24 Marzo 2026
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24 Marzo 2026

Gino Paoli, i ricordi degli artisti italiani: “Un buco nell’anima”, “Un gigante della musica”

Da Zucchero a Ligabue, da Cristiano De André a Pacifico: le voci del mondo musicale italiano dopo la scomparsa del cantautore genovese

Gino Paoli in una foto di Alessandro Poggi
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Gino Paoli è morto nella notte tra il 23 e il 24 marzo 2026. Aveva 91 anni. “Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari”, ha comunicato la famiglia in una nota, chiedendo la massima riservatezza. Il mondo della musica italiana ha iniziato a raccogliersi attorno alla sua memoria nel corso della mattinata.

Questo articolo raccoglie i ricordi e le reazioni degli artisti italiani alla scomparsa di uno dei più grandi cantautori del Novecento. Verrà aggiornato nel corso della giornata con i nuovi contributi.

Gino Paoli, i ricordi degli artisti italiani

Cristiano De André

“Se ne è andato uno dei giganti della musica italiana: un artista dal cuore immenso, capace di scrivere canzoni che hanno anticipato i tempi e segnato intere generazioni. Grande amico di mio padre, è stato una presenza familiare fin da quando ero bambino. La sua sensibilità, la sua eleganza e la sua voce resteranno per sempre nella nostra memoria. È una perdita immensa, non solo per la musica, ma anche per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino. Oggi è un giorno davvero triste.”

Zucchero “Sugar” Fornaciari

“Un buco nell’anima!”

Luciano Ligabue

“Grande cantautore. Fuori dagli schemi. Ci lascia bellissime canzoni.”

Pacifico

“Che canzoni meravigliose, irripetibili, che lascito. Non so se si può imparare da quelli così bravi, magari bastasse studiarli… Si può però tentare di evocarli, immaginarseli accanto, al pianoforte: ‘Come farebbe qui Gino…’. Siamo tutti fortunati ereditieri, ricchi sfondati di musica e parole magnifiche.”

Il Club Tenco ricorda Gino Paoli

Il Club Tenco ha diffuso una nota ufficiale in cui ricorda il legame profondo e continuo con Gino Paoli sin dalle origini della Rassegna della Canzone d’Autore. Nel 1974, in occasione della prima edizione, Paoli ricevette il Premio Tenco alla Carriera. Nel 1984 la sua “Averti addosso” ottenne la Targa Tenco come Migliore Canzone, e nello stesso anno fu omaggiato per i suoi 25 anni di canzoni con un concerto dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo. Nel corso degli anni ha partecipato al Premio Tenco come ospite in numerose edizioni: 1978, 1980, 1985, 1986, 1990, 1993, 1996, 2001, 2002, 2006 e 2007.

“Gino Paoli fu uno dei più importanti protagonisti di una generazione meravigliosa che fece iniziare tutto. Da Genova a Milano, alla casa discografica Ricordi si creò – tra gli anni Cinquanta e i Sessanta – il primo nucleo culturale che consapevolmente trattava la canzone come arte di livello raffinatissimo. In questo momento di grande tristezza, ci uniamo al dolore dei familiari, degli amici e di tutti coloro che lo hanno amato. Il suo esempio e le sue canzoni continueranno a vivere, accompagnandoci nel tempo.”

La nota istituzionale

Il Sottosegretario di Stato per la Cultura Lucia Borgonzoni ha ricordato Gino Paoli con queste parole: “Buon viaggio a un maestro che ha trasformato la quotidianità in poesia. Un cantautore che ci ha fatto sognare, diventando colonna sonora senza tempo per intere generazioni, da ‘Il cielo in una stanza’ a ‘Sapore di sale’, fino a ‘La gatta’. Le sue canzoni restano con noi, per sempre.”

 

Renato Zero

“Non sbagliano quando li chiamano ‘I Padri della Musica’. Quando imprimono eternità ad un pensiero, catturandolo e rendendolo accessibile a tutti. Così come conferendo energia ed emozionalità a sette note, altrimenti: ingiustamente, ‘orfane’.

Gino Paoli mancherai a questa famiglia di gitani e sognatori.

Ma anche il tuo silenzio sarà musica e poesia.

