16 Gennaio 2025
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16 Gennaio 2025

Le Pagelle agli inediti di Amici 24 tra poche gioie e tante incertezze

Tra potenziale inespresso e brani promettenti, ecco le pagelle dei nuovi inediti dei ragazzi di Amici 24, tra sorprese e passi indietro.

Amici 24 pagelle inediti: giudizi sui nuovi brani dei cantanti
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Pagelle inediti amici 24

Vybes – Non Mi Passa

Iniziamo subito con la nota più importante di tutti. Love on The Brain di Rihanna è un brano del 2016. Questa Non Mi Passa di Vybes e quella di Riri sono due canzoni perfettamente sovrapponibili.

Un conto è fare una canzone che si avvicini o che ricordi qualcosa, dato che ormai è stato fatto quasi tutto, un altro è creare un brano che prende palesemente la base di un altro e in cui viene cambiato solo il testo.

Tra l’altro, testo molto blando e senza particolari guizzi. Sembra tutto sconnesso, slegato. La voce di Vybes non lega con la base non risultando credibile in questo racconto del ragazzo che vuole stare nel chill ma che non riesce perché si fa condizionare dall’ansia.

Spiace ma no, sarà per la prossima.

Giudizio: Bocciata


Vybes – Standard

Gemitai… ah no, scusate, Vybes. Ricominciamo.

Avete già capito: questa canzone sembra fare a pugni con il concetto di originalità. Spiace dirlo, ma il problema è proprio Vybes. Questo ragazzo cerca di emulare Gemitaiz in tutto e per tutto, ma non è un bene. Magari lo fa inconsapevolmente (anche se dubito), ma il risultato è evidente e non funziona.

La base non è quella di Senza di Me (il brano che Gemitaiz realizzò con Venerus e Franco126), ma l’ispirazione è palese. Mood, reference, ispirazioni: tutto rimanda a qualcosa di già sentito, senza aggiungere nulla di nuovo.

La vera domanda è: chi è davvero Vybes? Esiste una versione inedita e accattivante di lui che possa conquistare il pubblico? Per ora, la risposta sembra essere un secco no.

Giudizio: Bocciata


Deddè – PERIFERIA

Il problema di Deddè è che Petit sia già passato da lì e che sul mercato esista già Geolier. In questo doppio contesto è davvero complicato riuscire a emergere, cosa che senza dubbio gli si augura. Bisogna trovare, però, una propria identità chiara e ben definita e Deddè, in questo momento, non sembra averla ancora trovata e costruita.

Detto questo, questa PERIFERIA ha una sua dignità artistica fino a un certo punto, fin quando non si trasforma in O’ Mar For di Matteo Paolillo.

Ecco, sfruttiamo Deddè (non ce ne voglia) per dire una cosa chiara che riguarda il 90% degli altri cantanti in gara. Questa tornata di inediti di Amici non ha identità che spiccano particolarmente. Non ha quella personalità, tipo Sangiovanni o Angelina, che a primo ascolto dici “è lei/lui”.

Questa canzone è l’ennesima dimostrazione di come si debba lavorare, e vale per tutti non solo per lui, molto di più sulla ricerca di questa unicità rispetto tutto il resto perché fuori dal programma conterà solo quella.

Giudizio: Bocciata


Nicolò – Non Mi Dimenticherò

Nicolò è una delle voci più interessanti di questa edizione, tecnicamente forse tra le migliori delle ultime edizioni. Fargli cantare un brano che sa di cantautorato vecchio e passato di moda da almeno dieci anni non è una scelta felice.

Nicolò è giovanissimo, è fresco, piace trasversalmente a tutti e a tutte le età ma perché invecchiarlo così tanto? Come per Antonia, altra voce tra le più interessanti degli ultimi anni, queste sembrano tutte occasioni perse.

Giudizio: bocciata


Nicolò FILIPPUCCI – Yin e Yang

Anche per Nicolò vale lo stesso discorso fatto prima per Antonia: voce molto bella, una delle migliori, ma sfruttata al 40% delle sue possibilità.

Yin e Yang è una canzone che andava bene, forse, cinque anni fa se non anche di più. Nel 2025 le ballad devono e possono essere qualcosa di diverso, di fresco.

Il testo, poi, sembra un po’ buttato lì. Non c’è quella profondità che ci si aspetterebbe per una voce profonda e un timbro caldo come quello di Nicolò. L’unico guizzo carino è quello del ritornello “come il mare e la città ci stringiamo Yin e Yang“.

Rispetto al marasma generale così tanto sterile artisticamente e piatto musicalmente, questa canzone spicca per la voce del suo interprete.

