È morto Peppino di Capri. Il cantante e pianista, tra i grandi protagonisti della musica italiana del Novecento, si è spento oggi, 11 luglio 2026, all’età di 86 anni, nella sua amata Capri, dopo una lunga malattia. Secondo quanto riportato da Il Mattino, è morto nella sua abitazione di Villa Castiglione.
Nato a Capri il 27 luglio 1939 con il nome di Giuseppe Faiella, lascia i figli Igor, avuto dalla prima moglie Roberta Stoppa, ed Edoardo e Dario, nati dal matrimonio con Giuliana Gagliardi, scomparsa nel 2019.
Chi era Peppino di Capri, dagli esordi con i Rockers
Peppino di Capri aveva iniziato a suonare il pianoforte da bambino. Nel 1943, a quattro anni, si esibì davanti ai soldati americani presenti sull’isola durante la Seconda guerra mondiale.
Negli anni Cinquanta cominciò a suonare nei locali di Capri e Ischia insieme al batterista Ettore “Bebè” Falconieri. Nel 1958 nacquero Peppino di Capri e i suoi Rockers, formazione con cui unì la canzone napoletana alle sonorità del rock’n’roll statunitense.
Il primo grande successo arrivò nello stesso anno con Nun è peccato. Negli anni successivi entrarono nel suo repertorio brani come Nessuno al mondo, Luna caprese, Let’s Twist Again, St. Tropez Twist e Roberta, contribuendo a renderlo uno degli artisti più popolari della musica italiana.
Peppino di Capri, da Champagne alle vittorie a Sanremo
Dopo una fase più difficile alla fine degli anni Sessanta, Peppino di Capri tornò al successo con la canzone napoletana. Nel 1970 vinse il Festival di Napoli con Me chiamme ammore e fondò la propria etichetta discografica, la Splash.
Nel 1973 conquistò il Festival di Sanremo con Un grande amore e niente più, brano scritto anche con Franco Califano. Nello stesso anno pubblicò Champagne, destinata a diventare la canzone più conosciuta del suo repertorio.
Tre anni dopo tornò a vincere Sanremo con Non lo faccio più. In totale partecipò alla manifestazione quindici volte, l’ultima nel 2005 con La panchina. Nel 2023 salì nuovamente sul palco del Teatro Ariston per ricevere il Premio alla carriera Città di Sanremo.
La carriera internazionale e l’Eurovision
Peppino di Capri portò la propria musica anche fuori dall’Italia, con tournée negli Stati Uniti e in America Latina. Nel 1961 si esibì alla Carnegie Hall di New York, mentre nel 1965 aprì con i suoi Rockers alcuni concerti italiani dei Beatles.
Nel corso della sua carriera conquistò un vasto seguito anche all’estero, contribuendo a far conoscere la musica italiana oltre i confini nazionali. Nel 1991 rappresentò l’Italia all’Eurovision Song Contest con Comme è ddoce ‘o mare, classificandosi al settimo posto.
La sua discografia ha attraversato più di sessant’anni, alternando musica leggera, twist, rock’n’roll e riletture della tradizione napoletana. Tra gli altri brani più noti figurano E mo’ e mo’, Il sognatore, Voce ‘e notte e I’ te vurria vasà.
Perché Peppino di Capri è stato importante per la musica italiana
Al di là dei successi e delle vittorie, il lascito più profondo di Peppino di Capri sta in un’intuizione che ebbe prima di tutti gli altri: portare il rock’n’roll e il twist dentro la canzone napoletana, facendoli dialogare senza che Napoli perdesse la propria identità. Quando nell’Italia di fine anni Cinquanta il rock era ancora un suono da importare, lui lo mescolava alla tradizione melodica partenopea, aprendo una strada che negli anni avrebbe reso possibile l’incontro tra la musica di Napoli e la popular music internazionale.
È in questo che risiede la sua statura di innovatore, riconosciuta dagli stessi artisti che lo hanno salutato: un ponte tra la grande tradizione partenopea, da Murolo a Carosone, e ciò che sarebbe arrivato dopo, fino a Pino Daniele. Più ancora della popolarità di Champagne, è questa apertura a rappresentare il suo contributo alla storia della musica italiana.
Il ricordo di Peppino di Capri
Dopo l’annuncio della scomparsa, il mondo della musica italiana si è stretto attorno alla figura di Peppino di Capri con numerosi messaggi sui social.
Caterina Caselli lo ha ricordato come un fratello maggiore e un innovatore vero: «Ha fatto danzare la canzone napoletana con il rock e il twist, prima di tutti. Champagne è amata in mezzo mondo, in Brasile la si canta a Capodanno. Un grande tra i grandi: Carosone, Murolo, Bruni, Pino Daniele. La tua musica resta. Grazie, grazie sempre Peppino».
Amadeus, che ne aveva omaggiato la carriera a Sanremo, ha scritto: «Ciao Peppino. Hai fatto innamorare, cantare e ballare intere generazioni, è stato un privilegio omaggiare la tua carriera al Festival di Sanremo».
Enzo Avitabile ha ricordato le collaborazioni in studio e ha messo a fuoco il valore artistico di Peppino: «Grazie per aver aperto la canzone napoletana alla popular music internazionale, facendola dialogare con le sonorità americane e latinoamericane senza mai perdere la sua identità».
Gianni Morandi ha affidato a poche parole il suo saluto: «Oggi la musica ha un silenzio in più. Ciao, Peppino».
Cristiano Malgioglio lo ha definito «un grande gigante della musica leggera», ricordando una voce capace di emozionare chiunque la ascoltasse.
Gigi Finizio lo ha salutato come «un grande artista, un grande amico», simbolo di innovazione ed eleganza, mentre Annalisa Minetti lo ha ricordato come «maestro di eleganza in musica».
Nino D’Angelo, infine, ha scritto: «Ciao Peppino. Cantante, sognatore e persona perbene. Addio pezzo di Napoli senza tempo. Riposa in pace».
L’ultimo saluto nella sua Capri
L’ultima apparizione pubblica risaliva al maggio 2026, quando aveva partecipato ai festeggiamenti per i novant’anni della sorella Margherita. I funerali saranno celebrati domenica 12 luglio nell’ex cattedrale di Santo Stefano, nella Piazzetta di Capri, l’isola che lo ha visto nascere e che ha accompagnato tutta la sua vita artistica e personale.
Un omaggio illustrato a Peppino di Capri realizzato dalla redazione di All Music Italia con l’intelligenza artificiale.