Uno dei tuoi alunni: Renato Zero”

Cesare Cremonini

“C’era una sala da biliardo nella cascina di campagna dove sono cresciuto. Era uno di quei luoghi umidi che odoravano di muffa in cui non era permesso entrare ai minori di 9 anni e infatti, appena annusato quell’odore di fresco non ne seppi più fare a meno. C’era questo biliardo in radica accanto a un vecchio mobile che conteneva un giradischi vintage, di quelli con la tv e la radio incorporati. Una sera, all’oscuro dei miei, trovai il coraggio di intrufolarmi dentro quella stanza dei giochi e, sforzandomi sulle punte dei piedi, riuscii ad aprire quel mobile antico. Sputarono dal pianale quattro vinili appoggiati uno all’altro: Vivaldi, Mina, Guccini e per ultimo, già sul giradischi, il 45 giri di Sapore di sale, di Gino Paoli. Che fosse una canzone con l’arrangiamento di Morricone o l’arrangiamento di Morricone su una canzone – con l’inconfondibile sassofono di Gato Barbieri – non era importante, perché da qualsiasi prospettiva la stessi ascoltando, la voce di Paoli ebbe su di me l’effetto di un invito a entrare in una porta sconosciuta, proprio come quella ‘camera vietata’ in cui mi ero inoltrato. Insieme a quell’odore di fresco, ogni volta che riascolto le sue canzoni, ritrovo il gusto e la prospettiva sublime dei grandi della canzone di una volta, riflesso di un’Italia che va scomparendo ma che ha costruito più di quanto siamo riusciti a distruggere o dimenticare.”

Ron

“Gerico, oh Gerico

Non aveva niente da insegnare

Mi lascia solo quello che non ha

Solo quello che non ha”

Gerico, scritta con Gino Paoli

Sony Music Italy

“Sony Music piange la scomparsa di Gino Paoli, uno dei più grandi artisti della storia della musica e della cultura popolare italiana.

Grazie Gino.”

Dodi Battaglia

“Se ne è andato un grande artista, un grande amico con il quale ho avuto l’onore di collaborare.

Gino, ci hai dato tanto! Riposa in pace.”

Roberto Vecchioni

“Per te, maestro di parole, adesso io le parole non le trovo. Ma finché durerà il mio viaggio, continuerò a parlare di te ai ragazzi.

Buon viaggio Gino.”

 

Nino D’Angelo

“Ciao grande Maestro R.I.P”

Elisa

“Gino…

Ho il cuore spezzato e neanche una parola. Hai fatto tanto per me…

Non ti dimenticherò mai.”

Grazia Di Michele

“Nel mio studio questa foto mi ha sempre ricordato un momento splendido, forse una delle emozioni più grandi che mi ha regalato la musica: quella di condividere un tour con Toquinho e Gino Paoli, un artista che ho ammirato da sempre per la sua eleganza e poesia. Buon viaggio Gino… credo ti stia aspettando!”

Nomadi

“Suona un’armonica

Mi sembra un organo

Che vibra per te e per me

Su nell’immensità del cielo

Per te e per me, nel ciel.”

“Ci lascia il Maestro della canzone d’autore italiana,

Ciao Gino Salutaci le stelle”

