Arisa tracklist, autori e produttori di Foto Mosse, il nuovo album in uscita il 17 aprile 2026.
Sono 14 i brani del progetto, canzoni scritte interamente dall’artista – per la prima volta in carriera – in collaborazione con autori come Giuseppe Anastasi, Dimartino, Galeffi, Dente e Andrea Bonomo. La produzione è affidata ai Mamakass, ovvero Fabio Dalè e Carlo Frigerio.

Arisa Foto mosse – tracklist, autori e produttori
Di seguito la tracklist completa con autori, compositori e analisi di ogni brano.
1. Portami con te
Autori: Antonio Di Martino, Rosalba Pippa
Compositori: Antonio Di Martino, Fabio Dalè, Carlo Frigerio
Una dichiarazione d’amore impacciata e sincera, in cui la voce chiede al proprio partner di portarla via in un luogo senza gerarchie, senza convenzioni, senza il peso delle aspettative. Le parole “ti amo” vengono percepite come ridicole e insufficienti, eppure sono le uniche vere. La natura – l’aria dopo la tempesta, la luce tridimensionale, i ruscelli in estate, le viti incendiate – funziona come specchio dello stato emotivo, in bilico tra fragilità e resistenza. Il ritornello costruisce un contrasto tra la grandiosità del desiderio (fuggire da tutto) e la semplicità del gesto (due stupide parole).
2. Il tuo profumo
Autori: Marco Cantagalli, Rosalba Pippa
Compositori: Carlo Frigerio, Fabio Dalè, Marco Cantagalli
Un amore tossico e contraddittorio raccontato senza filtri: rabbia, dipendenza, desiderio di libertà e incapacità di lasciar andare convivono nella stessa voce. La protagonista si definisce “difficile”, riconosce di “dare fuoco a tutto” ma non riesce a smettere di volere quella persona. Il profumo lasciato addosso, i capelli come nascondiglio della rabbia, le macchine prese a calci: immagini fisiche che rendono tangibile un dolore emotivo. La frase “fanculo già mi manchi” è la sintesi del brano in quattro parole.
3. Amore universale
Autori: Giuseppe Peveri, Rosalba Pippa
Compositori: Carlo Frigerio, Fabio Dalè, Giuseppe Peveri, Giuseppe Barbera
Una riflessione sull’amore come pretesa e come sacrificio. La voce si interroga sul confine tra amare e annullarsi, citando la madre come modello impossibile di dedizione. Il finale è il momento più potente: “prometto di essermi fedele”. La vera svolta non è la fedeltà all’altro, ma a se stessa. Un brano che parte dall’amore romantico e arriva all’amore proprio.
4. Magica Favola
Autori: Giuseppe Anastasi, Marco Cantagalli, Rosalba Pippa
Compositori: Carlo Frigerio, Fabio Dalè, Marco Cantagalli
Un percorso attraverso le età della vita, dall’infanzia all’età adulta, cercando di ritrovare l’innocenza perduta. Le bambole, il primo bacio con un fiore in mano, la sigaretta prima della fine del mondo, la bambina che ritorna: un album di fotografie interiori. Il brano è stato portato da Arisa al Festival di Sanremo 2026. Il ponte centrale – “Io mi perdo tra le onde / con il sole che piano si accende / e il passato diventa presente / la bambina ritorna innocente” – è il cuore lirico del pezzo, quasi una preghiera laica.
5. Atomi
Autori: Giuseppe Anastasi, Marco Cantagalli, Alessandro Flora
Compositori: Carlo Frigerio, Fabio Dalè, Giuseppe Anastasi, Alessandro Flora
Arrangiamento: Carlo Frigerio, Fabio Dalè, Rosalba Pippa
L’amore come forza fisica: gli atomi impazziscono, le mani tremano, la paura scompare. La voce ammette la propria fragilità, le lacrime nascoste, il coraggio in prestito, e sceglie ugualmente di amare, complicando tutto consapevolmente. La partita di scacchi, l’asterisco a menù, i supereroi fragili, i funamboli, la città che crolla: un universo di metafore eterogenee che restituiscono il caos dolce dell’innamoramento. Usare il linguaggio della fisica per parlare di sentimenti crea un effetto straniante e poetico allo stesso tempo.
6. Lonely boy
Autrice: Rosalba Pippa
Compositori: Carlo Frigerio, Fabio Dalè, Elya Zambolin, Rosalba Pippa
L’attesa ossessiva di qualcuno che non chiama, visto da una finestra con la vernice ancora fresca. C’è un amore non consumato, una vicinanza fisica (venti metri) che non si traduce mai in contatto. La finestra, la vernice fresca, il retrovisore, le porte che si aprono e chiudono: tutto rimane sulla soglia, nulla si compie. Il finale – “come si poteva stare insieme / immobile a vedere” – lascia tutto sospeso, senza risoluzione.
