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Lucio Corsi presenta Napoleone Buonanotte: “Per il disco aspetterò il momento giusto per me”

Dalle prove nei bar ai palazzetti di Firenze, Roma e Milano con 14 musicisti.

di All Music Italia · 

Lucio Corsi ha detto nella conferenza stampa per Napoleone Buonanotte, il singolo in uscita venerdì 30 ottobre per Sugar Music, che il nuovo disco non è finito: “Per il disco aspetterò il momento giusto per me”. La canzone, invece, era pronta ed è il primo pezzo registrato nello studio in cui si è tenuta la conferenza.

Il brano è stato scritto e prodotto con Tommaso Ottomano (significato e credits) e registrato con il tecnico del suono Marco Fasolo, che “registra sul nastro”. Corsi ha ripetuto che per il disco servirà tempo: “non voglio affrettare cose per stare dietro al fatto di farmi vedere per forza”.

Napoleone Buonanotte, una canzone d’amore per la solitudine

Lucio Corsi descrive Napoleone Buonanotte come “una canzone narrativa”: la partenza da casa, il viaggio alla scoperta del mondo, l’innamoramento, poi la disillusione e il ritorno all’ovile. “Alla fine la vedo come una canzone d’amore per la solitudine”, ha detto.

Sul finale il cantautore ha detto: “c’è gioia comunque nel ritornare a starsene da soli”. Napoleone è entrato nella canzone perché, mentre Corsi la scriveva, “sono arrivato in Francia”, ha raccontato, con le immagini e i pensieri. La figura di Napoleone “è piena di grandi imprese, grandi disfatte, grandi fughe, grandi esili”.

Chitarre armonizzate come un sintetizzatore e il sogno di un Lucio Corsi Dance

Sul suono, Lucio Corsi ha indicato le chitarre, che “sono armonizzate in modo che sembrano quasi un sintetizzatore”. A chi gli ha chiesto di un possibile Lucio Corsi Dance ha risposto: “Sì, magari. Vorrei farlo”. Partirebbe da “dei ritmi, invece che dal pianoforte”.

Prove aperte nei bar, palazzetti con 14 musicisti di base

Lucio Corsi continua a fare prove aperte nei bar prima dei concerti importanti: “Questa cosa delle prove aperte ci serve tantissimo a noi”. Il cantautore spiega che “il concerto inizia a girare quando lo fai per la quarta volta” e che “ogni palco ha la sua dignità pari”, dal bar ai palazzetti.

Per i palazzetti Corsi sta pensando alla scenografia, ai momenti e ai movimenti dello show: “È una cosa che voglio imparare a fare”. Sul palco i musicisti saranno “di base 14”: la band di sette, quattro fiati, due coriste e un percussionista, più, a volte, Francis Delacroix, a cui ha comprato un sitar.

Il tour nei palazzetti di Lucio Corsi, prodotto da Magellano Concerti, parte il 27 novembre dal Nelson Mandela Forum di Firenze, prosegue il 5 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma e arriva l’11 dicembre all’Unipol Forum di Milano.

Sanremo ed Eurovision: bei ricordi

Un ritorno a Sanremo va preso con le pinze

Sul possibile ritorno al Festival di Sanremo, Lucio Corsi ha detto che “va preso con le pinze” e che “non va abusato”: “se sarà il caso più in là vedremo, non lo so”. Per tornare, ha aggiunto, “devi avere la canzone giusta”, perché “buttartici per essere a galla e farti vedere non ha senso”.

Ripensando a Sanremo e all’Eurovision, dove ha portato Volevo essere un duro, il cantautore ha detto: “Bei ricordi. Sono anche felice di averlo fatto”. A chi gli ha fatto notare che l’esperienza non l’ha cambiato per niente, ha risposto: “Spero di no”.

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Foto di Arianna Carotta