ritorno definitivo a un unico genere. Piuttosto, il recupero di un modo di scrivere che può convivere con quanto ha imparato negli ultimi dieci anni.

Il progetto A Milano continuerà: nuova musica con Jake La Furia

Dall’incontro dopo il concerto emerge anche una notizia sul futuro del progetto.

Rkomi racconta che A Milano non era stato pianificato come un’operazione discografica e live strutturata. Tutto sarebbe partito dal brano di circa otto minuti pubblicato nei mesi precedenti, pensato inizialmente come un omaggio a quella fase della sua carriera.

La risposta del pubblico avrebbe poi spinto l’artista e il suo gruppo di lavoro a sviluppare nuove canzoni e a organizzare i concerti, coinvolgendo Friends & Partners.

Anche la serie di date al Fabrique nasce quindi da un progetto cresciuto progressivamente, senza un piano definito fin dall’inizio.

Jacopo Pesce conferma inoltre che nella settimana del 9 novembre è prevista l’uscita di nuova musica di Rkomi con Jake La Furia.

L’intenzione è continuare a pubblicare brani e collaborazioni senza seguire necessariamente il calendario tradizionale di un album.

Intanto, dopo il sold out della prima serata, Rkomi tornerà al Fabrique il 4, 11, 13 e 24 novembre.

Il concerto del 3 novembre si chiude con Oh Mama, dopo la richiesta del pubblico di ascoltare Business Class.

Una richiesta rimasta senza seguito, ma che rende ancora più evidente la scelta di questo spettacolo: Rkomi avrebbe potuto affidarsi alle canzoni più popolari del suo repertorio. Ha preferito riportare sul palco quelle che raccontano chi era prima di diventare un artista mainstream.

Per conoscere tutti i brani eseguiti e gli ospiti della serata, consulta la scaletta completa del concerto di Rkomi al Fabrique di Milano.

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