di Caporedattore
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Morto Peppino di Capri: l’uomo che unì la canzone napoletana al rock ci lascia a 86 anni

Morto a 86 anni Peppino di Capri, il cantante di Champagne e due volte vincitore di Sanremo.

Illustrazione celebrativa di Peppino di Capri con i Faraglioni di Capri, i Beatles e il 45 giri di Champagne
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È morto Peppino di Capri. Il cantante e pianista, tra i grandi protagonisti della musica italiana del Novecento, si è spento oggi, 11 luglio 2026, all’età di 86 anni, nella sua amata Capri, dopo una lunga malattia. Secondo quanto riportato da Il Mattino, è morto nella sua abitazione di Villa Castiglione.

Nato a Capri il 27 luglio 1939 con il nome di Giuseppe Faiella, lascia i figli Igor, avuto dalla prima moglie Roberta Stoppa, ed Edoardo e Dario, nati dal matrimonio con Giuliana Gagliardi, scomparsa nel 2019.

Dai Rockers a Champagne: sessant’anni in breve

Nato in una famiglia di musicisti, esordisce nel 1958 con Peppino di Capri e i suoi Rockers e porta la canzone napoletana dentro il rock’n’roll e il twist americani senza farle perdere identità. È questa l’intuizione che lo rende un innovatore prima che un interprete di successo, e che gli artisti che lo hanno salutato in queste ore gli riconoscono per primi. Da lì arrivano Nun è peccato, Luna caprese, Let’s Twist Again, Roberta, e infine Champagne, la canzone che tutti gli associano.

Il resto è la vittoria al Festival di Napoli del 1970, le due vittorie a Sanremo nel 1973 e nel 1976 dentro un record di quindici partecipazioni, l’Eurovision Song Contest del 1991 e il premio alla carriera ricevuto all’Ariston nel 2023. Abbiamo ripercorso tutta la carriera, le canzoni e le quindici partecipazioni al Festival in un articolo dedicato.

Il ricordo di Peppino di Capri

Dopo l’annuncio della scomparsa, il mondo della musica italiana si è stretto attorno alla figura di Peppino di Capri con numerosi messaggi sui social.

Caterina Caselli lo ha ricordato come un fratello maggiore e un innovatore vero: «Ha fatto danzare la canzone napoletana con il rock e il twist, prima di tutti. Champagne è amata in mezzo mondo, in Brasile la si canta a Capodanno. Un grande tra i grandi: Carosone, Murolo, Bruni, Pino Daniele. La tua musica resta. Grazie, grazie sempre Peppino».

Amadeus, che ne aveva omaggiato la carriera a Sanremo, ha scritto: «Ciao Peppino. Hai fatto innamorare, cantare e ballare intere generazioni, è stato un privilegio omaggiare la tua carriera al Festival di Sanremo».

Enzo Avitabile ha ricordato le collaborazioni in studio e ha messo a fuoco il valore artistico di Peppino: «Grazie per aver aperto la canzone napoletana alla popular music internazionale, facendola dialogare con le sonorità americane e latinoamericane senza mai perdere la sua identità».

Gianni Morandi ha affidato a poche parole il suo saluto: «Oggi la musica ha un silenzio in più. Ciao, Peppino».

Cristiano Malgioglio lo ha definito «un grande gigante della musica leggera», ricordando una voce capace di emozionare chiunque la ascoltasse.

Gigi Finizio lo ha salutato come «un grande artista, un grande amico», simbolo di innovazione ed eleganza, mentre Annalisa Minetti lo ha ricordato come «maestro di eleganza in musica».

Nino D’Angelo, infine, ha scritto: «Ciao Peppino. Cantante, sognatore e persona perbene. Addio pezzo di Napoli senza tempo. Riposa in pace».

Adriano Celentano lo ha salutato sottolineandone la capacità di guardare avanti: «Ci mancherà la tua voce così speciale, gentile, unica. Ci mancherà la tua apparente tradizione che in realtà univa e anticipava il futuro».

Shel Shapiro ha ricordato l’Italia in cui arrivò nel 1963, quando Peppino era già un idolo: «Era lontano da me musicalmente, ma un bravissimo musicista e cantante, e quelle poche volte che ci siamo incontrati è sempre stato di una gentilezza squisita». Il cantante ha rievocato anche la visita al suo studio di registrazione a Napoli: «Oggi abbiamo perso un pezzo importante della storia della musica».

Renzo Arbore ha letto la sua scomparsa come la fine di un’epoca: «Con Peppino di Capri si chiude l’epoca della musica da night club, che forse sono rimasto l’ultimo a rappresentare».

Gianluca Grignani lo ha salutato come un maestro: «Negli anni Sessanta ha fatto delle cose che hanno cambiato il modo di ragionare degli italiani. Ciao Maestro».

Al ricordo si sono aggiunti anche gli omaggi dal vivo. Arisa, sul palco di Cervia, ha cantato Champagne in sua memoria, mentre Leo Gassmann ha reinterpretato in versione acustica Roberta sui propri canali social.

L’ultimo saluto nella sua Capri

L’ultima apparizione pubblica risaliva al maggio 2026, quando aveva partecipato ai festeggiamenti per i novant’anni della sorella Margherita.

I funerali si sono svolti domenica 12 luglio alle 17 nell’ex cattedrale di Santo Stefano, a pochi passi dalla Piazzetta di Capri. Il sindaco Paolo Falco ha proclamato il lutto cittadino per la giornata. La camera ardente era stata allestita dalle 13 nella sala consiliare del Municipio, dove il feretro è stato accolto da un lungo applauso, tra rose gialle e una folla commossa in fila per l’ultimo saluto.

Dalle prime ore del mattino le canzoni di Peppino hanno accompagnato l’attesa attraverso la filodiffusione, riecheggiando nelle stradine intorno alla piazzetta. Per permettere anche a chi non è riuscito a entrare in chiesa di seguire la funzione, i volontari della Protezione civile hanno allestito dei maxischermi sul belvedere e nei pressi della stazione della funicolare. Il manifesto funebre riportava i versi de Il sognatore, tra le canzoni più amate dallo stesso artista.

Il figlio Edoardo Faiella ha raccontato l’emozione di quella giornata:

«Verrà ricordato tramite le sue canzoni, che resteranno per sempre e hanno abbracciato sessant’anni di storia italiana e cinque generazioni. È un abbraccio commovente: lo sappiamo che a Capri è sempre stato amato, ma vederlo con i tuoi occhi è bellissimo».

Un omaggio illustrato a Peppino di Capri realizzato dalla redazione di All Music Italia con l’intelligenza artificiale.

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