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Anna Castiglia, Niente di me: il significato del brano

Un brano ironico sull'ansia da prestazione e sul bisogno di definirsi.

Anna Castiglia, Niente di me: il nuovo singolo dal 4 settembre
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Anna Castiglia annuncia Niente di me, il nuovo singolo in uscita venerdì 4 settembre per Numero Uno/Sony Music Italy. È il secondo estratto da La paura in tasca, il suo secondo album in arrivo il 25 settembre, dopo Mirò.

Leggi subito il testo integrale ↓

Il significato di Niente di me di Anna Castiglia

Niente di me nasce come una risposta ironica e provocatoria all’ansia da prestazione: il desiderio di staccare la spina dalle pressioni e dalle aspettative sociali, smettendo di rincorrere approvazioni, giudizi e standard di maturità.

Il brano mette a nudo la finzione dei rapporti d’occasione e la trappola del dover apparire sempre coerenti agli occhi degli altri: rifiuta la tendenza a ridurre legami affettivi e battaglie quotidiane a semplici etichette di facciata. Di fronte al caos interiore e a una realtà che pretende risposte pronte, la scelta è quella dell’onestà scomoda: l’impossibilità di definirsi diventa l’unica vera conquista personale.

Credits del brano

  • ▸ Artista · Anna Castiglia
  • ▸ Titolo · Niente di me
  • ▸ Autori (testo) · Anna Castiglia
  • ▸ Compositori (musica) · Alessandro Di Sciullo, Ramiro Levy
    ▸ Produttore · Alessandro Di Sciullo, Ramiro Levy

Testo di Niente di me di Anna Castiglia

Non voglio più cultura, voglio solo canzoni,
voglio aderire al parere interessante
degli ormoni
Non voglio più risultati
tanto ormai la pagella è carta straccia
e non ho una mamma che mi ammazza
e alla domanda “come stai?” la mia faccia non sorride più.
Io non sorrido più perché
non so
più niente di me

non so più niente di me
non so più niente di me
non so più niente di me
più niente di me
non so più niente di me
non so più niente di me

Non mi chiedere come sto
non ne voglio parlare
hai già tutti i miei difetti
a risponderti
e mi chiedo come faccio
a restare in silenzio
se quella nello specchio urla una risposta
Io

non so più niente di me
non so più niente di me
non so più niente di me
più niente di me
non so più niente di me
non so più niente di me

Sono vittima dell’educazione,
vittima dell’edulcorazione,
vittima e carnefice della mia condizione.
Non voglio una lezione
ogni giorno, una sana colazione,
tantomeno
tantomeno l’ossessione
nella perversione impara dagli sbagli
a secondo degli sbadigli,
non tratto più uomini i miei amici comeappigli
perché ho duecento matrimoni all’attivo
per tutte le cause che ho sposato
e non ti so dire quelle da cui ho divorziato
ma non è sufficiente,
perché in tutto questo l’unica cosa che mi ripeto è di essere coerente

Io non so più niente,
io non so più niente, non so più niente
non… non so

Testo riportato per finalità di critica, analisi e discussione ai sensi dell’art. 70 L. 633/1941. I diritti d’autore restano in capo agli autori e agli editori del brano.