7. Vento tra le braccia
Autori: Giuseppe Anastasi, Rosalba Pippa
Compositori: Carlo Frigerio, Fabio Dalè
Una piccola fuga solitaria a Maratea – un posto non esotico, scelto proprio per questo – diventa il simbolo di una ritrovata autonomia. Il mare di lunedì, il gelato al posto dell’ombrello, il sole in faccia: la libertà non è straordinaria, è quotidiana e accessibile. Il rossetto non abbinato alla borsa, l’oroscopo come complice, l’astronave di zucchero a velo: immagini leggere e surreali che alleggeriscono senza banalizzare. È il brano più ariato dell’album, una boccata d’ossigeno dopo testi più pesanti emotivamente.
8. Non mi mancherai
Autori: Andrea Bonomo, Rosalba Pippa
Compositori: Carlo Frigerio, Fabio Dalè
La fine di una relazione raccontata con un tono lucido, quasi disilluso, ma attraversato da crepe emotive evidenti. Il titolo suona più come un tentativo di auto-convincimento che come una verità assoluta. Il rossetto sulle guance, il clown che piange, il riferimento alla Madama Butterfly: il dolore viene messo in scena per riuscire a reggerlo. Il cuore del brano sta nel ritornello, dove la negazione si scontra con la memoria di ciò che si perde: non tanto la persona, quanto il rituale dell’amore. Il finale resta sospeso tra orgoglio e vulnerabilità.
9. Foto Mosse
Autori: Rosalba Pippa, Galeffi (Carlo Di Francesco)
Compositori: Carlo Frigerio, Fabio Dalè, Galeffi
La title track. Il titolo suggerisce già l’estetica dell’intero progetto: immagini sfocate ma autentiche, frammenti di vita colti nel loro movimento, mai del tutto fermi o definitivi. Un racconto emotivo stratificato in cui la verità sta proprio nel movimento, non nella messa a fuoco.
10. Cime Tempestose
Autori: Marco Cantagalli, Rosalba Pippa
Compositori: Carlo Frigerio, Fabio Dalè, Marco Cantagalli
La solitudine dopo una separazione, tra rimpianto e bisogno di contatto. La protagonista si muove in spazi quotidiani vuoti – la casa, la città, la metropolitana – mentre tutto diventa riflesso del suo stato emotivo. Il temporale, il mare e le cime tempestose evocano un paesaggio interiore agitato. Al centro resta un desiderio semplice e disperato: “un bacio che trattenga il fiato”.
11. Ed era Maggio
Autrice: Rosalba Pippa
Compositori: Carlo Frigerio, Fabio Dalè, Rosalba Pippa
Un amore che ritorna ciclicamente, legato a ricordi e stagioni che si ripetono. Il mese di maggio diventa il simbolo di incontri sempre uguali e mai risolti, dove il sentimento è forte ma non sincronizzato: uno ama di più, l’altro più piano. I due protagonisti restano connessi anche a distanza, tra città diverse e vite che non coincidono, continuando a cercarsi senza mai trovarsi davvero. Una malinconia dolce: l’amore esiste, ma vive soprattutto nella mancanza.
12. Benedetti amanti
Autore: Giuseppe Anastasi
Compositori: Carlo Frigerio, Fabio Dalè, Marco Colavecchio
Un inno dolce e luminoso all’amore nella sua forma più semplice e universale. Il brano celebra i piccoli gesti – un abbraccio, baci urgenti, momenti condivisi – come atti quasi sacri. L’atmosfera è intima e domestica, fatta di domeniche lente, case vissute e stagioni che scorrono. Il messaggio finale è inclusivo: l’amore non ha forma né regole, e proprio per questo resta qualcosa di puro e necessario.
13. Nuvole
Autrice: Rosalba Pippa
Compositori: Carlo Frigerio, Fabio Dalè, Rosalba Pippa
Il racconto di una relazione tossica fatta di dipendenza emotiva, silenzi e finzioni. L’immagine iniziale delle nuvole, leggere e fragili, si trasforma in un amore che “ammala”. Si vive in un ciclo ripetitivo: si spera in momenti di dolcezza, ma si finisce per annullarsi, fingendo che vada tutto bene pur di restare. Nel finale emerge una consapevolezza più forte: le lacrime che diventano “pane” come simbolo di resistenza e possibilità di uscita.
14. Arrivederci
Autori e compositori: Giulio Cannavale, Giorgia Pesare
L’unico brano dell’album non firmato da Arisa. Una canzone sospesa tra fine e possibilità, dove l’addio non è mai definitivo ma rimane aperto, fragile, rimandato. Il rapporto raccontato è fatto di silenzi, telefonate infinite e gesti quotidiani che cercano di trattenere qualcosa che sta sfuggendo. “Arrivederci” diventa una scelta emotiva: non chiudere del tutto, lasciando uno spazio in cui l’amore, anche se incrinato, continua a esistere.











