Buon compleanno Davide Van De Sfroos: 10 canzoni per scoprire angoli nascosti dell’universo musicale del cantautore
L'11 maggio è il giorno del 56° compleanno di Davide Van De Sfroos. Ecco una selezione di 10 brani poco noti che ben descrivono il suo mondo
di Simone Zani ·

Buon compleanno Davide Van De Sfroos.
L’11 maggio è il giorno del 56° compleanno del cantautore laghèe. L’artista, nato a Monza e che ha raccontato con maestria il lago e le tradizioni, portando l’ascoltatore in una dimensione onirica terribilmente reale, sarà protagonista di un programma nella seconda serata di Rai 2 a partire da giovedì 13 maggio.
Davide Van De Sfroos nella sua carriera solista ha pubblicato 6 album di inediti, 4 live (tra cui la rivisitazione orchestrale Synfuniia), un Ep e un greatest hits.
Oltre a Yanez, La Curiera, La Balera, 40 Pass, La balada del Genesio e Ventanas sono numerose le perle preziose nel repertorio del cantautore.
In questa sezione abbiamo selezionato dieci brani che descrivono bene l’universo di Davide Van De Sfroos, ma che probabilmente sono un po’ meno conosciuti al grande pubblico.
BUON COMPLEANNO DAVIDE VAN DE SFROOS
Sügamara (2002)
Un cortometraggio. La storia di un uomo di acqua dolce che ha vissuto una vicenda personale ricca di colpi di scena e di avventure incredibili. Un racconto di vita quasi immaginata e di come il destino ci mette davanti ai nostri successi e ai nostri fallimenti, anche se non è mai possibile fermarsi.
“Podet mea fermà un dado intaant che l’è dree a girà”
Grand Hotel (2002)
Il Lago di Como, anche in passato, era ricco di ville e grandi alberghi e il destino di molti giovani era quello di lavorare lì. Chi come aiuto cuoco, chi come cameriere e chi come facchino sempre avvezzo a portare valige senza mai poter partire o fuggire, se non con la fantasia. Ma il destino è sempre sorprendente e regala sorprese a volte troppo dolorose…
“Aempru in man ‘na quaj valìsa che però l’è mai la mia…”
El mustru (2002)
Il lago è ricco di leggende e di storie personali. Se uno stimato pescatore un po’ in là con gli anni affermasse di aver visto il Mostro del Lago di Como, il famigerato Lariosauro? Questa è la storia di un uomo che spende gli ultimi momenti della sua vita per dimostrare l’esistenza di un essere mitologico.
“Adess g’ho sö el pigiama ma sun che sura un puntiil
a specià che’l solta fö,
sunn piee de medesèn,
me parlen tücc de arterio,
ma sun che per fala fö”
Madame Falena (2005)
Una storia d’amore e dolore. Un viaggio nella disperazione di una donna tradita in quello che avrebbe dovuto essere il giorno più bello della sua vita. È il brano che apre l’album Akuaduulza e con cui il cantautore immerge l’ascoltatore in una nuova realtà, più cupa e introspettiva che caratterizzerà tutto l’album.
“il suo anello è quel grilletto che ha infilato una volta sola
un tempuraal de un seguund e mezz e un boecc in un bell vestii…”
El Baron (2005)
In ogni paese esiste un uomo, un personaggio che sembra sia apparso da un’altra dimensione. Capita nel brano che ha aperto più di un concerto dei tour tra il 2005 e il 2008. Un pezzo in cui il violino magistralmente suonato da Angapiemage “Anga” Galiano Persico ha un effetto ipnotico supportato da un testo dal sapore vagamente felliniano.
“L’è ruvaa cun soe el cilindro e trii curtej ne la cintuura
I stivaj de pèll de bìssa e cun la fèvera in di oecc”
L’Alain Delon de Lenn (2008)
Come può un uomo che ha vissuto avventure inimmaginabili ridursi a trascorrere pomeriggi scrutando improbabili partite appoggiate alla rete di un campo di bocce? Qual è il suo segreto? Lo scopriamo in un pezzo dal ritmo travolgente e che nasconde quel pizzico di consapevole nostalgia.
“La coscienza una valvola rotta troppo stanca e confusa per far dei ricatti…
Atteniamoci alla leggenda che conserva integri i fatti
Non provare la sua corona che ti cade sugli occhi e finisci per terra.”
Loena de picch (2008)
Ci sono brani che nonostante abbiano una struttura completamente folle e un arrangiamento più che minimale hanno una forza travolgente. L’inizio di una storia d’amore tra un ragazzo magro, spaurito e impacciato e una donna con forme… più rotonde. Un gioco di sguardi e di piccoli gesti nel frastuono di pizzaioli che non conoscono gli ingredienti e tavolate di cene aziendali che urlano brindisi e bestemmie sorridenti. Un piccolo capolavoro che ha inizio… il giorno della Colletta Alimentare!
“Loena de picch, Loena de coer,
Loena che segna i cart e poe messéda el mazz
Loena redunda, Loena pelanda
Loena che sculta tucc e parla cun nissoen”
Long John Xanax (2011)
Un brano di una dolcezza infinita che racconta la malattia mentale con poesia e con immagini crude, ma allo stesso tempo ricche di significato. Una perla che Davide ha cantato non troppo spesso dal vivo e che provoca la pelle d’oca dalla prima all’ultima nota.
“Ma la Breva la firma i cipress
e buffa via la pulver de quell che vurevi vess
Perché ‘l teemp l’è un cunili che scapa
ma l’è anca ‘l can che ghe curr adrèe
E voo innànz a rüzzà la mia biglia
perché finché gh’è tera lee la voeu rutulà
Cun un plettru e una pastiglia,
la mia biglia in sacòcia… la porterò a ca’”
La figlia del tenente (2011)
Un brano che spicca per un arrangiamento insolito, all’interno di un album di svolta uscito il 15 marzo 2011 qualche settimana dopo il Festival di Sanremo. La storia di un amore impossibile, ma che cresce e si rafforza mentre fuori c’è la guerra. Le strofe in italiano e il crescendo emotivo dell’inciso in dialetto lo pongono come uno dei pezzi che dal vivo emotivamente ha un impatto di una notevole intensità.
“e cupido forse è un deficiente
o di notte non ci vede niente
il giorno sa che ero un delinquente
e che tu sei la figlia del tenente.”
El calderon de la stria (2014)
Goga e Magoga è l’ultimo album di inediti di Davide Van De Sfroos e risale ormai a sette anni fa. Un disco forse profetico che ha annunciato un lungo stop del cantautore laghèe. Nel brano El Calderon de la stria si riconosce la maestria dell’artista nel descrivere i personaggi come fossero protagonisti di un romanzo di Guareschi. Ognuno con la sua peculiarità e un dolore di fondo che non sempre è in grado di affrontare. Un vero e proprio inno a chi è disilluso, ma trova comunque linfa vitale nella quotidianità.
“Meta’ della Ioena la vedum mea
Perché urmai l’hemm traada via”
Quanto AMI Davide?
I voti dei lettori fanno la Top 20 di AMI Charts, che esce ogni sabato.












