Anticipato da CANTODENTRO e Come uccelli Migratori, Il Vangelo di Giovanna è il titolo del nuovo EP di Chiara Dello Iacovo, che torna sulla scena musicale con un progetto liquido, dalla pelle sottile e dai margini mutevoli.
In uscita in autunno e totalmente autofinanziato dall’autrice, per proteggere i tempi naturali della sua continua ricerca nel campo del corpo e dello spirito, l’EP verrà alla luce dopo essere stato nutrito “dal buio che protegge il seme e che rafforza l’animo, dalle voci interiori delle profetesse e dei poeti, dalla linea verticale che unisce la terra con il cielo, i piedi con le ali”.
Chiara Dello Iacovo, “Come Uccelli Migratori”: da Battiato a “Il Vangelo di Giovanna” – L’intervista
Ciao Chiara, bentrovata su All Music Italia. Come stai?
Nel 2018 cantavo “Ma domandarmi ‘come stai?’ è la prima forma di velata violenza”. Ora, per fortuna,, non la vivo più così. Presumo di stare bene, dato che per la prima volta sto riuscendo a stare dove sto.
Ci ritroviamo in occasione dell’uscita di Come Uccelli Migratori, 2° capitolo de Il Vangelo di Giovanna. Qual è stata la goccia che ha poi fatto traboccare l’inchiostro sul foglio bianco?
È nata per caso e per gioco, come ogni altra mia canzone. Era una delle prime volte in cui mi cimentavo con Ableton e l’ignoranza ha sempre i suoi vantaggi nel processo creativo. In partenza, era un pezzo elettronico senza ambizioni liriche, ma poi da quel magma di suoni hanno cominciato ad affiorare immagini. Alla fine, però, mi era finita l’ispirazione e l’avevo lasciata a metà.
Son dovuti passare altri mesi, altri risvegli e altra vita per consentirmi di diventare quella che ha poi potuto scrivere il finale, completando così il pezzo: “Ma ti ho già vista danzare, insieme a molti altri”. Ora che la ascolto, mi rendo conto che è come se all’inizio del brano cantasse qualcuno che è consapevole del dolore, ma non l’ha ancora trasformato, mentre la persona che canta alla fine, è riuscita ad attraversarlo danzando, uscendone più viva.
Il volo dei tuoi uccelli migratori ci ha condotti a Torneremo Ancora di Franco Battiato. “E se ritornerai, ci incontreremo ancora”. Nella tua visione, cosa c’è dopo la morte? Credi nella reincarnazione?
La compagnia di Battiato è stata fondamentale in questi anni di ricerca così difficili. È stato un amico, una guida, un conforto. Mi ricordo quando è arrivata la notizia della sua morte: stavo frequentando l’ultimo anno dell’accademia del Teatro Stabile di Torino. Quella mattina non avevo la macchina, per cui ero da sola su quell’eterno tragitto che è la corsa del 61 che da Torino porta fino a Moncalieri.
Di solito, la morte naturale delle persone non mi tocca più di tanto, la vivo come un evento necessario. Quella mattina, invece, sul 61 mi è venuto da piangere. Ho sentito che ci aveva lasciati un’Anima Maestra e ho realizzato che da quel momento non avrei più potuto conoscerla, perlomeno in questa vita, in questo corpo. Anche se in fondo credo che ci conoscessimo già. In un’altra vita, in un altro corpo?
Quali artisti hanno profondamente ispirato Come Uccelli Migratori e Il Vangelo di Giovanna?
Credo che Come Uccelli Migratori sia la traccia più ispirata all’universo psichico di Battiato – più che alla sua musica – tanto da diventare una specie di dialogo-gioco con il Maestro. In alcuni punti è proprio esplicito, come quando canto: “Vorrei vederti danzare (ma tra molti anni)“.

L’EP, in uscita in autunno, arriva dopo anni di studio, deviazioni e ricerche. Cosa ti ha spinto ad allontanarti dalla musica e cosa, invece, ti ha riportata qui?
Per riassumere (altrimenti ci vorrebbe un podcast) potrei dire che è stata la Necessità, o Ananke, come la chiamavano gli antichi Greci: una delle forze più potenti a cui dovevano sottostare persino gli dei. Sono quindi partita perché non potevo fare altro, perché c’erano forze più grandi di me che mi stavano guidando altrove. E sono tornata per lo stesso motivo.
Introducendo questo tuo nuovo progetto “multidimensionale”, hai scritto: “Abbiate cura di incontrare chi non sta nel mezzo. Cercate gli esseri estremi, i deliri, gli incanti. Cercate una donna o un uomo che non siano di questo mondo”. Quali incontri (fisici, letterari, ecc) hanno reso la tua vita stra-ordinaria?
La frase è una citazione del poeta Franco Arminio. Detto ciò, credo che potrei fare un elenco molto lungo se mi focalizzassi sul particolare, ma la verità è che l’incontro più importante del mio cammino è stato quello con l’Amore: l’Amore primo, quello da cui veniamo e a cui cerchiamo continuamente di ritornare. Questo ha messo in prospettiva tutti gli altri, passati e futuri, che in fondo non sono altro che frammenti frattali di quell’unico incontro.
A questo punto non posso non chiederti: chi è Giovanna? Qual è il suo messaggio?
Domanda pericolosa, dovrei chiedere a Giovanna, ma lei si palesa solo quando è necessario (sospetto sia una sacerdotessa di Ananke). So però che non sarebbe in disaccordo se usassi come provvisoria bandiera una frase di Sant’Agostino (“Ama e fa ciò che vuoi”), che – tra l’altro – aveva declinato anche Vasco Brondi anni fa nel suo brano Ci abbracciamo.
Questo messaggio come verrà declinato all’interno del Vangelo? Che forme prenderà?
Eh, ma questo è già il finale della storia, mica posso saperlo adesso! La speranza di questo EP è che possa suscitare una sorta di reminiscenza collettiva, per aiutarci l’un l’altro a navigare in questi tempi complessi e crepuscolari.
Nella tua quotidianità cosa funge da faro, c’è una luce capace di fronteggiare le tenebre?
L’Amore: inteso come servizio, comunione, ricerca appassionata, ascolto profondo, discernimento, azione allineata.
Ora sono in un periodo in cui mi è stato finalmente concesso di tornare nel mondo (o nella cosiddetta linea orizzontale, per citare di nuovo Battiato), ma arrivo da anni di profonda solitudine, per cui ho imparato necessariamente a rimanere connessa con il Cosmo “a tempo pieno” (la corrispettiva linea verticale).
Una volta che questa verità – ovvero che non esiste separazione – si è radicata in te, e non perché l’hai letta su un libro, ma perchè ne hai fatto esperienza diretta e inequivocabile più volte, allora la vita intera si disvela in una luce diversa. È ritornare all’esperienza dell’Amore originale l’unica cosa che può fronteggiare il buio, oggi come ieri, perché l’Amore è il contrario dei due mali che affliggono questo mondo: la Paura e il Potere.
Chiara, grazie per il tuo tempo. A presto e… buon vento!
Grazie a te e grazie a voi per avermi dato modo di rilasciare la prima intervista in assoluto su Il Vangelo Di Giovanna. Un abbraccio.
Interamente scritto e arrangiato da Chiara Dello Iacovo, l’EP è stato prodotto insieme a Luca Vergano e mixato con Daniele Mattiuzzi ai WaveLifeStudio di Torino.


















