20 Marzo 2026
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20 Marzo 2026

Addio a Sandor Von Mallasz: morto a 59 anni lo storico discografico e pioniere del metal in Italia

Professionista visionario, ha attraversato trent'anni di industria musicale.

Ritratto di Sandor Von Mallasz
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Se ne va a 59 anni Sandor Von Mallasz, dopo una lunga malattia. Una perdita che l’industria musicale italiana sente in modo particolare, perché Von Mallasz era uno di quei professionisti che lavorano lontano dai riflettori ma che i riflettori, in qualche misura, li hanno accesi per gli altri.

Il suo nome è legato a un capitolo preciso della storia del giornalismo musicale italiano: insieme a Claudio Cubito e Luca Signorelli, fu tra coloro che contribuirono a dare a Metal Hammer Italia una voce propria, distinta dalla versione britannica, capace di guardare alla scena heavy nazionale con competenza e identità autonoma. Era la fine degli anni ’80, un momento in cui il metal cercava ancora uno spazio riconoscibile nel panorama editoriale del nostro Paese.

Trent’anni di industria musicale, dalle major al licensing internazionale

La carriera di Von Mallasz nell’industria discografica prende il via nel 1989 con Warner Music Italy, dove ricopre il ruolo di Promotions Manager. È l’inizio di un percorso che lo porterà a lavorare per alcune delle realtà più importanti del settore: tra il 1995 e il 1999 è Senior Promotions Manager in Virgin Music Italy, poi Head of Promotions in BMG Ricordi e, a cavallo tra il 2000 e il 2001, Head of Marketing & Promotions di V2 Records Italy.

Negli anni successivi sceglie di uscire dal circuito delle major per costruire qualcosa di diverso. Come Managing Partner di Tune Fit e Executive Creative Director di Feedback, si occupa del rapporto tra musica e comunicazione commerciale. Dal 2014 è Head of Music di Think Louder, dove lavora su sincronizzazioni e licensing per un portfolio internazionale che include Kobalt Music Publishing, Believe, Nettwerk Music Group, Position Music, Cooking Vinyl e l’italiana Irma Records, oltre a campagne pubblicitarie, produzioni cinematografiche e televisive.

“Un discografico di quelli veri”: il ricordo di Luca De Gennaro

A dare la misura di chi fosse Sandor Von Mallasz è il ricordo di Luca De Gennaro, dj, autore e per anni Vice President Talent & Music Southern Europe, Turkey and Middle East, che lo ha salutato sui social con parole dirette e affettuose:

“È stato un discografico di quelli veri, uno tosto, determinato, convinto che ogni progetto che promuoveva era destinato ad avere successo, e si prendeva sulle spalle la responsabilità di far conoscere e apprezzare ogni singolo prodotto. Avevamo discusso aspramente. Sapeva essere un insopportabile rompiscatole, ma lo era per raggiungere il suo obiettivo con ogni mezzo necessario. Quando aveva lasciato la discografia tradizionale per entrare nel mondo indipendente, ne era diventato un vero paladino, e pazientemente mi spiegava cose che non sapevo su edizioni e sincronizzazioni.”

Sulla malattia, De Gennaro aggiunge: “Sapevamo che si era ammalato, e affrontava la malattia con lo stesso piglio beffardo e di sfida che aveva sul lavoro, come dire ‘Sì ma quella non mi frega’. E non ti ha fregato, caro il mio Magiàro (così lo chiamavo). Perché per uno come te, la morte non esiste.”

Ci sono figure che costruiscono carriere visibili e figure che costruiscono le condizioni perché le carriere degli altri possano esistere. Sandor Von Mallasz apparteneva alla seconda categoria, quella più rara e spesso meno celebrata. Trent’anni di lavoro nell’ombra giusta, quella da cui si vede tutto.