Luca Tudisca pubblica Dialogo, il nuovo album in uscita venerdì 17 luglio su tutte le piattaforme digitali. Nove brani che hanno segnato il suo percorso, riarrangiati e incisi per la prima volta in una versione compiuta: canzoni che negli anni erano vissute sul palco e in teatro, ma che non avevano mai trovato una casa discografica.
Il progetto nasce per celebrare i dieci anni dello spettacolo teatrale Dialogo – Concerto dialogato, con cui il cantautore siciliano ha attraversato i teatri italiani. Ad anticiparlo è stato La via del perdono, uscito la scorsa settimana.
Un disco suonato, con un quartetto d’archi
La produzione è affidata al chitarrista Vincenzo Angrisani, che ha lavorato con Paola Iezzi e Virginio. In un momento in cui il digitale domina la produzione, il disco è volutamente suonato per intero: nessuna scorciatoia, strumenti veri, e un quartetto d’archi affidato a Martino Pellegrini.
“Riparto dalle mie vecchie canzoni, che tanto mi hanno dato. Ed è giusto lasciarle andare, libere”, dichiara Tudisca. “Dialogo è stato il mio inizio e anche la fine di un percorso. Quello che mi ha portato a scrivere nuova musica che arriverà presto”.
Il racconto attraversa l’amore nelle sue forme diverse, con un immaginario mediterraneo e popolare che affonda nelle radici siciliane dell’artista.
Dialogo, il racconto track by track
La via del perdono è un valzer dal respiro popolare. Racconta un cammino in cui ognuno si confronta con le proprie fragilità, e suggerisce che il perdono non sia un atto solitario ma un processo condiviso. Accanto ai riferimenti alla tradizione folkloristica c’è un omaggio alla musica classica del secolo scorso. La chitarra fa da menestrello, le percussioni muovono la parte centrale fino alla festa conclusiva.
Musica di un pescatore è una dedica alla musica come compagna di viaggio. Il pescatore diventa metafora dell’artista: qualcuno che vive tra mare e orizzonte e torna ogni volta con qualcosa da condividere. Si parla di radici e del borgo dove il cantautore è cresciuto, con il violoncello di Johanna Noa. È il brano più ritmato del disco.
Nient’altro racconta un amore fatto di presenza e partecipazione: la notte che diventa risveglio, la pelle che diventa profumo, il successo dell’altro che si trasforma nella propria fortuna. Nasce dall’arpeggio della chitarra ed è registrato come un dialogo tra due chitarre.
Ti sientu è il canto di una madre che vede il figlio andare via, sapendo che non tornerà. Per un sentimento simile, Tudisca ha scelto l’unica lingua che gli sembrava possibile: il dialetto siciliano. Il brano trasforma la mancanza in una forma di vicinanza, un dialogo silenzioso con chi continua a essere presente.
Dialogo racconta due persone che dopo cinquant’anni insieme ripercorrono il loro cammino, tra gioie, litigi, stanchezza e perdono. Un rapporto che dura non perché è perfetto, ma perché i due continuano a parlarsi e a scegliersi. Dopo un’apertura minimale, l’arrangiamento si arricchisce senza perdere l’anima acustica.
Meraviglia è una ballata che passa per immagini quotidiane: l’aria che si respira, le luci di Natale, un bacio della buonanotte. È l’unico brano rimasto chitarra e voce, come il pubblico lo ha ascoltato in teatro.
E intanto parla della difficoltà di lasciar andare qualcuno, e di come il ricordo continui a vivere nei pensieri. Il pianoforte è lo strumento portante, sostenuto dal quartetto d’archi.
Guardami adesso riflette sul tempo e sul bisogno di essere riconosciuti da chi si ama. La prima parte è scarna, accompagnata dalla sola chitarra fino al secondo ritornello; con l’ingresso degli archi il brano si apre, e le seconde voci di Luca costruiscono una specie di orchestra. Il finale è strumentale, con le percussioni e un crescendo melodico.
Piccoli nasce dal sentirsi minuscoli davanti a una grande città, tra milioni di vite che scorrono. Ma essere piccoli non vuol dire essere insignificanti: come un foglio bianco può contenere un mondo intero. Nel finale è stato costruito un coro in crescendo, con le voci di bambini e di amici.
Dieci anni di Dialogo, dallo spettacolo all’album
La storia di questo disco comincia molto prima. Dialogo era il brano inedito con cui Luca Tudisca si era fatto conoscere nella scuola di Amici, nell’edizione 2014-2015, dove faceva parte della squadra guidata da Elisa, che produsse il singolo. Il pezzo finì nella programmazione di RTL 102.5.
Da quella canzone nacque poi lo spettacolo teatrale, che debuttò nel 2017 al Teatro Nazionale di Milano: la storia di due siciliani sposati da cinquant’anni, nata da una coppia di anziani che il cantautore aveva conosciuto per caso. Regia di Mauro Simone, testi di Elisabetta Tulli, sul palco gli attori Elena Nieri e Matteo Volpotti insieme a Tudisca e alla sua chitarra.
C’è un altro brano del disco con una storia alle spalle: Guardami adesso è la canzone con cui, nel 2016, Tudisca vinse il premio per la Miglior Interpretazione a Musicultura.
Il percorso di Luca Tudisca
Luca Tudisca nasce a Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina, nel 1988, e cresce a Tusa. Dopo il liceo classico si trasferisce a Milano, dove frequenta per tre anni il M.A.S. (Music, Arts & Show), diplomandosi con merito alla Music Academy.
Suona per anni nei locali milanesi e prende parte a diverse produzioni teatrali, tra cui uno spettacolo con CeCe Rogers. Nel 2014 entra ad Amici, arrivando al serale. Nel 2016 è tra i vincitori di Musicultura e tra i finalisti di Sanremo Giovani con Il ritrattista. Nel 2019 pubblica il singolo Silenzio, il cui video andò in anteprima su All Music Italia.
I credits di Dialogo
Luca Tudisca: voce, backing vocals, chitarra acustica, percussioni
Vincenzo Angrisani: direzione artistica, arrangiamento, produzione, chitarra classica e acustica, percussioni, backing vocals, programmazioni, mix engineer
Martino Pellegrini: violino, viola, violoncello
Fabio Zacco: pianoforte
Marco Valerio Lori: batteria
Giulio Corini: contrabbasso
Johanna Noa: violoncello
Gianpaolo Pasquile: mastering engineer
Jessica Raido: artwork