Morgan

“Gino e’ morto, lunga vita al Re. Era l’ultimo cantante rimasto della folle compagnia di quei romantici moderni chiamati “la scuola di Genova”. Sono tutti andati: Tenco, Lauzi, Bindi, De Andrè, per estensione includiamo anche Endrigo e Ciampi. Anche i parolieri, Calabrese, Villaggio, andati via tutti. De Scalzi, anche lui. Restano al mondo i fratelli Riverberi, compositori e arrangiatori produttori dei capolavori di De André, Paoli, Tenco, i migliori arrangiamenti della musica popolare italiana, che di leggero ha ben poco per come usavano le orchestre sinfoniche. Quei dischi sono capolavori musicali e di testi. Gino Paoli è stato il primo, e per lui il più bravo era Bindi perché era superiore a tutti gli altri come musicista. Per Lauzi il più bravo era Gino Paoli, per l’uso che faceva delle armonie. Tenco amava Paoli e Ciampi, a De Andrè piaceva Tenco, e gli piaceva Brassens, a Paoli piacevano Gainsbourg e Brel, a Tenco piaceva Cole Porter. Divoravano musica e poesia, e la creavano. Gino Paoli ha rappresentato, fino a che è stato al mondo, una vera resistenza al sistema in cui siamo immersi e imprigionati, che lui chiamava regno degli imbecilli, delle cose imbecilli, del non pensiero, del fancazzismo, della mancanza di bellezza, il contrario dell’epoca mitologica della Genova di fine anni cinquanta. Deve essere stato anche faticoso per Gino sopportare l’avanzata del futile, dei social network, e intanto la scomparsa dei suoi amici cantautori, una lenta cancellazione di una cosa meravigliosa che a noi rimane in eredità, nonostante non ce la meritiamo e non siamo in grado di onorarla custodirla e diffonderla intanto proteggerla. Siamo solo capaci di fare sciacallaggio discografico e compilation di grandi successi. Che ingrati. Gino Paoli la vita se l’è goduta, nel tormento e nell’entusiasmo, ha fatto tutto ciò che desiderava, ha avuto tutto: fama, amore, denaro, libertà, insieme ad una marea di rotture di scatole. Era più psichedelico di Syd Barret, più punk di Iggy Pop, e’ stato in assoluto il più grande cantante italiano, non per estensione ma per gusto, padronanza ed espressione. Molti di voi lo scopriranno col tempo.

Lunga vita al diavolo del Rock.”

Paolo Conte

“È venuto a mancare un grande autore e cantautore che rimarrà per sempre nella storia”

Roby Facchinetti

“Cari Amici e care amiche,

oggi se ne va uno dei più grandi nomi della nostra musica.

Se ne va Gino Paoli, un artista immenso, uno di quelli che non hanno soltanto scritto canzoni, ma hanno scritto pagine vere della storia della canzone italiana.

Ho avuto la fortuna di conoscerlo bene, anche negli anni in cui il nostro cammino si è incrociato più da vicino quando io facevo parte del CDA della SIAE, e porto con me il ricordo di un uomo di grande personalità, di grande sensibilità, di quelle presenze che non hanno bisogno di alzare la voce per lasciare il segno.

A Gino ho anche confidato una cosa che ho sempre pensato, e che continuo a pensare ancora oggi: Il cielo in una stanza, per me è una delle canzoni più belle in assoluto della musica italiana.

Un brano che ha dentro la magia vera delle grandi opere. Quelle che non invecchiano. Quelle che, ogni volta che le ascolti, ti fanno sentire ancora piccolo davanti alla grandezza dell’arte.

Gino è stato uno di quei maestri capaci di parlare al cuore con eleganza, con profondità, con una verità rara.

E quando se ne va un artista così, non perdiamo soltanto una voce: perdiamo un pezzo della nostra anima musicale, della nostra memoria, della nostra vita.

Ma certi uomini, in fondo, non se ne vanno davvero.

Restano nelle parole che hanno saputo scrivere, nelle emozioni che hanno acceso, nella bellezza che ci hanno lasciato in dono.

Buon viaggio, caro Gino.

E grazie, davvero, per tutto quello che hai regalato alla musica italiana

Roby”

Laura Pausini

“Ciao magico e immenso gino”

Blanco

“Ciao Leggenda”

Romina Falconi

“Grazie Gino Paoli, per tutta la bellezza.

C’è una cosa che mi diverte sempre, una piccola truffa sentimentale ben riuscita. La gente si stringe al petto “Il cielo in una stanza” come fosse un santino dell’amore puro e assoluto, e poi resta interdetta quando scopre che nasce da una prostituta e da un uomo abbastanza vivo da innamorarsenedavvero. Sono rimasti spiazzati in molti.

Ma la verità è che non c’è niente di più puro di questo: un uomo -che è un poeta- che paga per un’ora e ci trova l’eternità, un corpo affittato che diventa cattedrale, una stanza di un bordello che si spalanca fino a contenere il cielo.

Un poeta, quando ci sa fare, può portarti in volo ovunque”

Francesco Gabbani

“Se ne va un pezzo di storia della musica italiana

Ciao Gino”

Aiello

“Ciao Gino, per sempre grato a te e alla tua poesia”

Tedua

“RIP Maestro. È stato un onore poterla intervistare”

Ariete

“Ciao Maestro”

Articolo in aggiornamento

Foto di Alessandro Poggi