Giudizio: Orecchiabile


trigNO – A un passo da me

C’è qualcosa in questo brano che non convince del tutto, ed è quel modo di sbiascicare le parole in una cadenza romanesca (anche se sappiamo che non è romano, ma rende l’idea), quasi “cattivo” nelle intenzioni, senza però trovare il giusto supporto nella base musicale.

trigNO scrive bene, non ancora benissimo, ma c’è del potenziale. Tuttavia, i suoi testi meriterebbero basi più potenti, più esplosive, più ampie. Il suono dovrebbe avvolgere l’ascoltatore, ma qui sembra esserci una paura di osare, che limita il risultato complessivo.

Osa, trigNO, devi osare e buttarti, perché hai tutte le carte in regola per fare qualcosa di speciale.

Giudizio: Orecchiabile


TrigNO – Maledetta Milano

Una classica canzone pop d’amore melodicamente dove la protagonista non è una donna, non è un uomo ma è l’anima di una città complicata, soprattutto negli ultimi tempi, come Milano.

C’è un messaggio, c’è un racconto, c’è vita vissuta (o almeno così traspare) e questi ingredienti si sposano bene nel testo. Si poteva e doveva fare di più, molto di più sul ritornello e sullo special che sembrano quasi banalizzare delle ottime strofe da 8 in pagella ma tutto sommato il discorso fila dall’inizio alla fine.

Ha chiuso pure il tabaccaio ha detto che quest’anno è dura
Che quest’anno è tosta
La coscienza pulita a chi le mani se le sporca

Milano è davvero così e chi la vive o l’ha vissuta negli ultimi anni lo sa.

Giudizio: Consigliata


chiamamifaro – Perché?

L’esordio con un inedito di chiamamifaro, al secolo Angelica Gori, all’interno della scuola rimane coerente con quanto aveva già proposto sul mercato in passato.

L’influenza di artisti come i Pinguini Tattici Nucleari e di Riccardo Zanotti è evidente, percepibile nella costruzione delle melodie e nella struttura del brano. Frasi come “litigavamo come gli USA con Cuba” rappresentano la perfetta sintesi di questa ispirazione: un mix di indie e pop che si traduce in immagini semplici e immediate, sfociando in temi universali come l’amore e la condivisione di emozioni.

La vera domanda, però, è: perché chiamamifaro sembra aver fatto passi indietro dal suo ingresso in casetta, quando le sue potenzialità sono chiaramente enormi?

Brani come Se parlo di te, Hiroshima (con i piazzabologna), e pezzi più energici come Domenica sembrano appartenere a un’altra artista. E invece, è sempre lei.

Giudizio: orecchiabile.


chiamamifaro – O.M.G.

Premessa su questa canzone: sembra, stando a quanto è emerso, che questa canzone avrebbe dovuto chiamarsi Amarcord e che, stando ai commenti apparsi sui social, sarebbe stato chiesto di modificarlo in O.M.G. per non distrarre dal brano di Sarah Toscano scelto per Sanremo 2025.

Tesi non supportata e supportabile per tre motivi: primo, non esistono prove a sostegno. Secondo, se così fosse allora chiamamifaro avrebbe dovuto cambiare anche O.M.G. dato che è il titolo del brano di Sanremo Giovani di Mew. Terzo, questo brano era stato scritto e presentato molto prima che si sapesse di quello di Sarah Toscano.

Detto ciò, entrando nel dettaglio dell’analisi del brano partendo dal principio che chi conosce la musica di chiamamifaro da molto prima della sua partecipazione ad Amici sa bene che questo è un tipo di brano nelle sue corde.

Il fatto che lei lo interpreti bene e lo canti bene significa che sia un bel brano? Possiamo dire che non è brutto, questo sì. E’ una via di mezzo tra l’allegria di una canzone pop leggera e senza pretese e il così tanto usato (o abusato) termine ‘cringe’.

Sì, lo usiamo qui come termine perché è presente anche nel testo di questo inedito.

Perché sì, questa canzone non ha pretese, è una canzone che ascolti e che magari ti strappa il sorriso, e forse era proprio quello l’intento originale. Dall’altro lato è un brano che rischia di fare il giro su se stesso e diventare fuoriluogo e per un’artista come chiamamifaro si può puntare molto più in alto di così.

Ok, si punta sul ricordo con il Moonwalk di MJ, la citazione a Ritorno al Futuro, lo zaino Eastpak, le foto con Retrica, i One Direction. L’idea è carina ma sembra più una trovata a effetto banalotta con elementi diversi tra loro, anche appartenenti a epoche storiche completamente diverse, che non trovano un punto di congiunzione chiaro.

Per una che ha realizzato un EP di buon livello come Default, questo è un passo indietro. Non da buttare, anzi, ma è un passo indietro

Giudizio: Orecchiabile

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